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venerdì 29 febbraio 2008

EFFETTO QUANTISTICO 2

Un qubit ed un "qutrit" - la versione 3D - per la prima volta sono stati correlati (entangled) quantisticamente, un ulteriore passo in avanti verso il mondo fantastico del quantum computing...

I qutrits, realizzati mediante "bifotoni" (due fotoni correlati), sono stati "entangled" con qubits fotonici (fatti di un solo fotone) mediante una combinazione di elementi e misurazioni ottico-lineari (il team di ricercatori, composto da fisici della University of Queensland, della University of Bristol e della University of Waterloo, ha pubblicato i risultati dell'esperimento su Physical Review Letters).

Se il classico "trit" (ternary digit o cifra ternaria) può assumere i tre stati base 0, 1 e 2, il suo equivalente quantistico, il qutrit, può esistere solo in "superposizioni" dei tre stati base, quando cioè tutte e tre gli stati sono presenti contemporaneamente, così come un qubit può esistere solo nelle superposizioni dei due stati base 0 e 1 del classico bit (binary digit o cifra binaria). La superposizione si ha fisicamente quando le onde quantiche, che rappesentano uno stato, si sovrappongono.

Il gruppo di ricerca inter-universitario ha mostrato come sia possibile generare l'entanglement (quella "misteriosa azione a distanza" tra stati quantici separati che si influenzano a vicenda) tra qubit e qutrit e manipolare il qutrit attraverso una misurazione "distruttiva" del qubit. Secondo i postulati base della computazione quantistica, ogni misura compiuta su di un sistema quantistico distrugge la maggior parte dell'informazione, lasciando il sistema in uno stato base. Così come la misurazione di un qubit ne cambia inesorabilmente lo stato, riducendo la superposizione ad uno dei due specifici stati, essere riusciti a misurare un qutrit ha avuto come effetto quantistico la rimozione di un singolo stato del qutrit dalla sua superposizione a tre stati.

Benjamin Lanyon, della University of Queensland, dice che "questo è un esempio di NonLinearità Indotta da Misurazione (Measurement-Induced NonLinearity o MINL)", uno strumento molto potente per manipolare qubits, nella prospettiva di realizzare un computer foto-quantistico, che trasforma misurazioni effettuate con elementi lineari (come polarizzatori, separatori di fasci, lenti) in una evoluzione non-lineare dell'interazione fotonica. "È sorprendente", dice Lanyon, "perché di norma i fotoni non interagiscono in sistemi lineari. Nel nostro lavoro, la MINL ha creato il tipo di evoluzione non-lineare necessaria a generare l'entanglement e rimuovere un singolo stato logico dalla superposizione del qutrit”.

Il gruppo crede che le MINLs potrebbero funzionare anche per manipolare non solo fotoni ma anche tutti i tipi di paticelle bosoniche utilizzabili per trasportare informazione quantica. L'entaglement qubit-qutrit avrà comunque applicazioni nell'ottimizzazione della sicurezza nei sistemi info-quantistici e aumenterà le capacità di comunicazione quantistica. Essendo tridimensionale, il qutrit può trasportare più informazione di un qubit (se una stringa di n bits classici può rappresentare 1n stati, una stringa di n qubits ne può rappresentare 2n e una di n qutrits 3n). I qutrits, inoltre, pesentano una superposizione più solida rispetto ai qubits, e dunque sono meno soggetti ai fenomeni di disturbo che solitamente interferiscono sull'entanglement. In generale, l'informazione quantistica può essere trasferita con fedeltà assoluta, ma a patto che l'originale venga distrutto nel processo, ed è quello che avviene nel teletrasporto quantistico, ottenuto per la prima volta da Nielsen, Klinn e LaFlamme nel 1998.

(Fonte: Lanyon, B. P., Weinhold, T. J., Langford, N. K., O’Brien, J. L., Resch, K. J., Gilchrist, A., and White, A. G. “Manipulating Biphotonic Qutrits.” Physical Review Letters 100, 060504, 2008).

un ottaedro di DNA (Credit: Michael E. Pique, TSRI)

IBM ha annunciato una tecnica di produzione di "nanocircuiti" basati su matrici organiche di nanotubi al carbonio. Il lavoro si è ispirato alla ricerca sul "DNA origami" condotta al California Institute of Technology da Paul Rothemund.

Greg Wallraff, uno dei ricercatori che lavora al progetto, ha spiegato che si tratta di "nanostrutture di DNA che si auto-assemblano in forme geometriche predefinite", un substrato organico che si può utilizzare come base su cui realizzare circuiti veri e propri composti da nanotubi, nanoconduttori al silicio e quantum dots. Una volta completata la costruzione del circuito, il frammento organico può essere rimosso, lasciando intatta la parte inorganica di carbonio e silicio, utilizzabile come super-memoria di nuova generazione oppure come una unità di calcolo super-veloce. L'attuale ordine di grandezza di queste strutture è di 2 nanometri, mentre il processo industriale più raffinato per la produzione di microprocessori è giunto alla soglia dei 45 nanometri.

Secondo Jennifer Cha, biologa IBM, l'assemblaggio dei nanotubi costituisce l'ostacolo principale alla realizzazione di macrostrutture funzionali, ma la natura prevedibile delle catene di aminoacidi che formano il DNA, e delle reazioni chimiche coinvolte nel processo, consente di realizzare una "impalcatura" sulla quale iniziare lo sviluppo dei futuri elaboratori quantistici a nanotubi.

"Realizzare queste infrastrutture di DNA non è un procedimento scontato, poiché è necessario che il materiale biologico riconosca e interagisca con qualcosa che non esiste neppure in natura", dice la Cha. Tuttavia, Big Blue confida in questa invenzione per dare una svolta al settore della computazione quantistica, oltre la Legge di Moore. La stessa IBM, indica un tempo di almeno 15 anni per la realizzazione di computer basati sul carbonio.

Altri ricercatori, sempre della IBM, all'Almaden Research Center di San Jose, sono riusciti a misurare l'ammontare di energia necessaria per muovere un atomo. Grazie a questa informazione, sarà possibile in futuro sviluppare più facilmente e più velocemente nanodispositivi per lo storaggio a livello atomico e chips per computer. "L'IBM è alle prese con la manipolazione atomica da 20 anni", ha detto Andreas Heinrich, "da ora in poi lo faremo in modo più sistematico".

Nel 1989, Dan Eigler, grazie ad uno Scanning Tunnel Microscopy (STM), un Microscopio a Scansione Tunnel, modificato, fu tra i primi a dimostrare come si potevano manipolare singoli atomi con precisione atomica. Quasi vent'anni dopo, Heinrich e Markus Ternes, insieme a scienziati della University of Regensburg, hanno mostrato come calcolare la forza necessaria a queste operazioni. Si tratta di un avanzamento chiave per la nanotecnologia: è come se dei normali ingegneri scoprissero per la prima volta come costruire un ponte sopra un grande fiume; per farlo dovrebbero conoscere la forza dei diversi materiali. Invece di aver scoperto quanta forza ci vuole per fare un pezzo di metallo, i nanoingegneri hanno misurato quanto forza ci vuole per spostare un atomo di cobalto su una superficie di rame. "È aumentata la nostra comprensione di come lavora la natura", dice Ternes, "se vuoi costruire qualcosa, devi sapere qual'è il massimo carico che può sopportare. A livello della nanoscala, è importante conoscere le interazioni tra gli elementi se vuoi spostare qualcosa".

Per effettuare la nanoscopica misurazione, i nanoscienziati hanno modificato un STM, come aveva fatto anche Eigler nel 1989, che normalmente viene usato per visualizzare singoli atomi. Montando un ago sul microscopio, hanno potuto misurarne il movimento mentre spostava l'atomo. In questo modo, hanno scoperto che ci vogliono 210 piconewtons per muovere un atomo di cobalto su una superficie di platino, 17 piconewtons su una superficie di rame. Così chiamato in omaggio di Sir Isaac Newton, un piconewton corrisponde circa alla forza necessaria per tenere in mano un bicchiere di vino.

