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domenica 30 marzo 2008

OGM APOCALYPSE 2

La Commissione europea, nonostante la forte contrarietà della volontà popolare e di molti addetti del settore, ha dato il via libera definitivo all'importazione e alla commercializzazione sul mercato comunitario di alimenti prodotti a partire da semi di mais transgenico "Ga21", di proprietà della Syngenta Seeds S.A.S (Francia). "Un'altra sconfitta per l'Europa, per i suoi cittadini, per i suoi produttori agricoli", ha commentato la CIA (Confederazione Italiana Aagricoltori), ribadendo che "gli OGM non servono all'agricoltura (ma a far arricchire le multnazionali, ndr)".

Dopo la fine della moratoria de facto (novembre 1998 - aprile 2004) su tutti i nuovi OGM, questa autorizzazione, concessa direttamente dalla Commissione europea dopo che durante il Consiglio Agricoltura dello scorso febbraio non si era raggiunta una maggioranza per decidere (l'Italia si era astenuta), è stata fortemente voluta dall'Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO), che si è più volte lamentata della lentezza delle procedure europee di autorizzazione per gli OGM, minacciando anche sanzioni (un ricorso contro l'UE era stato presentato da Argentina, Canada e USA).

Il Ga21 era già stato autorizzato nell'UE, ma solo per la commercializzazione dei prodotti trasformati. La differenza sta nel fatto che i semi di mais transgenico sono «vivi» e potrebbero anche essere seminati illegalmente, causando pericolose contaminazioni.

Nel frattempo, il governo romeno ha deciso di bandire la coltivazione de mais transgenico "MON810" della Monsanto, il solo OGM finora autorizzato in Europa per la coltivazione commerciale. Lo ha annunciato il Ministro per l'Ambiente rumeno, Attila Korodi. La Romania, il maggior produttore di mais europeo, diventa dunque "OGM-free". Si tratta del settimo paese europeo a vietare la coltivazione del mais transgenico, dopo Francia, Ungheria, Grecia, Austria, Polonia e Italia.

"Il mio ministero è in possesso di nuovi studi scientifici che dimostrano che il mais MON81O non è sicuro per la salute dell'uomo e dell'ambiente", ha dichiarato Korodi. Le ricerche scientifiche a cui si riferisce, hanno dimostrato che il mais MON810 è dannoso per l'ambiente poichè la tossina che contiene (che dovrebbe uccidere un parassita del mais), si insinua nel suolo, danneggiando animali importanti per mantenere in buono stato la salute del suolo stesso. Permangono, inoltre, numerosi dubbi sulla sicurezza degli OGM in generaleper la salute animale e umana, come evidenziato dal caso di un altro mais della Monsanto, il "MON863", che ha mostrato segni di tossicitá nel fegato e nei reni delle cavie su cui è stato testato.

Il problema è la contaminazione delle colture tradizionali causata dagli OGM. Solo nel 2007, sono avvenuti 39 nuovi casi di contaminazione in 23 paesi. Eppure, ancora non esistono standard internazionali che impongano alle aziende biotech di rispondere per i danni e le perdite finanziarie causate con i loro OGM.

Proprio in Romania, attivisti di Greenpeace hanno messo in quarantena un'intera isola dopo aver scoperto la presenza di una soia OGM, illegale, prodotta dalla Monsanto. L'isola di Bralia, sulle rive del Danubio, potrebbe essere già stata contaminata.

"Abbiamo intrapreso l'azione per proteggere la Romania dal pericolo di contaminazione che pone grandi rischi per l'ambiente, la biodiversità e la salute umana", ha detto Gabriel Paun, responsabile di Greenpeace Romania, "non è la prima volta che scopriamo poduzioni OGM illegali in Romania, la situazione è fuori controllo. Occorre individuare e distruggere al più presto tutte le coltivazioni contaminate, pima che entrino nella catena alimentare".

Anche in Francia, gli attivisti di Greenpeace hanno scoperto un sito contaminato da coltivazion illegali di MON810. "Questo dimostra che, nonostante il bando del mais della Monsanto, i governi di Romania e Francia stanno colpevolmente consentendo coltivazioni illegali", ha dichiarato Myrto Pispini, di Greenpeace International.

In Brasile, un gruppo di 300 donne appartenenti ad una comunità rurale ha dato fuoco per protesta ad una proprietà della Monsanto su cui veniva coltivato mais OGM. "Il governo brasiliano ha ceduto alle pressioni delle compagnie biotech", ha detto Igor Foride, membro dei Sem Terra, "acconsentendo alle colture di mais modificato".

A Brasilia, un'altro gruppo di 400 donne dell'associazione Via Campesina, ha protestato di fronte all'ambasciata svizzera contro la multinazionale Syngenta, che vende sementi geneticamente modificate in Brasile. Via Campesina ha detto in una dichiarazione che "non esistono studi scientifici che garantiscono che le colture geneticamente modificate non abbiano effetti negativi sulla salute umana e sulla natura".