Grazie a queste misurazioni, si potranno storare dati in pochi atomi, il ché consentirà la realizzazione di computer atomico-quantistici e di ridurre la dimensione dei transistors usati nei chips per computer in modo da abbassare il consumo di energia ed aumentare la velocità delle operazioni.

nanostrutture di forma differente collegate topologicamente per condividere lo stesso spettro consentono la misurazione della fase quantistica (Credit: Manoharan lab, Stanford University)

In una virtuosa dimostrazione nanotecnologica, un team di fisici della Stanford guidato da Hari Manoharan ha usato, mediante un STM, sottilissimi muri composti da molecole di monossido di carbonio in modo da confinare elettroni su una supeficie di rame e farli risuonare come delle "batterie quantistiche" (ognuna contenente circa 30 elettroni "murati" in 100 molecole di monossido di carbonio). Seppur confinati da diverse forme di muri, gli elettroni hanno risuonato nello stesso modo, perché evidentemente condividevano le stesse propietà (il suono prodotto è fatto di fequenze ultra-alte, nel range dei terahertz). I nanoricercatori sperano in questo modo di ottenere informazioni quantiche nomalmente molto difficili da ottenere (i risultati sono stati pubblicati su Science).

Il fenomeno è conosciuto come "isospettralità". Nella pratica, poter disporre di differenti nanostrutture con propietà identiche servirà nella progettazione di circuiti nano-elettronici. Inoltre, il team di Manoharan ha trovato il modo di estrarre informazioni mediante misurazioni delle batterie quantiche isospettrali che poi ha combinato matematicamente (il processo è chiamato "trapianto quantistico").

(fonte: "Quantum Phase Extraction in Isospectral Electronic Nanostructures")

Stanford University press release

Ascolta il suono delle batterie quantiche

Effetto quantistico

La nanosfera

Concepiti i qutrit

La macchina a raggi terahertz

Computer fotonici

Comunicazione quantistica

DNA-computer auto-assemblanti

Nanochips auto-assemblanti

Nanoelettronica (oltre la Legge di Moore)

Oltre la legge di Moore 2

La guerra dei nanometri 7

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Teletrasporto quantistico 2

Teletrasporto quantistico 3

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UNO SGUARDO ALLA NANOSFERA 3

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giovedì 28 febbraio 2008

OUT OF CONTROL

I robot da guerra - gli automi cingolati, i velivoli automatizzati, le nano-spie - diventeranno il peggior pericolo per la sicurezza delle persone. Lo ha denunciato Noel Sharkey, professore di Scienze Informatiche dell'università inglese di Sheffield, in un discorso tenuto presso il Royal United Services Institute (RUSI). Sharkey ha parlato, senza mezzi termini, di grave rischio per l'umanità...


"Siamo attualmente compiendo i primi passi di una invasione robotica", avverte Sharkey, "ed è bene affrontare subito il pericolo di un potenziale effetto negativo che macchine ultra-sofisticate potrebbero avere (ad esempio) nelle mani di terroristi". Secondo Sharkey, droni kamikaze in grado di farsi saltare in aria potrebbero presto sostituire gli attentatori suicidi in carne ed ossa.


È vero che molte nazioni evolute sono impegnate con ingenti investimenti nella ricerca&sviluppo di macchine da guerra super-tecnologiche da impiegare nei più diversi contesti a supporto o a totale sostituzione di fanti e combattenti umani. Il Pentagono guida, naturalmente, la classifica. Secondo la "Unmanned Systems Roadmap 2007-2013", pubblicata nel dicembre dell'anno scorso, i fondi previsti per il programma di "robowarfare" ammontano a 4 miliardi di dollari entro il 2010, con una spesa complessiva che dovrebbe crescere fino ai 24 miliardi di dollari. Sono al lavoro su programmi simili gli australiani, i sudcoreani, i canadesi, Singapore, Israele, Cina e Russia.

L'invasione è già cominciata: in Iraq sono attualmente presenti oltre 4mila robot da guerra al servizio della coalizione guidata dagli Stati Uniti, e già a ottobre del 2006 gli UAV avevano totalizzato, senza il bisogno dell'assistenza umana, ben 400mila ore di volo. Se, per il momento, i sistemi preposti al controllo delle macchine sono ancora affidati a decisioni umane, si punta decisamente all'approccio automatizzato. Poprio a questo scopo, è entrato in funzione il satellite Skynet ormai da quasi un anno.

Sharkey, che è stato consulente per la serie TV "Robot Wars " e per la BBC, non ha dubbi: "Una volta che le nuove armi saranno in circolazione, sarà abbastanza facile copiarle. Quanto tempo occorrerà prima che i terroristi entrino nel gioco? Con gli attuali prezzi per la costruzione dei robot in caduta libera e la disponibilità di componenti già pronti per il mercato amatoriale, la realizzazione di armi robot automatizzate potrebbe essere accessibile a tutti". Un robot con pilota automatico funzionante tramite il segnale GPS costa attualmente la modica cifra di 250 dollari.

La proliferazione dei robot da guerra pone poi la questione della "roboetica": "non è possibile garantire la discriminazione tra combattenti e innocenti o un uso proporzionato della forza come richiesto dalle attuali Leggi di Guerra", dice Sharkey, secondo cui "c'è un urgente bisogno di valutare i rischi di queste nuove armi ora, piuttosto che attendere il loro furtivo insinuarsi nell'impiego comune".

"Le nostre più potenti tecnologie del 21imo secolo - scienze robotiche, ingegneria genetica e nanotecnologia - minacciano di far degli umani una specie a rischio. Se alle macchine sarà permesso di prendere le proprie decisioni, sarà impossibile prevedere come tali macchine potranno comportarsi. Il destino della razza umana sarà alla mercè delle macchine".

Bill Joy, cofondatore e caposcienziato di Sun Microsystems, è stato dirigente della commissione presidenziale sul futuro della ricerca informatica, ed è coautore delle specifiche del liguaggio Java. Nell'aprile del 2000, sulle pagine del mensile Wired, ha esternato le sue preoccupazioni per il futuro della specie umana (in un articolo intitolato "Perchè il Futuro non ha bisogno di noi").

"Nell'autunno del 1998 sono diventato ansiosamente consapevole di quanto grandi siano i pericoli che ci aspettano nel 21imo secolo. Il mio sconforto è cominciato il giorno in cui ho incontrato Ray Kurtzweil, l'inventore della prima macchina per leggere per ciechi, ed altre cose stupefacenti. [...] Avevo sempre pensato che i robot senzienti appartenessero al dominio della fantascienza. Ma ora, da qualcuno che rispettavo, mi sentivo dire che era una possibilità a breve termine. Ero sconcertato, specialmente conoscendo la provata abilità di Ray di immaginare e creare il futuro. Sapevo già che le nuove tecnologie, come l'ingegneria genetica e la nanotecnologia, ci stavano dando il potere di rifare il mondo, ma un realistico ed imminente scenario di robot intelligenti mi ha lasciato esterefatto. [...] Ray mi diede una prestampa del suo prossimo libro - "The Age of Spiritual Machines" (Orion Business, 1999) - in cui delineava un'era in cui gli umani, diventando un tuttuno con la nanotecnologia robotica, si avvicinavano all'immortalità [...] La razza umana può facilmente lasciarsi scivolare verso una posizione di totale dipendenza dalle macchine fino al punto in cui non avrà alternativa e dovrà accettare tutte le decisioni prese dalle macchine. Visto che la società ed i suoi problemi diventano sempre più complicati, e le macchine sempre più intelligenti, le persone lasceranno che le macchine prendano sempre più le decisioni per loro. Si arriverà prima o poi ad uno stadio in cui le decisioni da prendere per mantenere il sistema saranno così complicate che gli esseri umani non saranno in grado di prenderle in modo intelligente. A quel punto, le macchine avranno effettivamente il controllo. Le persone non saranno più neanche in grado di spegnere le macchine, perchè ne saranno così dipendenti che lo spegnimento costituirebbe un suicidio".

"Una bomba viene fatta esplodere una volta sola, ma un robot intelligente evoluto si può auto-replicare velocemente e essere incontrollabile [...] Quanto presto potrebbe essere costruito un robot intelligente? Stando agli sviluppi tecnologici sembra che questo sia possibile entro il 2030. Una volta creato il robot intelligente, il passo perchè un robot intelligente possa fare copie evolute di se stesso è breve".

Secondo Kurzweil, sarà il 2029 l'anno in cui l'intelligenza artificiale raggiungerà il livello di quella umana e uomini e macchine si fonderanno. Kurzweil, che recentemente è stato nominato dalla U.S. National Academy of Engineering come uno dei 18 visionari incaricati di prevedere le sfide tecnologiche del prossimo futuro, dice che la "legge del ritorno accelerato" sta già provocando una avanzata non più lineare ma esponenziale dello sviluppo tecnologico plasmato dall'infomatica. Nei prossimi 50 anni, l'umanità assisterà ad un progresso 32 volte maggiore rispetto a quello compiuto in metà del secolo scorso; bionanotecnologia e informatica si fonderanno in computer molecolari quantistici e si potrà realizzare il "reverse engineering" del cervello: software e hardware permetteranno a mente e macchina di comunicare fino ad integrarsi. Così che nascerà una nuova intelligenza artificiale, più evoluta ed efficiente di quella umana, in grado di aumentare, le potenzialità degli individui, che potranno tranquillamente navigare nei metamondi (gli ambienti di realtà virtuale tipo Second Life, ndr) direttamente attraverso il sistema nervoso, proprio come in "Matrix".

"Più o meno nello stesso periodo in cui ho incontrato Kurtzweil, ho anche trovato il libro "Robot: Mere Machine to Transcendent Mind" di Hans Moravec. Moravec è uno dei leader nella ricerca robotica, e fu fondatore di uno dei più grandi programmi di ricerca alla Carnegie Mellon University. [...] Le specie biologiche quasi mai sopravvivono allo scontro con un competitore superiore. Dieci milioni di anni fa, il Sud e il Nord America erano separati da uno sprofondato istmo di Panama. Il Sud America, come oggi l'Australia, era popolata da mammiferi marsupiali, compresi marsupiali equivalenti di ratti, cervi e tigri. Quando l'istmo che connetteva Nord e Sud America sorse, ci sono voluti solamente poche migliaia di anni perchè le specie placentali, con metabolismi, sistemi riproduttivi e nervosi di poco più efficaci, destituissero ed eliminassero quasi tutti i marsupiali del sud. In un mercato completamente libero, robot superiori sicuramente eliminerebbero gli umani come i placentali Nord Americani fecero fuori i marsupiali Sud Americani (e come gli umani hanno fatto e continuano a fare con innumerevoli specie). Le industrie robotiche entrerebbero fortemente in competizione tra di loro per interesse, energia e spazio, portandosi oltre le possibilità umane. Incapaci di permettersi tali necessità della vita, gli umani biologici sarebbero schiacciati via. [...] Secondo Moravec, il nostro lavoro per il 21imo secolo sarà di “assicurare la continua cooperazione delle industrie robotiche” per formulare leggi che decretino quanto essi siano “buoni” e descrivere quanto seriamente pericoloso possa essere un umano “una volta trasformato in un robot super intelligente senza limiti”. L'opinione di Moravec è che prima o poi i robot ci succederanno e che gli umani evidentemente si avviano all'estinzione".

"Un secondo sogno della robotica è che gradualmente ci rimpiazzeremo con protesi varie e potremo anche scaricare le nostre coscienze raggiungendo l'immortalità; lo descive Ray Kurzweil nel suo libro. Ma quali sono le possibilità che da lì in poi rimarremo noi stessi o addirittura umani? A me sembra molto più probabile che l'esistenza robotica non possa essere in nessun senso come quella umana a noi comprensibile, che i robot non sarebbero in nessun senso i nostri figli, e che su questo percorso la nostra umanità possa essere perduta. L'ingegneria genetica promette di rivoluzionare l'agricoltura incrementando la produzione del raccolto riducendo l'uso dei pesticidi; creando decine di migliaia di nuove specie di batteri, piante, virus e animali; sostituendo la procreazione, o complementandola, con la clonazione; producendo cure per molte malattie, aumentando la nostra longevità e qualità della vita; e molto, molto di più. Tecnologie come la clonazione umana hanno alzato in particolare la nostra coscienza dei profondi problemi etici e morali. Se, per esempio, dovessimo ricostruire noi stessi in alcune specie separate e ineguali usando il potere dell'ingegneria genetica, allora potrebbe essere minacciata l'idea di uguaglianza che è la vera pietra miliare della nostra democrazia [...] Un libro che mi colpì molto, verso la metà degli anni '80, fu "Engines of Creation" di Eric Drexler (recentemente aggiornato alla versione 2.0, ndr), che descrive come la manipolazione a livello atomico possa creare un futuro utopico di abbondanza, dove quasi ogni cosa possa essere prodotta a basso costo, e quasi ogni tipo di immaginabile infezione o problema fisico possa essere risolto usando la nanotecnologia e l'intelligenza artificiale. Un libro successivo, "Unbounding the Future: The Nanotechnology Revolution", che Drexler ha scitto insieme ad altri, immagina alcuni dei cambiamenti che potrebbero avvenire in un mondo dove avremmo "assemblatori" a livello molecolare. Gli assemblatori potrebbero rendere possibile, ad un incredibile basso costo, cure per il cancro a energia solare e cure per un comune raffreddore attraverso l'ampliamento del sistema immunitario umano, sistemi per la pulizia dell'ambiente, incredibili economici supercomputer tascabili. Qualsiasi prodotto potrebbe essere fabbricato dagli assemblatori ad un costo non maggiore di quello del legno [...] Con queste meraviglie sono diventati chiari anche i pericoli, di cui io ero acutamente cosciente. Non possiamo solamente fare la nostra scienza e non preoccuparci dei problemi etici. Nella sezione di "Engines of Creation" chiamata "Dangers and Hopes" ("Pericoli e Speranze"), Drexler parla anche di come le nanotecnologie possono diventare "macchine per la distruzione". Le nanotecnologie hanno infati chiari usi militari e terrorostici, e non c'è bisogno di essere suicidi per utilizzare un apparecchio nanotecnologco di distuzione di massa. Tali apparecchi possono essere costruiti per essere selettivamente distruttivi, colpendo, per esempio, solamente una certa area geografica o un gruppo di persone geneticamente distinto. Il rischio è che potremmo distruggere la biosfera dalla quale tutta la vita dipende. Come spiega Drexler: piante geneticamente modificate potrebbero competere con le piante naturali, affollando la biosfera con un fogliame non commestibile; un resistente batterio onnivoro potrebbe sopraffare i batteri naturali, potrebbe disperdersi come polline soffiato, replicarsi rapidamente, e ridurre la biosfera in polvere in pochi giorni; pericolosi replicanti potrebbero facilmente essere troppo forti, minuti e rapidi per essere fermati. Abbiamo già abbastanza problemi per controllare i virus e i pidocchi della frutta. Tra intenditori di nanotecnologie, queste minacce sono diventate note come "gray goo" [...] Non possiamo permetterci certi tipi di incidenti con assemblatori replicanti, potremmo andare incontro ad una triste fine dell'avventura umana sulla Terra, molto peggio del fuoco o del ghiaccio, o di un arginabile incidente di laboratorio. È sopratutto il potere di auto-replicazione distruttiva, in genetica, nonotecnologia e robotica, che dovrebbe fermarci. L'auto-replicazione è il Modus Operandi dell'ingegneria genetica, che usa il meccanismo delle cellule per replicare le proprie architetture, e il primario pericolo sottostante alla minaccia "gray goo" in nanotecnologia".

"Le mutazioni genetiche sull'uomo non solo devono essere permesse, ma sono l'unica strada possibile per evitare un tracollo della specie". In risposta a Bill Joy, lo scrittore e scienziato Stephen Hawking (autore del bestseller "Dal Big Bang ai Buchi Neri"), dalle pagine del settimanale tedesco Focus, nel settembe del 2001 ha argomentato la sua tesi "superumanista". Hawking - che a causa di una grave malattia vive su una sedia a rotelle e comunica grazie a un PC - individua nei computer i nemici più insidiosi per l'uomo, che si deve "attrezzare" per non perdere la battaglia più importante, quella della sopravvivenza. I computer raddoppiano le loro prestazioni ogni 18 mesi, da qui parte la necessità di intervenire sull'uomo, che invece si evolve con molta meno fretta. "Per questo - dice Hawking - esiste il reale pericolo che i computer sviluppino intelligenza e prendano il controllo del mondo intero". "Noi - ha detto ancora Hawking - dobbiamo sviluppare al più presto delle tecniche che consentano un collegamento diretto fra cervello e computer, in modo tale che l'intelligenza artificiale dia un contributo a quella umana, invece di mettersi in contrapposizione ad essa".