Nell'ottobre del 2007, un gruppo di contadini che protestava per le sperimentazioni OGM attuate da Syngenta a Santa Tereza do Oeste, nello stato brasiliano del Paraná, è stato attaccato da una quarantina di miliziani armati. Nell'assalto, è morto Valmir Mota de Oliveira, 42 anni, un militante del Movimento dos Trabalhadores rurais Sem Terra e membro di Via Campesina, ucciso da due colpi a bruciapelo al torace. Inoltre, sono stati feriti gravemente altri cinque agricoltori e lavoratori rurali.

Lo scorso 16 marzo, le autorità brasiliane hanno scoperto una vasta piantagione di foglie di coca, alla frontiera con il Perù e la Colombia, molto pobabilmente di tipo transgenico.

"È la prima volta che troviamo la coca in Brasile - ha riferito alla stampa il tenente colonnello Antonio Elcio Franco, comandante dell'ottavo Battaglione di fanteria della selva - dato il fatto che si tratta di una pianta che ama il clima montagnoso. Per questo supponiamo che i narcotrafficanti usino una versione transgenica adatta alle regioni non andine".

L'agenzia statale Brasil ha indicato che si tratta di una piantagione divisa in quattro appezzamenti di 100-150 ettari localizzati via satellite a sud di Tabatinga, città dello Stato di Amazonas, lungo il letto del Rio Javari, e a poca distanza dalla località colombiana di Leticia.

Secondo Walter Mairevitch, specialista in criminalità organizzata ed ex responsabile politico dell'Unità Antidroga Brasiliana, "aver cominciato a piantare nelle pianure amazzoniche invece che nella regione andina può essere indizio di un cambiamento geo-strategico operato dai Cartelli colombiani della droga".

Almeno il 30% del mangime biologico diffuso negli Stati uniti sarebbe contaminato da OGM. A sostenerlo è la Straus Family Creamery, azienda leader nel settore del latte biologico e derivati, che ha effettuato numerose analisi sui propri mangimi certificati.

L’azienda esegue i test ogni volta che riceve una nuova fornitura di mangimi (granoturco e soia) per i propri allevamenti. Le analisi si inseriscono nella campagna promossa dal "Non-GMO Project", un progetto che vede impegnate alcune aziende agricole statunitensi nel settore "alimentare ecosostenibile" che si sono impegnate a verificare il rischio di contaminazione per i propri prodotti. L’azienda ha denunciato, in particolare, la presenza di tracce superiori al 6% di contaminazione in almeno un terzo delle forniture certificate biologiche di mangimi a base di grano e soia.

"Noi rifiutiamo l'utilizzo di mangimi OGM", dice l'azienda, "per i nostri animali per evitare il rischio di contaminazione. Pe questo abbiamo abbracciato il Non-GMO Project. La contaminazione da OGM è un rischio per la sicurezza alimentare dei consumatori come per la nostra certificazione. È fondamentale coalizzarsi se vogliamo garantire un futuro al settore biologico e alle fattorie a conduzione familiare, come la nostra, ovunque esse siano".

Un gruppo di ricercatori dell'Agriculture and Agri-Food Canada (AAFC) è riuscito a dimostrare che i transgeni di una colza OGM resistente agli erbicidi si trasferiscono nel pool genetico della parente naturale e che i tratti di resistenza persistono nelle generazioni successive per un periodo di almeno sei anni.

Il trasferimento orizzontale di geni da piante OGM a parentali selvatiche era stato già documentato dalla letteratura scientifica per diverse colture di interesse agricolo. Tuttavia, poco si sapeva del destino del transgene nel tempo. La Fondazione Diritti Genetici cita uno studio pubblicato recentemente su Molecular Ecology, che fa luce sulle conseguenze derivanti dal fenomeno dell'ibridazione: le popolazioni ibride, a quanto pare, possono sfuggire ai normali fattori di controllo ecologici e trasformarsi in super-infestanti, eliminando completamente le specie vegetali naturali.

Si dimostrano dunque quanto mai fondati i dubbi espressi da più parti sulla sicurezza delle piante geneticamente modificate. Nessuno può più continuare a sostenere, come alcuni esperti dell'EFSA, che la contaminazione tra colture OGM e parentali selvatiche sia un evento raro.

"Le coltivazioni geneticamente modificate rappresentano un grave rischio per l'ambiente e l'agricoltura. Ogni volta che la ricerca indipendente è messa in condizioni di operare, si dimostra che questa tecnologia è tutt'altro che sicura". Loredana De Petris, senatrice de La Sinistra Arcobaleno, ha commentato così i risultati della ricerca canadese resi noti dalla Fondazione dei Diritti Genetici. "Dopo l'insetto resistente alla tossina Bt del cotone OGM, scoperto negli Stati Uniti - ha dichiarato la senatrice - ora è la volta delle varietà parentali selvatiche della colza contaminate dai transgeni. Sono evidenze scientifiche che le aziende titolari dei brevetti si sono ben guardate dall'inserire nelle loro richieste di autorizzazione presentate alle autorità europee. Bene ha fatto la Francia a vietare la coltivazione del mais OGM".