Secondo Hawking, "con mutazioni mirate del patrimonio genetico potremmo aumentare la complessità del DNA, migliorando con ciò l'uomo. Bisognerà muoversi con rapidità, perché poi si dovrà attendere per ogni generazione circa 18 anni per accertare gli effetti dei mutamenti genetici. Ma è indispensabile imboccare questa via se vogliamo che i sistemi biologici restino superiori a quelli elettronici".

[...] Sistemi telefonici planetari, incubatori di virus dei computer, prototipi di robot, mondi di realtà virtuale, personaggi animati sintetici, varie ecologie artificiali e modelli al computer dell'intero pianeta. Come dovremmo chiamare quell'anima comune tra le comunità organiche che conosciamo come organismi ed ecologie, e le loro controparti artificiali come i robot, i grandi gruppi aziendali, i sistemi economici e i circuiti di computer? Definisco questi esempi, sia "nati" che "prodotti", come "vivisistemi", per la somiglianza alla vita che ogni tipo di sistema ha. [...] Il reame del nato - tutto ciò che è naturale - e il reame del prodotto - tutto ciò che è artificiale - stanno diventando una cosa sola. Finora, alcune caratteristiche del vivente che sono state trasportate con successo nei sistemi meccanici sono: l'autoriproduzione, l'autogoverno, una forma limitata di autoriparazione, una moderata capacità di evoluzione e una parziale capacità di apprendimento. Abbiamo motivo di credere che altre caratteristiche possano essere sintetizzate e tradotte in qualcosa di nuovo. Nello stesso momento in cui la logica di Bios viene trasfusa nelle macchine, la logica di Tecne viene trasfusa nella vita. [...] Tuttavia, nel momento in cui immettiamo forze viventi nelle macchine che abbiamo creato, ne perdiamo il controllo. Esse acquisiscono uno stato selvaggio e alcune sorprese che questo stato comporta. Questo dunque è il dilemma che tutti gli dèi devono accettare: non poter mantenere la completa sovranità sulle proprie creazioni migliori. [...].

Nel 1994 usciva, a cura di Kevin Kelly, direttore responsabile di Wired, la nota rivista statunitense portavoce delle avanguardie in campo tecnologico, "Out of Control" (la nuova biologia delle macchine, dei sistemi sociali e dell'economia globale), una brillante e accurata indagine giornalistico-scientifica che salutava l'alba di una nuova era in cui le macchine e i sistemi che governano l'economia diverranno sempre più complessi e sempre meno distinguibili dagli organismi viventi. Kelly porta improvvisamente alla luce un presente-futuro dove le frontiere tra fantascienza e "fantarealtà" si assottigliano di colpo, un mondo iper-tecnologico e neo-biologico in cui le macchine assumono le caratteristiche degli organismi naturali.

"Il mondo del prodotto sarà presto come il mondo del nato: autonomo, adattabile e creativo, ma, di conseguenza, fuori dal nostro controllo. Io credo che sia un ottimo affare".

"La storia del mondo non è altro che il dispiegamento della dipendenza. La dipendenza non ha più i caratteri odiosi perché intenzionalmente determinati della schiavitù o della dittatura politica, ma i caratteri della pervasione bio-macchinica, inevitabili e indipendenti dalla volontà umana. Non più l'oppressione ma gli automatismi dominano la storia del mondo, e la vita degli uomini" (Franco Berardi Bifo, prefazione a "Out Of Control" di Kevin Kelly).

Che la razionalità umana possa governare, disciplinare, il mutamento, il divenire tecnologico, politico, immaginario e sociale, è un'illusione; ciascuna di queste sfere si evolve in modo troppo complesso, secondo ritmi e in direzioni determinati da dinamiche che sfuggono ad ogni controllo.

Zbigniew Brzezinski, ex Segretario alla Sicurezza Nazionale con Jimmy Carter, uno dei maggiori esperti e consiglieri di politica estera di numerose Amministrazioni americane, è l'autore di "Global Turmoil on the Eve of the Twenty First Century", in cui descrive la storia del Ventesimo secolo come storia della follia organizzata, rivelando i paradossi del potere globale, il disordine sociale, il vuoto geopolitico, la disuguaglianza economica crescente. Il controllo politico, che la modernità ha messo al centro della scienza e della tecnica del governo, appare così ridotto ad un'illusione. L'unica forma globale che si intravede è quella del caos.

"Brzezinski vede la crisi della razionalità moderna come un'entropia che colpisce al cuore l'unica forma di civiltà che possediamo, la civiltà fondata sulla scelta politica democratica. Per Kelly, invece, la crisi del controllo è il manifestarsi di un ordine nuovo, un ordine di tipo superiore, che non è più soggetto all'esercizio organizzativo e consapevole della volontà umana. È l'ordine del superorganismo" (Bifo, cit.).

La tesi essenziale del libro di Kevin Kelly è che stiamo vivendo una transizione verso un mondo di fittissima integrazione tecno-comunicativa, in cui l'azione sociale sarà sempre più interconnessa da interfacce tecno-sociali. In questa intersezione tra umano e tecnologico, Kelly vede emergere le linee di una civiltà tecno-biologica, in cui viene varcato il limite di demarcazione tra “prodotto” e “nato”, tra ciò che è generato dalla natura e ciò che è artificialmente costruito. Kelly sostiene che da questa integrazione tecno-cuturale, dall'interconnessione di menti umane e congegni capaci di autogoverno e di autoreplicazione, emergerà una mente globale (rappresentata al momento da internet). Una mente "fuori controllo", in cui, più che la volontà individuale o collettiva degli uomini, o l'azione politica, sarà l'autoreplicazione tecno-biologica delle macchine intelligenti a determinare i processi della vita sociale.

"Cosa accade quando la potenza della tecnica incontra la potenza della natura, e si fonde con essa? La tecnica, che è stata lo strumento di emancipazione dell'uomo dal dominio della natura, diviene a questo punto seconda natura, istituisce automatismi cognitivi, relazionali, linguistici, che limitano fino ad annullarlo il margine di libertà dell'azione umana" (Bifo, cit).

Nella visione tecno-positivista di Kelly vi è uno smaccato conflitto di interessi. Poichè Kelly è un leader all'interno del mercato tecno-culturale, per quanto brillante, il suo discorso manca di sufficiente coscienza critica, volutamente forse. La sua posizione è fondamentalmente neo-liberista. Mentre Brzezinski vede (giustamente) nell'ingovernabilità un grave pericolo e la possibilità di una catastrofe, Kelly la vede come un'opportunità per un nuovo sviluppo economico post-umano.

"L'automatismo della mente globale interconnessa funziona secondo un principio simile a quello della mano invisibile di smithiana memoria. Per l'autore di 'La ricchezza delle nazioni', il mercato funziona secondo automatismi di tipo super-individuale e super-sociale, che tendono verso un equilibrio spontaneo, verso il massimo di razionalità oggettiva. Nel mercato agirebbe una mano invisibile che guida gli uomini verso l'utile comune. Ma la libertà di impresa economica di cui parlano i teorici del neo-liberismo hi tech non ha quasi niente a che fare con la nozione storicistica e romantica della libertà. La libertà di cui parla il neoliberismo ha come orizzonte il mercato. La libertà dei romantici è spazio indeterminato che la volontà umana può liberamente progettare. La libertà economica di cui parla il pensiero liberista è possibilità di agire secondo le regole rigorose dell'economia, che il matrimonio con la tecnologia rende ancora più rigorose. Al posto della libertà romantica, Kelly mette la potenza del superorganismo. La rete è il modello di questo passaggio dalla volontà individuale alla formazione della mente alveare" (Bifo, cit.).

Kelly non tiene conto della volontà di potenza altamente nichilista del superorganismo. Li stiamo vedendo gli effetti della mente alveare neo-liberista sull'ambiente e sugli esseri viventi.

[...] La rete è un emblema di multipli. Da essa emerge un essere-sciame, un essere distribuito: il se si diffonde attraverso l'intera rete così che ogni parte può dire: «Io sono l'Io»... La rete porta la logica del computer e quella della natura, un potere oltre la comprensione. Nascosto nella rete c'è il mistero della mano invisibile, controllo senza autorità. In un testo intitolato 'La società di controllo', una delle ultime cose scritte prima della morte, Gilles Deleuze sostiene che il modello disciplinare descritto da Michel Foucault è oggi tendenzialmente rimpiazzato da un modello di controllo. Il disciplinamento di cui parlava Foucault è l'azione di sottomissione dei corpi e delle menti individuali da parte dei ritmi produttivi della società moderna: la fabbrica, la scuola, il carcere, il manicomio agiscono sui diversi piani per rendere il corpo e la mente individuali dipendenti dal funzionamento del sistema industriale, della macchina, della città capitalistica. Ma ciò che si sta verificando è che la sottomissione si sposta dalla sfera del comportamento sociale alla sfera degli automatismi cognitivi. Non più disciplinamento, sottomissione, repressione della devianza, ma creazione di interfacce tecno-sociali che precostituiscono i percorsi cognitivi, e il comportamento sociale. La mente-alveare di cui parla Kelly non è forse la realizzazione del modello di controllo del quale parla Deleuze? Dobbiamo salutare questo passaggio come una evoluzione della civiltà umana verso una fase superiore di integrazione, o dobbiamo temerlo come un totalitarismo di tipo tecno-cognitivo?" (Bifo, cit.).

Il lato oscuro della mente globale è il Grande Fratello, quello vero, ed è questa la direzione verso cui stiamo andando. L'invasione tecno-biologica produce effetti distruttivi catastrofici, e li stiamo vedendo. Non è vero, come sostiene Kelly, che le macchine assumono i connotati degli organismi naturali. È vero il contrario. Può anche darsi che sia possibile una integrazione uomo-macchina non invasiva, non distruttiva, persino positiva, ma non sarà certo quella che vuole il pseudo-libero mercato, e che di fatto stà determinando. Perché esso agisce del tutto irrazionalmente, incurante delle mostruosità che produce. Perchè l'Impero aspira a diventare Dio.

La mente globale interconnessa, che ha appena cominciato ad evolversi, non è mossa da nessuna mano invisibile, ma da una volontà di onnipotenza, quella dell'Impero, a cui bisogna opporsi, con ogni mezzo necessario.

Royal United Services Institute

Unmanned Systems Roadmap 2007-2013 (pdf)

http://www.defensetech.org/

Techno-war

Techno-war 2

Unmanned Aerial Vehicle

Micro air vehicles

Il MAV

Mosche-robot

Autocopter

Robo-copter

Ins Bot

Insect cyborg

Taser per iRobot

Robot liquido

Il satellite spia Skynet 5A

Microrobot contro il bioterrorismo

Robot militari pure in Italia

Future combat systems

Il robot Quickplacer

Velocità bionica

Robot bambino

I primi robot replicanti

Robot geneticamente selezionati

Costruttori universali

Nano-robot

Robogames 2007

Cannone robot fa una strage

La rivolta dei robot

Roboetica

Roboetica 2

L'invasione dei nanocosi

Fusi carne e silicio

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mercoledì 27 febbraio 2008

OGM APOCALYPSE

Mentre apre i battenti in Norvegia la "banca genetica dell'Apocalisse", mentre nuovi studi confermano la pericolosità delle contaminazioni OGM, le corporations del biotech continuano a premere sull'acceleratore con la complicità del governo globale, Europa inclusa...

Uno studio - pubblicato su Nature Biotechnology - dimostra che un parassita del cotone, il lepidottero Helicoverpa Zea, ha sviluppato la resistenza a piante che sono state geneticamente modificate proprio per uccidere gli insetti della sua specie. Nelle piantagioni di cotone OGM in Mississippi e Arkansas, gli agricoltori sono ora costretti a fare maggior ricorso agli antiparassitari. Un pericolo che Greenpeace aveva denunciato in un rapporto del 2004.

Le piante OGM che dovrebbero risultare resistenti agli insetti, contengono di solito una versione sintetica della tossina Bt presente in natura. Ma la costante esposizione alle tossine Bt prodotte dalle piante OGM, rende i parassiti resistenti ai loro effetti, col risultato che si favorisce la loro sopravvivenza e immunità genetica al Bt. Col passare del tempo, tutto ciò può portare alla proliferazione di parassiti resistenti fino al punto in cui il Bt non servirà più.

Nella sua forma naturale, il Bt è stato utilizzato fin dagli anni '50, nell'agricoltura biologica e sostenibile, per eliminare insetti nocivi, senza danneggiare altri insetti o altre forme di vita. Al contrario, le tossine Bt prodotte da colture OGM - fra cui il mais della Monsanto - hanno dimostrato di essere molto nocive per altri utili insetti predatori. La stessa sorte potrebbe toccare presto anche ad altre colture. Proprio a causa dei rischi di diversa natura legati a questi organismi, il governo francese ha deciso di vietare la coltivazione del mais Monsanto "MON810".

Le coltivazioni transgeniche aumentano l'uso dei pesticidi e sono inefficaci nella lotta contro la povertà. Sono queste le conclusioni del rapporto "Chi beneficia dell'impiego dei transgenici?" presentato da Friends of the Earth International (FOEI). Secondo David Sánchez, "le coltivazioni transgeniche hanno fallito nel raggiungere i grandi benefici prospettati. Diversamente, c'è stato un aumento dell'uso dei pesticidi, provocato da queste coltivazioni, che costituisce una minaccia per l'ambiente e per la popolazione su scala mondiale".

In Brasile, dal 2000 al 2004, l'uso del RoundUp (un erbicida a base di glifosato) è aumentato dell'80%. Negli Stati Uniti, tra il 1995 ed il 2004, l'aumento è stato del 150%. L'aumento delle piantagioni resistenti al glifosato ha provocato, oltre all'aumento dei costi di produzione per i contadini, gravi impatti ambientali. Le piantagioni di soia, mais e cotone resistenti agli erbicidi incentivano l'uso di pesticidi, ed aumentano la resistenza agli erbicidi. Questi tre prodotti costituiscono il 95% della superficie seminata con coltivazioni transgeniche: invece di essere utilizzate per diminuire la fame nel mondo, servono principalmente ad alimentare gli animali dei paesi ricchi ed alla produzione di biocombustibili. La maggior parte della produzione transgenica argentina viene inviata in Europa per alimentare il bestiame, mente il 20% del mais geneticamente modificato prodotto negli Stati Uniti è destinato alla produzione di etanolo. Secondo lo studio di FOEI, il mais resistente agli erbicidi della Monsanto produce tra il 5 ed il 10% in meno delle varietà tradizionali.

Tre su cinque dei paesi a cui appartengono il 90% delle superfici seminate con prodotti transgenici, si trovano in America Latina: Argentina, Brasile e Uruguay (gli altri due sono gli Stati Uniti ed il Canada). Insieme agli Stati Uniti, l'Argentina produce il 70% delle coltivazioni transgeniche mondiali. Questi dati sono preoccupanti per l'incolumità ambientale sudamericana. In Europa, infatti, meno del 2% delle terre sono coltivate con prodotti transgenici e cinque paesi hanno proibito il mais della Monsanto poprio per le conseguenze che provoca sull'ambiente. La Francia, che aveva la maggior quantità nel continente di terreni coltivati con mais transgenico, ha proibito questo anno la semina. Solamente la Spagna continua ad investire negli OGM. Argentina, Paraguay e Uruguay, insieme agli Stati Uniti, sono gli unici paesi dove le coltivazioni transgeniche rappresentano più del 30% delle superfici.