Per prevenire il diffondersi delle contaminazioni di riso transgenico, scienziati della Zhejiang University, del guppo del Dr. Zhicheng Shen, hanno creato un metodo per terminarlo selettivamente: basta una spruzzata di Bentazon, un comune erbicida usato per il riso.

Seondo il Dr. Mae-Wan Ho, geneticista, biofisico e direttore dell'Institute of Science in Society, gli OGM sarebbero fonte di "perturbazioni genetiche", potenzialmente in grado di colpire tutti gli esseri viventi. Il DNA modificato è incline a ricombinarsi e a trasferirsi in altri esseri viventi, virus o batteri soprattutto, e attraverso essi può penetrare nelle cellule vegetali e animali, incluse quelle umane. È questa la cosiddetta "contaminazione orizzontale". Avviene spesso, la sua incidenza è sottostimata e potrebbe essere la causa di nuove malattie virali e batteriche, di resistenze ad antibiotici e a farmaci che si sono verificate a partire dagli anni '70, cioè da quando è iniziata l'ingegneria genetica.

La comunità scientifica ha sempre negato, con veemenza, questa eventualità, sostenendo che il DNA transgenico, così come tutto il DNA, degrada rapidamente una volta fuori della cellula. Nonostante diverse pubblicazioni, nel corso degli anni '90, abbiano mostrato l'evidenza che il DNA persiste in tutti gli ambienti e può trasferirsi alle cellule di molte specie. L'ingegneria genetica non è altro che trasferimento genetico orizzontale facilitato e ricombinazione. RNA e DNA modificati, oggi parte di molti prodotti alimentari che consumiamo, contengono non solo nuove combinazioni di geni, ma anche geni sintetici non esistenti in natura che mirano ad alterare l'espressione genica spingendola verso livelli abnormali.

Il DNA transgenico è progettato proprio per diffondersi orizzontalmente, attraverso vettori virali o plasmidi batterici che si integrano nei genomi. Duante questo processo, si verificano divese ricombinazioni e riarrangiamenti, a cui si deve l'alta instabilità, e l'alto rischio tossicità, delle specie transgeniche.

La principale tecnica di modificazione genetica delle piante si basa sulle proprietà naturali del batterio Gram negativo "Agrobacterium tumefaciens" di infettare molte piante trasferendovi parte del proprio patrimonio genetico. L’infezione di Agrobacterium causa una crescita dei tessuti vegetali in modo simile a quanto accade nei tumori animali, formando la cosiddetta "galla a corona" o "tumore del colletto". La proliferazione del tessuto vegetale è indotta da un plasmide batterico, detto "Ti", che viene trasferito all’interno della cellula, in corrispondenza di un’abrasione che può essere provocata dalle pratiche agricole (come gli innesti) o da punture di insetti. Successivamente, una specifica porzione di questo plasmide, detta "T-DNA", è trasferita e integrata stabilmente nel genoma delle cellule vegetali. Questo pezzo di DNA contiene vari geni, alcuni dei quali codificano particolari fattori di crescita necessari alla sopravvivenza del batterio, mentre altri determinano uno squilibrio nella produzione di alcuni fattori ormonali di crescita della pianta che porta alla formazione delle galle. Poiché i tumori indotti dall’Agrobacterium possono ingrandirsi a tal punto da compromettere lo sviluppo dei tessuti sani della pianta, per utilizzare il batterio come veicolo per il trasferimento di DNA artificiali è indispensabile innanzitutto rimuovere i geni responsabili del tumore.

Nel 1983, fu prodotta la prima pianta OGM, capace di crescere in presenza di kanamicina (farmaco antibatterico) grazie all’introduzione, tramite batterio, di un plasmide ricombinante codificante la resistenza all’antibiotico. Diversamente da quanto avviene per gli animali geneticamente modificati, poiché le cellule vegetali hanno caratteristiche di totipotenza, la trasformazione genera cellule dalle quali possono svilupparsi piante complete in grado di riprodursi normalmente. Tuttavia, poiché molte specie di primaria importanza economica (quali riso, mais e frumento) non sono ospiti naturali dell’Agrobacterium, e pertanto non sono facilmente trasformabili con questo metodo, sono stati messi a punto altri sistemi di trasformazione, come il "metodo del cannone" o "biolistico". Con questa tecnica, piccole particelle (1-2 mm di diametro) vengono rivestite di DNA e "sparate" ad alta velocità in modo da farle penetrare attraverso le pareti delle cellule intatte, veicolando così il materiale genetico. Tale metodo è stato usato, per esempio, per la produzione del più noto cereale OGM, il mais Bt.

Esistono oggi piante OGM realizzate con queste tecniche: varietà resistenti a malattie, a insetti dannosi, a erbicidi e a stress ambientali come la siccità; vaietà "potenziate" per migliorare i processi di trasformazione microbica delle derrate agricole, per la produzione di vaccini e di sostanze ad attività farmacologica, per la riduzione di allergeni naturali e la decontaminazione ambientale.