Fino ad ora, le indagini sugli OGM più nutrienti, resistenti alla siccità, alla salinità e alle malattie, sebbene siano aumentate, non hanno portato all'immissione sul mercato di nessun prodotto nuovo. Le imprese si preoccupano solamente della resistenza agli erbicidi e agli insetti. Tuttavia, il prezzo delle sementi biotecnologiche è aumentato per massimizzare i guadagni e gli agricoltori hanno sempre meno scelta, visto che quelle tradizionali stanno per essere eliminate. In conclusione, la relazione informa che le imprese Monsanto, DuPont-Pioneer, Syngenta, Bayer ed altre multinazionali, proprietarie della maggior parte delle sementi mondiali, sono le principali beneficiarie delle coltivazioni transgeniche.

Proprio di recente, Il Consejo Nacional de Bioseguridad brasiliano (CTNBIO, che comprende 11 ministeri) ha autorizzato la coltivazione delle varietà di mais "Liberty", della Bayer, e "MON810", della Monsanto. si tratta della prima autorizzazione per il mais transgenico in Brasile, mentre era già stata autorizzata la soia OGM. Sul sito del ministero della Scienza e della Tecnologia, il ministro Sergio Rezende, afferma che «i due tipi di mais autorizzati sono resistenti agli erbicidi ed agli insetti, e sono dal 30 al 40% più produttivi" e che "è una nuova tappa completata nell’avanzata della scienza». Secondo il governo i due mais sono perfettamente sicuri per l’ambiente che per la salute umana ed animale.

In realtà, il governo Lula si è nettamente spaccato: i ministri della salute, dell’ambiente, dello sviluppo agricolo, agricoltura e pesca hanno votato contro. Lo stesso Consiglio che ha dato il via libera al mais, ha dovuto ammettere che il ministro della Salute, José Gomes Temporao, ha chiesto ulteriori studi sulla possibilità che i mais autorizzati possano essere tossici o causare allergia. Il ministro dell’ambiente, Marina Silva, pur confermando il suo no agli OGM, non ha partecipato alla riunione del consiglio. Alla fine, però, sono stati respinti tutti i ricorsi presentati da agenzie pubbliche ed associazioni mbientaliste che mettevano in dubbio la competenza del CTNBIO. «Perdiamo un altro round col governo – ha detto María José Da Costa, del Movimiento de Pequeños Campesinos –questa è per noi la maggior tragedia del governo Lula». Il movimento dei piccoli agricoltori, insieme ad altre associazioni come Vía Campesina ed a numerose istituzioni locali, ha avviato la "Campaña por un Brasil Libre de Transgénicos", una coalizione che ha inviato una lettera al ministro della Giustizia Tarso Genro contro la decisione favorevole agli OGM, sottolineando «i numerosi vizi che presenta il processo, tra i quali l’inesistenza di studi ambientali». Secondo gli anti-OGM brasiliani, così come per la soia transgenica Roundup Ready, il mais OGM può creare problemi ambientali, contaminando le varietà locali, organiche e ecologiche.

La decisione rappresenta "una flagrante e incostituzionale anteposizione degli interessi economici delle imprese sulla salute delle popolazioni, la necessità di protezione dell’ambiente e degli interessi degli agricoltori e consumatori che non vogliono piantare o consumare alimenti transgenici", dice Da Costa, "considerando le difficoltà che ha avuto la gente con la soia ed altre coltivazioni transgeniche in Brasile, i disastri che provocherà l’autorizzazione del mais saranno di proporzioni ancora maggiori. Si tratta di un prodotto che è parte di una cultura millenaria dei popoli latinoamericani. Ci sarà una perdita di biodiversità, una degenerazione ed erosione genetica molto grande. Le sementi locali coltivate nella regione dai piccoli agricoltori ed indigeni correranno il rischio di scomparire per contaminazione. La sovranità alimentare delle comunità contadine sarà colpita, perché tenderanno ad acquistare sementi fuori dalla comunità e dovranno pagare debiti alle imprese. Gli studi tecnici eseguiti dal ministero della Scienza e Tecnologia per autorizzare la coltivazione del mais transgenico, sono stati in maggioranza effettuati fuori dal Brasile e non considerano le particolarità dei diversi ecosistemi di questo Paese".

La Coalition pour la Protection du Patrimoine Génétique Africain (Copagen) ha organizzato a Ouagadougou, la capitale del Burkina Faso, una marcia di protesta per dire no all’utilizzo di OGM in agricoltura e nell’alimentazione degli 8 Paesi dell´Unione Economica e Monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA) e della Guinea.

Una carovana anti-Ogm ha attraversato il Burkina Faso con cartelli e striscioni per raccogliere firme per una petizione da inviare all’ONU ed al primo ministro burkinabé, Jérôme Compaoré. La Copagen chiede al Burkina Faso di applicare il principio di precauzione per l’introduzione di OGM in agricoltura e respinge la decisione unilaterale del governo burkinabé di avviare, entro quest’anno, la produzione di cotone BT su 15 mila ettari del Paese africano. Copagen «condanna i dirigenti africani che si lasciano dominare dalle multinazionali delle sementi a scapito della sopravvivenza del mondo contadino». I manifestanti, provenienti da 9 Paesi africani, hanno chiesto di votare una moratoria di 5 anni sull’introduzione di piante transgeniche nel sistema agrario, «il tempo necessario per infornare le popolazioni sugli impegni reali degli OGM, fare in modo che possano partecipare al dibattito sulla questione e decidere con conoscenza di causa. Inoltre, il voto di questa moratoria permetterà di rafforzare le capacità nazionali e di mettere in campo tutte le strutture amministrative necessarie previste in materia e di eseguire studi sugli impatti socioeconomici, ambientali e sul piano sanitario riguardanti le popolazioni.

La Copagen contrappone alla cedevolezza dei governi dell’Africa occidentale, gli interessi dei produttori locali e dei consumatori, e promette «di non cessare di agire fin tanto che le multinazionali proprietarie degli OGM tenteranno di imporsi e di contravvenire ai diritti delle popolazioni». Molto più a sud, il presidente del Mozambico, Armando Guebuza, ha dichiarato che «i biocarburanti non devono mai mettere in pericolo gli interessi del popolo», lasciando intendere che il Mozambico non autorizzerà l´utilizzo di terre agricole per produrre agro-energie. Guebuza ha proposto che le piante destinate alla produzione di biocarburanti siano coltivate su terreni marginali, non su terre fertili riservate alle piante cerealicole. Nel 2005, il governo del Mozambico ha creato una Commissione sui biocarburanti che ha raccomandato di produrre etanolo a partire da canna da zucchero, sorgo e manioca e di utilizzare jatropha, girasole, noce di cocco, soia ed olio di palma africana come materie prime.


La Monsanto e i giganti dell'agroalimentare OGM vogliono usare l'AGRA (Alliance for a Green Revolution in Africa) di Kofi Annan per diffondere i loro semi OGM brevettati in tutta l'Africa. Il consiglio di amministrazione dell'AGRA conta tra le sue fila Strive Masiyiwa, fiduciario sudafricano della fondazione Rockefeller, Sylvia M. Mathews, della fondazione Bill & Melinda Gates, Mamphela Ramphele, ex direttore generale (2000-2006) della Banca Mondiale, Rajiv J. Shah, della fondazione Bill & Melinda Gates, Nadya K. Shmavonian, della fondazione Rockefeller, Roy Steiner, della fondazione Bill & Melinda Gates, Gary Toenniessen, direttore generale della fondazione Rockefeller, Akinwumi Adesina, direttore associato della stessa, Peter Matlon, direttore generale della stessa, Joseph De Vries, direttore del Programme for Africa’s Seed Systems e direttore associato della stessa. Nel suo discorso d'insediamento al Forum Economico Mondiale di Città del Capo nel giugno 2007, Kofi Annan ha dichiarato: "Accetto con gratitudine questa sfida e ringrazio la fondazione Rockefeller, la fondazione Bill & Melinda Gates, e tutti coloro che sostengono la nostra campagna per l'Africa".