Marie-Monique Robin è una che sta pestando duramente i piedi alla Monsanto con “Le monde selon Monsanto”, un film-documentario, che è anche DVD riservato alle scuole e libro, presentato alla Fiera del libro di Parigi. Oggetto del documentario sono i disastri ambientali seminati in giro per il mondo dalla Monsanto.

Robin tratta della commercializzazione delle sementi OGM che oltre a strozzare le economie dei paesi in crescita causano malattie e avvelenamenti, ma anche degli oltre 800 contadini indiani morti suicidi perché non più in grado di pagare le royalties e i prodotti alla Monsanto. Come dice Fritjof Capra, nel video “Contaminated”, dare sementi OGM in uso per un anno senza la possibilità di riprodurle e conservarle è: “come rendere i contadini dei drogati e i fornitori di sementi dei pusher”. Vandana Shiva dice nel video: “E’ qualcosa di più potente delle bombe, di più potente delle armi. Il controllo dei semi e del nutrimento”. E ha denunciato la Monsanto all’Alta corte federale dell’India.

Spiega Robin che Il “sistema Monsanto” tiene in pugno Argentina, Canada e India. In barba a tutte le leggi nazionali di tutela dell’ambiente e delle biodiversità.

Il libro riserva un’altra sorpresa. L’intervista a Manuela Malatesta, ricercatrice presso l’Università di Pavia. Scrive Robin: “È ancora segnata dall’esperienza avuta qualche anno fa che l’ha costretta a lasciare l’Università di Urbino dove aveva lavorato per più di dieci anni. Tutto a causa di uno studio sugli effetti della soia transgenica.

La giovane ricercatrice ha fatto ciò che nessuno aveva mai osato: ripetere gli studi tossicologici dello studio condotto nel 1996 dalla Monsanto. In pratica con la sua equipe ha alimentato un gruppo di ratti con una dieta normale (gruppo di controllo) e un altro gruppo con la stessa dieta in cui era stato aggiunta la soia resistente al Roundup, un erbicida prodotto dalla stessa Monsanto. In media, le cavie nutrite con soia OGM sono decedute un paio di anni dopo.

La ricercatrice ha potuto notare che le cellule del fegato, pancreas e testicoli erano come stressate. Purtroppo, la ricercatrice non ha potuto proseguire questi studi preliminari perché i finanziamenti sono stati sospesi.

La Coalizione "Italia Europa - Liberi da OGM", formata da 32 organizzazioni che rappresentano nel loro insieme diversi milioni di italiani, ha lanciato un appello ai candidati delle prossime elezioni:

È convinzione della Coalizione che il sistema agroalimentare, nelle moderne economie post-industriali, assuma una nuova decisiva centralità: sul piano economico, ambientale, sociale, culturale, della salute e del benessere delle persone.

In questo importante momento elettorale, la Coalizione Le chiede – nella sua veste di candidato – di sottoscrivere il seguente appello: “Sostengo un modello agro-alimentare in cui il cibo e la sua qualità (organolettica, ambientale e sociale) siano il cuore dello sviluppo fatto di persone e territori, salute e qualità, sostenibilità e innovazione, fondato sulla biodiversità, libero da OGM”.

Sottoscrivi l´appello

GM Contamination Register Report

NONGMO

Straus Family Creamery

Agriculture and Agri-Food Canada

Institute of Science in Society

University of Newcastle Research on the Transfer of DNA from GM Food Into
Bacteria in the Human Gut (Soil Association)

Genetic Engineering (Greenpeace)

YouTube - Contaminated - L'inganno a tavola

Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra

La Via Campesina

http://www.saynotogmos.org/

Ogm Apocalypse



domenica 23 marzo 2008

COSMOGENESIS 3

P.S. (Pre-Sciptum)

Omaggio ad Arthur C. Clarke, grande scrittore di fantascienza, scomparso a 90 anni, il 19 marzo scorso, per una crisi cardio-respiratoria, nello Sri Lanka, dove si era ritirato dal 1956. Clarke soffriva da anni di una sindrome debilitante post-polio, e si muoveva su una sedia a rotelle. Fin da giovane appassionato di fantascienza, non fu in grado di pagarsi l'università e ottenne un lavoro di contabilità. Durante la guerra, fu coinvolto nello sviluppo del sistema di difesa radar che fu tra gli elementi che permisero alla RAF di vincere la Battaglia d'Inghilterra. Dopo la guerra, divenne chairman della British Interplanetary Society. Il suo contributo più importante fu l'idea dei satelliti geostazionari per le telecomunicazioni, che è alla base di gran parte del moderno sistema di comunicazioni. Nel frattempo, scriveva fantascienza. Già nel 1937, aveva iniziato a pubblicare racconti sulle fanzine. Nel 1946 esordì su Astounding col racconto "Loophole". Fu l'inizio di una carriera di successo, anche se la svolta arrivò quando, negli anni Sessanta, il regista inglese Stanley Kubrick lesse il suo racconto "The Sentinel". Kubrick e Clarke svilupparono insieme, da quell'idea, quello che sarebbe diventato uno dei film di fantascienza più famosi di tutti i tempi: "2001: Odissea nello Spazio". La più famosa collana italiana di fantascienza, Urania, nel 1952 ha aperto le pubblicazioni proprio con un romanzo di Clarke: "Le Sabbie di Marte". Tra le altre opere di Clarke, vanno ricordate "La Città e le Stelle", Le Guide del Tramonto", "Incontro con Rama" e "Le Fontane del Paradiso", nel quale ha introdotto l'idea dell'ascensore orbitale.

Il caso (?) ha voluto che, proprio nel giorno della sua scomparsa, scienziati della Nasa abbiano individuato la più grande e brillante esplosione cosmica mai avvistata. L'evento, l'esplosione di raggi gamma più luminosa mai avvenuta dai tempi del Big Bang (secondo gli astronomi), si è verificato 7,5 miliardi di anni luce dalla Terra, visibile a occhio nudo dal nostro Pianeta. I raggi gamma vengono liberati, creando una forte luce, quando una vecchia stella muore, creando al suo posto un buco nero. L'esplosione in questione, che è stata chiamata "GRB 080319B", è stata individuata mercoledì 19 marzo, lo stesso giorno in cui è venuto a mancare Clarke. Secondo gli esperti, si è trattato del fenomeno più distante mai avvistato senza l'aiuto di telescopi o altri dispositivi. Fino ad oggi, infatti, l'oggetto luminoso visibile ad occhio nudo più distante era la galassia M33, che si trova a neanche tre milioni di anni luce dalla Terra.

Buon viaggio, Sir Clarke


L'alba dell'uomo. Nelle desolate pianure dell'Africa Centrale, un milione di anni fa, una tribù di ominidi pre-sapiens lotta per sopravvivere contro la fame e i predatori. Ma un giorno, appare un visitatore, un messaggero alieno, nelle sembianze di un imponente e ieratico monolite.

I
l capo del branco delle scimmie, il primo a svegliarsi, nota la presenza di un parallelepipedo nero eretto, di media grandezza. Le scimmie lo accerchiano con grida acute; alcune si raggruppano e lo circondano, altre si avventurano a toccarlo. Il monolite, con la sua forma perfetta, si staglia davanti ad una landa desolata raffigurata da forme irregolari e indefinibili. Le note del Requiem di Ligeti esaltano il carattere metafisico, platonico, del misterioso visitatore che sconvolge la vita degli uomini-scimmia.


Poco dopo, il monolte scompare così come era apparso. Il capo clan, frugando tra ossa di tapiro, ne prende uno e se ne serve come strumento per colpire altre ossa, farle saltare, distruggerle. Improvvisamente, esplode la violenza: le scimmie si servono delle ossa come armi per procacciarsi il cibo e conquistare una fonte d’acqua, attorno alla quale ha luogo un violento scontro tra due clan.

L’apparizione del monolite segna dunque un passaggio fondamentale: l’emergere della coscienza, che coincide con la volontà di potenza e di prevaricazione. L'uomo-scimmia primitivo scopre la tecnologia e la usa per uccidere i suoi simili e sentirsi potente. L’immagine della conquista della sorgente d’acqua si conclude in un gesto di trionfo: il capo clan lancia in aria l’osso, che comincia a ricadere a ralenti, ma al suo posto vediamo un veicolo spaziale di forma allungata fluttuare nello spazio. L'osso, simbolo della "techne", grazie ad una magia cinematografica, si trasforma in un astronave, riassumendo in una sola immagine la continuità che lega passato, presente e futuro.

L'alba del terzo millennio cristiano. Durante il volo spaziale dell’Aries, una hostess serve l’equipaggio e il passeggero con un vassoio da pasto adatto all’assenza di gravità, camminando al suolo con delle suole adesive. L’uomo ha realizzato il suo dominio sulla natura attraverso la scienza e la tecnologia. La stazione spaziale e le astronavi sono ambienti asettici, freddi, dove i rapporti interpersonali sono falsi e ipocriti e la vita rimane congelata (come gli astronauti ibernati nel Discovery).

Kubrick attacca la fede positivista nella scienza e nella ragione che ha represso l’istintività umana, racchiudendola nelle gabbie formali della tecnologia (si vede l'immagine di due lottatori in televisione), rinchiudendo l'anima umana all’interno di meccanismi alienanti. L’imperialismo della ragione si è tradotto nella rimozione totale delle emozioni e degli istinti, nella separazione dalla natura e dalla vita: mentre la natura e la vita procedono eternamente per cicli di morte e rinascita, l’intelligenza procede linearmente, forzando i ritmi naturali, pretendendo il suo dominio sulla realtà, divenendo in tal modo mostruosa e distruttiva.

Il mondo di 2001 è pronto a morire, è maturo per la morte, come sottolinea la musica intensamente malinconica di Kachaturian che accompagna l’esistenza monotona e vuota dei cosmonauti all’interno del Discovery.