Per il momento, la Repubblica sudafricana è il solo paese in cui sono legalmente consentite le piantagioni di OGM. Nel 2003, il Burkina Faso ha autorizzato piantagioni sperimentali. Nel 2006, il Gana, patria di Kofi Annan, ha messo a punto un progetto di legislazione e alcuni importanti funzionari hanno manifestato l''intenzione di continuare le ricerche sulle piantagioni di OGM. Nel continente sono stati avviati un mare di progetti di ingegnerizzazione genetica e di "biosicurezza" con lo scopo dichiarato d''introdurre gli OGM: sponsorizzazioni offerte dal governo americano per addestrare gli scienziati africani nell''ingegneria genetica, progetti di biosicurezza finanziati dall''USAID (United States Agency for International Development) e dalla Banca Mondiale, ricerche sugli OGM che coinvolgono i raccolti alimentari indigeni. La fondazione Rockefeller, che sta lavorando da anni per promuovere progetti destinati a introdurre le coltivazioni di OGM in Africa, ha finanziato ricerche sull'applicabilità del cotone OGM nelle pianure sudafricane di Makhathini. La Monsanto, che è saldamente introdotta nell''industria sudafricana dei semi, sia ibridi che OGM, ha messo a punto un programma destinato ai piccoli agricoltori, chiamato beffardamente "Semi della Speranza". La multinazionale svizzera Syngenta sta riversando milioni di dollari in un nuova struttura a Nairobi per sviluppare un mais OGM in grado di resistere agl''insetti.

Nel corso del Consiglio Agricoltura dell'Unione Europea, in cui si discuteva la possibile appovazione di quatto mais OGM della Monsanto e della "super-patata" Basf destinata alla produzione di amido, il sottosegretario alla Salute Gian Paolo Patta ha ribadito il no dell'Italia, dichiarando: "Come già espresso in altre occasioni, riteniamo che le biotecnologie rappresentino strumenti innovativi, ed in alcuni casi indispensabili per il miglioramento della qualità della vita. Tuttavia, lo sforzo davanti a noi è quello di ottenere le massime garanzie affinché l'uso delle moderne tecnologie assicuri vantaggi e ricadute positive per tutti i settori, e garantisca nello stesso tempo la tutela dei consumatori europei. Riteniamo che le proposte di decisione presentate dalla Commissione, se pur suffragate da un'opinione favorevole dell'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, non tengano in debito conto i possibili effetti sulle produzioni agricole comunitarie e il rispetto della biodiversità. La nostra posizione, già espressa in sede di Comitato permanente, rappresenta in generale un atteggiamento di cautela circa l'immissione in commercio di alimenti e mangimi geneticamente modificati che tiene conto dell'opinione pubblica ed in particolare dei consumatori italiani, preoccupati dell'impatto sulla salute e sull'ambiente, nonché della perdita del patrimonio agroalimentare nazionale".

Alla fine, il Consiglio non ha raggiunto la maggioranza né a favore né contro nessuna delle proposte della Commissione. Ma, in virtù delle strane regole comunitarie in questo settore, la Commissione andrà comunque avanti e potrà concedere l'autorizzazione. senza più consultare gli Stati membri, di tre ibridi (incroci fra diverse varietà OGM) di mais denominati "Mon863xNk603", "Mon863xMon810" e "Mon863xMon810xNk603"), l'uso nei mangimi di un altro mais OGM, il "Ga 21" (già autorizzato per uso alimentare umano) e della controversa superpatata Amflora (Eh92-527-1), geneticamente manipolata dalla Basf in modo da produrre alte quantità di amido per le applicazioni industriali. La Basf chiede (e la Commissione UE non si oppone) di poter usufruire di una "soglia di tolleranza" dello 0,9% nel caso in cui questo OGM si ritrovasse fortuitamente mescolato con le patate convenzionali. Se una contaminazione venisse riscontrata, sotto questa soglia non vi sarebbe neanche l'obbligo di informare i consumatori con un'indicazione in etichetta. La superpatata è particolarmente controversa perché contiene un gene di resistenza a tre antibiotici (kanamicina, neomicina e gentamicina) che sono considerati clinicamente "di importanza critica" dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dall'Agenzia Europea per la Valutazione dei Farmaci (EMEA), mentre l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) li aveva in primo tempo giudicati "di nessuna o minima importanza terapeutica". La Commissione UE, dunque, ha preso posizione a favore dell'autorizzazione seguendo le indicazioni dell'EFSA e non quelle della massima autorità, mondiale ed europea, in fatto di farmaci. A conferma di come le decisioni, in tutto il mondo, le prendono non i politici ma le lobby delle corporations, biotech in questo caso.

La fondazione di Bill Gates, la Rockefeller Foundation, Monsanto e Syngenta, i due colossi degli OGM, la Pioneer Hi-Bred, che studia gli OGM per conto della multinazionale chimica DuPont, finanziano "la banca genetica dell'apocalisse", una immensa banca di semi nella gelida isola di Spitsbergen, desolato arcipelago delle Svalbard nel (mare di Barents, ad un migliaio di chilometri dal Polo), destinata ad accogliere campioni di sementi di tre milioni di varietà di piante di tutto il mondo. l nome ufficiale del progetto è "Svalbard Global Seed Vault". Servirà, fa sapere il governo norvegese, titolare dell'arcipelago, a «conservare per il futuro la biodiversità agricola».

La Rockefeller Foundation è la stessa che negli anni '70 finanziò con 100 milioni di dollari di allora la prima idea di «rivoluzione agricola genetica». Fu un grande lavoro che cominciò con la creazione dell'Agricolture Development Council (emanazione della Rockefeller Foundation), e poi dell'International Rice Research Institute (IRRI) nelle Filippine (cui partecipò la Fondazione Ford). Nel 1991, questo centro di studi sul riso si coniugò con il messicano (ma sempre dei Rockefeller) International Maize and Wheat Improvement Center, poi con un centro analogo per l'agricoltura tropicale (IITA, sede in Nigeria, dollari Rockefeller). Questi infine formarono il CGIAR, Consultative Group on International Agricolture Research. In varie riunioni internazionali di esperti e politici tenuti nel centro conferenze della Rockefeller Foundation a Bellagio, il CGIAR fece in modo di attrarre nel suo gioco la FAO (l'ente ONU per cibo e agricoltura), la Banca Mondiale (allora capeggiata da Robert McNamara) e lo UN Development Program. La CGIAR invitò, ospitò e istruì generazioni di scienziati agricoli, specie del Terzo Mondo, sulle meraviglie del moderno agribusiness e sulla nascente industria dei semi geneticamente modificati. Questi portarono il verbo nei loro Paesi, costituendo una rete di influenza straordinaria per la penetrazione dell'agribusiness Monsanto.

La genetica, d'altronde, è sempe stata nel mirino dei Rockefeller. Fino dagli anni '30, quando ancora si chiamava «eugenetica» ed era studiata nei laboratori nazisti. La Rockefeller Foundation finanziò generosamente quegli scienziati, molti dei quali, dopo la caduta di Hitler, furono portati in USA per continuare a studiare e sperimentare. Il Progetto Genoma Umano, l'ingegneria genetica, gli OGM brevettati da Monsanto, Syngenta e altri giganti, non sono altro che i risultati di quelle ricerche.

La banca di semi dell'Apocalisse, costruita nel cuore di una montagna dell'isola Spitsbergen, vicino al piccolo villaggio di Longyearbyen - con doppie porte blindate a prova di esplosione azionate da sensori, due tunnel a tenuta stagna, e pareti di calcestruzzo rinforzato con acciaio spesse un metro - è stata inaugurata. I semi verranno racchiusi in imballaggi speciali per eliminare ogni contaminazione da polvere. Sul posto non vi sarà personale a tempo pieno, ma la relativa inaccessibilità del deposito renderà facile controllare ogni possibile presenza umana.

Il progetto verrà gestito dalla GCDT (Global Crop Diversity Trust), una organizzazione fondata dalla FAO (Food and Agriculture Organisation) e dalla Bioversity International (in precedenza, International Plant Genetic Research Institute), una filiazione del CGIAR. Il consiglio d''amministrazione del GCDT, che ha sede a Roma, è presieduto da Margaret Catley-Carlson, una canadese che fa anche parte del comitato consultivo del Group Suez Lyonnaise des Eaux, una delle più grandi aziende private mondiali del settore idrico. Fino al 1998, è stata anche presidente del Population Council, con base a New York, un''organizzazione creata nel 1952 da John D. Rockefeller per promuovere il propio programma eugenetico con la scusa della "pianificazione familiare", dei mezzi contraccettivi, della sterilizzazione, e del "controllo della popolazione" nei paesi in via di sviluppo.