Durante ricerche geologiche in un cratere lunare, esploratori terrestri portano alla luce un manufatto alieno, che si presenta ai loro occhi come un misterioso monolite nero. Il dottor Heywood Floyd, eminente scienziato, parte per la Luna e scopre che l'oggetto è una sorta di "sentinella", posta a guardia dell'umanità da millenni. Una volta toccato da mani terrestri, il monolite si "attiva", cominciando a lanciare un segnale radio diretto verso Giove.

Nel corso di un volo in una navetta lunare a bassa quota, al di sopra dei crateri, veniamo a sapere che il monolite è stato apparentemente sepolto deliberatamente milioni di anni prima e che emette un campo magnetico molto forte. La navetta atterra nei pressi di uno scavo illuminato aperto attorno all’oggetto. Uomini in scafandro marciano verso il monolite; uno allunga una mano verso di esso; un altro cerca di fotografarlo, ma inizia a sentire un sibilo stridente. La ricompasa del monolite, alla fine di un processo evolutivo che esso stesso ha innescato, mette in crisi la scienza e l’intelligenza umana.

Anno 2001. L'astronave Discovery, guidata dal computer senziente HAL 9000, con a bordo un equipaggio ibernato, è diretta verso il pianeta Giove. Scopo della missione, ricercare il destinatario del messaggio spedito dal monolite lunare.

Durante il lungo viaggio, succede l'imprevisto: HAL si ribella. Uno dopo l'altro, uccide tutti i membri dell'equipaggio, finchè non viene disattivato in modo rocambolesco dall'astronauta Dave Bowman: d
opo aver recuperato il corpo senza vita del compagno, Dave si dirige verso il vano circuiti della memoria di HAL, e li disattiva malgrado le implorazioni del computer, che chiede a Dave di calmarsi, si scusa e poi lo supplica, fino ad arrivare al punto di cantare una canzone che gli è stata insegnata alla sua “nascita”. Disattivato HAL, scatta un messaggio pre-registrato che informa Dave sul vero scopo della missione, di cui era a conoscenza il solo HAL: il monolite trovato sulla Luna emetteva segnali in direzione di Giove, la cui funzione è rimasta misteriosa.

HAL è uno dei protagonisti più interessanti dell'Odissea di Clarke e Kubrick. Non è una figura in carne ed ossa, ma la sua presenza è ovunque: si percepisce attraverso i dialoghi con gli astronauti e si rivela nella figura dell’occhio artificiale, la camera che scruta l’equipaggio analizzando i più piccoli particolari. Anche in questo “personaggio” si manifesta la natura contraddittoria dell’intelligenza umana in esso riposta: l’apparente sicurezza esteriore rivela una necessità tutta interiore di far riemergere il carattere “umano” in esso presente. Egli è apparentemente privo di sentimenti e segue soltanto la sua logica di salvezza della missione, ma in realtà pone se stesso al di sopra di tutto, a costo di distruggere la vita umana.

Sotto la sua “corteccia” elettronica, HAL nasconde ricordi infantili e sentimenti umanissimi (la spersonalizzazione dell’uomo sembra qui accompagnarsi all’umanizzazione della macchina): via via che Dave esclude i circuiti che presiedono alle funzioni più evolute e sofisticate della sua mente, emerge la paura e una cantilena che si perde nell’indistinto, nel ritorno alla dimensione pre-verbale. "Ho paura...", dice HAL a Bowman che lo sta disattivando. Con queste due semplici parole, il computer dimostra di essere senziente, perchè una macchina intelligentissima può battere un uomo agli scacchi o guidare un'astronave, ma solo una creatura dotata di auto-coscienza può provare paura di morire.

Il nome HAL nasce dalle iniziali di “Heuristic” (euristico) e “ALgorithmic” (algoritmico) - ovvero, "Conoscenza" e "Comunicazione" - ma è anche un riferimento cifrato alla IBM, dato che le lettere HAL nell’alfabeto precedono proprio quelle del colosso informatico. Il carattere distruttivo, nichilistico, dell’intelligenza avvolge dunque anche HAL, figura simbolo che non riesce ad uscire dal labirinto della ragione, dal suo metodo di conoscenza e comunicazione, perché non possiede “la chiave” dell’istinto umano di Dave.

L'Odissea si conclude quando Dave, unico sopravvissuto, riesce ugualmente a raggiungere Giove, dove scopre un nuovo monolite, e, mentre lo esamina, ne viene catturato.

In un finale fantasmagorico ed onirico, l'astronauta vive un'evoluzione accelerata, che lo porta a "rinascere" in una nuova dimensione, forse capostipite di una nuova specie. La porta della dimensione spazio–tempo si apre ed inizia un viaggio nella luce, nei colori, nelle forme, nel mistero della materia; lo sguardo esterrefatto dell’astronauta rimescola le fantasmagoriche visioni, fino ad essere un tutt'uno con esse. Le forme regolari e simmetriche della realtà lasciano il posto a figure irregolari e indefinibili, ad un arcobaleno di colori che allude ad un ingresso in un altrove.

La capsula con la quale Dave ha affrontato il viaggio, si ritrova in una vasta e lussuosa suite d’hotel in stile Régence, chiusa ermeticamente e illuminata dal pavimento, circondata da rumori riverberati. Appare la figura di un altro uomo: è lo stesso Dave, molto invecchiato, nel suo scafandro; esplora la camera, entra in una stanza da bagno, si vede in uno specchio; avverte rumore di una presenza, si volta e torna verso la camera principale, dove c’è un uomo in vestaglia. È di nuovo Dave, ancora più vecchio, che mangia, si volta, poi si alza lentamente, guarda se c’è qualcuno nella stanza del bagno; poi, come se avesse constatato che non c’è nessuno, torna a sedersi alla tavola imbandita. Spostando la mano fa cadere un calice, poi si volta verso il letto e vede una forma strana distesa sopra un letto. È sempre Dave, molto vecchio, che alza la mano per indicare il monolite, ritto di fronte al letto.

La Luna, poi la Terra, una luce come di un altro pianeta di dimensioni equivalenti arriva da sinistra: è la testa di un feto gigantesco assomigliante a Dave, si volge verso la Terra e poi gira lo sguardo verso la telecamera.

"2001 Odissea nello Spazio: non ci sono stati altri viaggi". Così recitavano le locandine del film alla vigilia della sua prima apparizione nelle sale. Il film, come evidente nel titolo, è il viaggio del moderno Ulisse, Dave Bowman, l’ "uomo-arco", la corda tesa verso l’infinito, l’assoluto. Certo, siamo distanti dall’odissea omerica, e più in generale dal genere epico, nel quale i personaggi e le loro vicende si costruivano all’interno di un disegno ideologico unitario e organico che celebrava i valori di un’intera civiltà. Nel film di Kubrick, al contrario, i personaggi restano abbandonati al loro destino, scoprono un totale smarrimento di fronte alla vastità dello spazio infinito, dove il viaggio evolutivo dell’uomo ha perso le sue coordinate. Il senso delle vicende di cui i personaggi si rendono protagonisti, i valori etici e morali, non sono dati, come nel romanzo epico, ma vanno ricercati costantemente, con la consapevolezza che "più avanza il progresso, più la meta si allontana". La posta in gioco è il destino dell’intero genere umano.

Il viaggio, dunque, su più livelli, costituisce la possibilità, la necessità, di riscoprire l'autentica dimensione dell’uomo, la sua vera natura, che il progresso della tecnica e il dominio delle ideologie hanno ucciso. L’arte, in questo caso il cinema, si propone di affrancare lo spirito dell’uomo, di liberarlo dalle sovrastrutture, di spalancare le porte della percezione, illuminare la coscienza.
L'Odissea di Clake e Kubick è soprattutto un viaggio psichedelico, che ci mette di fronte allo specchio, proprio come Bowman nella stanza in stile Regéncy, spingendoci, tramite una sorta di regressione verso la nostra infanzia, verso l'infanzia dell'umanità, a ritrovare un rapporto di immediatezza e ingenuità con il mondo.

Come Dave Bowman, l’ "uomo-arco" che si proietta oltre il mondo della tecnologia per ritrovare l’autenticità della propria identità. Quando scollega il computer, egli simbolicamente abbandona il carattere dogmatico e assoluto della ragione per risvegliare il libero spirito che è in lui e darsi al gioco creativo dell'esistenza.

Secondo il linguaggio heideggeriano, Dave compie il suo viaggio, sceglie di rifiutare la condizione passiva dell’essere gettato nel mondo, per precorrere la morte e riscoprire la propria autenticità. Solo così la sua anima può ritornare a rispecchiarsi nella terra, ritornare grande e immensa come lo era al momento della sua nascita, quanto l’universo che la circonda.

(tratto da "Kubrick e l’avventura dell’uomo moderno", di Alberto Mellano, IntercoM)


[...] L’Occhio di Giapeto aveva ammiccato, come per liberarsi da un irritante corpuscolo di polvere. David Bowman ebbe appena il tempo di pronunciare una frase balbettante che gli uomini in attesa al Controllo Missione, lontani millecinquecentoquaranta milioni di chilometri e ottanta minuti nel futuro, non dovevano mai dimenticare: 'L’oggetto è vuoto… non finisce mai… e… oh, mio Dio!… è pieno di stelle!' [...] (Arthur C. Clarke, "2001 Odissea nello Spazio", Longanesi).

L'idea centrale per il film nacque dalle discussioni tra Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke durante la metà degli anni '60. Clarke, che era già uno scrittore di fantascienza abbastanza famoso, presentò a Kubrick alcune sue opere e alla fine la scelta cadde su "The Sentinel", un racconto scritto per un concorso nel 1948 che narra della scoperta sulla luna di una antica struttura, una piramide di cristallo, con la conseguente realizzazione che gli esseri umani non rappresentano l'unica razza intelligente dell'universo.

I misteriosi artefici del monolite nel film non vengono mai mostrati. Kubrick, inizialmente, pensava di farli impersonare da comparse truccate. A far cambiare idea al regista, fu lo scienziato-scrittore Carl Sagan, interpellato per un parere professionale-artistico.Il titolo del film evoca l'Odissea omerica. Il nome dell'astronave, Discovery, è una chiara allusione a Ulisse, alla sua ansia di scoperte, alla sua sete di conoscenza, che lo conducono a perdersi oltre le frontiere dell'ignoto.