Tra gli altri membri del consiglio di amministrazione del GCDT troviamo: Lewis Coleman, ex dirigente della Bank of America e attualmente capo della Hollywood DreamWorks Animation, che dirige anche il consiglio di amministrazione della Northrup Grumman Corporation (una delle più grandi industrie belliche statunitensi appaltatrice del Pentagono); Il brasiliano Jorio Dauster, che è anche presidente del consiglio di Brasil Ecodiesel ed è stato ambasciatore del Brasile presso l'Unione Europea e capo negoziatore del debito estero per conto del Ministero delle Finanze del suo paese. Dauster è stato inoltre presidente dell''Istituto Brasiliano per il Caffè e coordinatore di un progetto per la modernizzazione del sistema brevettuale brasiliano, che comportava tra l'altro la legalizzazione dei brevetti sui semi geneticamente modificati, fino a poco tempo fa vietata dalle leggi del paese; Cary Fowler, il direttore esecutivo del fondo, ex-consigliere senior del direttore generale di Bioversity International, dove rappresentava i Future Harvest Centres del CGIAR nei negoziati sull'International Treaty on Plant Genetic Resources. Negli anni '90 ha diretto l'International Program on Plant Genetic Resources della FAO, adottato da 150 paesi nel 1996. È stato anche membro del National Plant Genetic Resources Board statunitense e del comitato dei garanti dell''International Maize and Wheat Improvement Center in Messico, un altro progetto della fondazione Rockefeller e del CGIAR; l'indiano Mangala Rai, segretario del DARE (Department of Agricultural Research and Education) indiano, e direttore generale dell'ICAR (Indian Council for Agricultural Research), che è anche membro d'amministrazione dell'IRRI (International Rice Research Institute). della fondazione Rockefeller, che ha promosso il primo grosso esperimento sugli OGM a livello mondiale, il super acclamato "riso d'oro" che risultò un fallimento.

Cosa nasconde dunque il progetto?

Ad utlizzare la banca di semi saranno in primo luogo i giganti mondiali dei brevetti OGM, Monsanto, DuPont, Syngenta e Dow Chemical. Ricordiamo che, dagli inizi del 2007, la Monsanto e il governo statunitense posseggono il brevetto mondiale della tecnologia "Terminator", o GURT (Genetic Use Restriction Technology), grazie alla quale un seme commerciale brevettato si "suicida" dopo il primo raccolto, il ché assicua alle aziende private del biotech un controllo totale che si accompagna a quello sulla catena alimentare, poiché obbliga i contadini a rivolgersi ogni anno alla Monsanto, o a un altro fornitore di semi OGM, per comprare nuovi semi per il riso, la soia, il grano, il frumento o qualsiasi altro tipo di raccolto di cui abbiano bisogno per sfamare la popolazione. Se riuscissero a diffondere il Terminator a scala mondiale, potrebbe bastare un decennio o poco più per trasformare la maggior parte dei produttori alimentari in nuovi servi feudali, schiavi di tre o quattro gigantesche aziende di semi. Aziende che hanno sviluppato e diffuso nuove sostanze quali la diossina, i PCB, l'Agente Arancio, che hanno nascosto per decenni le prove evidenti delle conseguenze cancerogene e degli altri severi danni per la salute umana legati all'uso di sostanze chimiche tossiche, che hanno insabbiato accurati rapporti scientifici sul fatto che il glifosate, ingrediente essenziale dell'erbicida Roundup della Monsanto, il più diffuso al mondo e legato all''acquisto della maggior parte dei semi ingegnerizzati geneticamente, è tossico quando si riversa nell'acqua potabile (la Danimarca ha bandito il glifosate nel 2003, quando venne confermato che aveva contaminato le falde acquifere del paese).

La diversità conservata nelle banche dei semi genetiche è la materia prima per la riproduzione delle piante e per una grande quantità di ricerche biologiche di base. Varie centinaia di migliaia di campioni vengono distribuiti ogni anno proprio per questo scopo. La FAO elenca circa 1.400 banche di semi in tutto il mondo, in buona parte gestite dal governo statunitense, ma anche da Cina, Russia, Giappone, India, Corea del sud, Germania e Canada. Il CGIAR gestisce una catena di banche dei semi in centri selezionati in tutto il mondo; controlla la maggior parte delle banche di semi private, dalle Filippine alla Siria e al Kenia. Complessivamente, le banche di semi posseggono attualmente oltre sei milioni e mezzo di varietà di semi, quasi due milioni dei quali "diversi".

Ma da cosa proteggere i semi?

Secondo il professor Francis Boyle, che stese il progetto di Biological Weapons Anti-Terrorism Act del 1989, varato dal Congresso americano, ed è autore del libro "Biowarfare and Terrorism", il Pentagono sta "adesso attrezzandosi per combattere e vincere la guerra biologica" nel quadro delle due direttive strategiche nazionali di Bush adottate, come lui stesso sottolinea, "senza conoscenza e esame pubblico" nel 2002. Boyle aggiunge che nel solo periodo 2001-2004 il governo federale ha speso 14,5 miliardi di dollari per lavori

civili legati alla "bioguerra". Nel contesto del progetto "BioSchield", il Dipartimento per la Sicurezza della Patria (Homeland Security) sta spendendo 5600 milioni di dollari per lo stoccaggio di vaccini e medicinali contro l’antrace, il vaiolo e altri agenti del bioterrorismo. Il progetto ha subito ritardi e difficoltà operative, ma, il 12 dicembre 2006, il Congresso ha adottato una legge che destina un preventivo di 1000 milioni di dollari al finanziamento di tre anni di ricerche supplementari nel settore privato. Boyle afferma che gli attacchi realizzati nell’ottobre del 2001 mediante lettere contaminate con antrace indirizzate ai senatori democratici Thomas Daschle e Patrick Leahy provano che gli Stati Uniti dispongono di antrace utilizzabile per usi militari.

Richard Ebright, biologo della Rutgers University, stima che oltre 300 istituti scientifici e circa 12.000 persone abbiano attualmente accesso negli Stati Uniti a patogeni adatti alla guerra biologica. Esistono 497 finanziamenti del NIH americano per ricerche nel campo delle malattie infettive potenzialmente utilizzabili nella guerra biologica, ovviamente giustificate come difesa contro possibili attacchi terroristici, oggi tanto di moda.

Molti fondi del governo spesi per la ricerca sulla guerra biologica sono destinati all''ingegneria genetica. Jonathan King, professore di biologia al MIT, sostiene che "la crescita dei programmi bioterroristici costituisce un grave pericolo emergente per la nostra stessa popolazione", e aggiunge che "anche se questi programmi vengono sempre definiti difensivi, nel caso delle armi biologiche i programmi di difesa e offesa coincidono quasi completamente".

Chi beneficia dell'impiego dei transgenici? (FOEI)

Rapporto Greenpeace

Por un Brasil libre de transgénicos

Alliance for a Green Revolution in Africa

EFSA

The Global Crop Diversity Trust

United States Agency for International Development

CGIAR

The Rockefeller Foundation

Bill & Melinda Gates Foundation

International Treaty on Plant Genetic Resources

The Biological Weapons Anti-Terrorism Act

Project BioShield

http://www.banterminator.org

Rockefeller si fa l’Arca di Noè. Cosa ci nasconde?
(Maurizio Blondet)

"LA BANCA GENETICA DELL'APOCALISSE" (ComeDonChisciotte)

"Doomsday Seed Vault" in the Arctic (Global Research)

Gli OGM invadono il Mondo

Eco-apocalisse

IBM Holocaust

La FAO cede alle biotech

FAO Connection

Ban terminator

Biopunk 3, invasione molecolare

Venter il bio-pirata

Venter il bio-pirata 2

Invasione molecolare 2

Pesticidi killer

Mais OGM tossico

Referendum popolare sugli OGM

La guerra degli OGM

La guerra degli OGM 2

Biofarmacia

Bioterrorismo

Psicotropica ricombinante

Micro-mostri

Bioinsicurezza

Bioazzardo

Resident Evil apocalypse

Resident Evil apocalypse II

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