Il consulente scientifico di 2001, Fred Ordway, per descrivere in modo convincente il mondo di domani e la sua quotidianità, consultò la General Electric, la Bell Telephone, la Honeywell, l'IBM, la RCA e la Whirpool. Il risultato di questo lavoro certosino è la cura maniacale dei dettagli, ben visibile nella pellicola, dove vengono presentati videotelefoni, cucine automatiche, innovazioni che a quei tempi sembravano dietro l'angolo. In una sequenza appare di sfuggita un numero futuro di Paris Match, falso, ma realizzato dalla stessa redazione della rivista. La stazione spaziale orbitante a forma di ruota si basa su un progetto originario di Wernher von Braun, il padre del razzo vettore delle missioni Apollo. Kubrick, per la prima volta ampio uso della tecnica del "front projection", opera dello scienziato e scrittore Murray Leinster, ad esempio per riprendere i fondali delle sequenze iniziali con gli uomini-scimmia: tali fondali sono ricavati da foto scattate nel deserto africano. La scena dei due astronauti Bowman e Poole che fanno jogging sulla Discovery sulle pareti laterali di un grande tamburo rotante, fu girata negli studios inglesi di Borehamwood e Shepperton, in un set costruito appositamente. Il cosmonauta russo Leonov, di ritorno da una missione della Vostok, dopo aver visto il film commentò: "Ora sono stato nello Spazio due volte".

In occasione della prima, Kubrick proclama: "Se 2001 ha scosso le vostre emozioni, il vostro subconscio, acceso il vostro desiderio di miti, allora avrà avuto successo".

Dopo il successo della pellicola, Arthur Clarke si mette all'opera sul seguito della storia, scrivendo il romanzo "2010: Odissea Due", subito tradotto in film da Peter Hyams ("L'Anno del Contatto"), in cui HAL viene riattivato, non senza preoccupazione, dal suo programmatore originario.

Sono trascorsi nove anni dal naufragio della Discovery. Heywood Floyd, lo scienziato apparso già in "2001", si imbarca sulla Leonov, un'astronave russa, per una spedizione congiunta sulle orme della precedente missione. Giunta nell'orbita del pianeta, la Leonov scopre tracce di vita su Europa, un satellite di Giove, ma soprattutto ritrova l'astronave scomparsa e HAL viene riattivato.

Dave Bowman, divenuto un essere incorporeo capace di viaggiare nello Spazio, fa visita a Floyd, e gli predice che su Giove presto avverrà "...qualcosa di meraviglioso": il monolite, che già in "2001" orbitava intorno a Giove, discende sul pianeta, crea copie di sè stesso, si moltiplica, aumentando la massa di Giove fino a raggiungere il livello critico che innesca una reazione a catena trasformando il pianeta in una nuova stella, che viene battezzata Lucifero. La Leonov, con Floyd a bordo, riesce a salvarsi, ma la Discovery viene incenerita dalla nascita di Lucifero. L'ultima domanda di HAL, quando gli viene rivelato che non può salvarsi, è un toccante: "Sognerò?".

Perchè il monolite ha operato questa ceazione-distuzione? Lo spiega il messaggio che Bowman detta ai terrestri: "Tutti questi mondi... - egli dice, riferendosi agli ex-satelliti di Giove resi abitabili dal calore della nuova stella - ...sono vostri. Tranne Europa. Non tentate di atterrarvi". I misteriosi "Primogeniti", gli alieni artefici del monolite, hanno deciso di dare una possibilità anche alle creature di Europa, aiutando la loro evoluzione come millenni addietro aiutarono i progenitori dell'uomo.

In "2061: Odissea Tre", l'Umanità ha colonizzato Ganimede e Callisto, i due ex-satelliti di Giove, ora pianeti di Lucifero. Heywood Floyd ha 103 anni, ed è costretto a vivere in condizioni di gravità ridotta. Ma la sua mente è ancora brillante, e la sua presenza viene richiesta per una nuova missione spaziale. La spedizione visita inizialmente la Cometa di Halley, addirittura tentandovi un atterraggio. La cometa, dopotutto, si rivela un posto tranquillo, un mondo di ghiaccio e di geyser fumanti. Ma l'imprevisto è sempre in agguato. A causa di un incidente "alla Clarke", l'astronave di Floyd viene costretta ad un atterraggio di fortuna su Europa, il "mondo proibito" del romanzo precedente.

Qui, la fantasia di Clarke si sbizzarrisce nella descrizione dell'oceano, delle strabilianti caratteristiche delle creature presenti su Europa: "Le creature che si crogiolavano nel tepore del fiume di lava - racconta - non potevano traversare le lande selvaggie ed ostili che separavano le loro isole solitarie. Se esse avessero mai sviluppato una Storia o una Filosofia, ogni cultura sarebbe stata convinta di essere sola nell'Universo".

La trovata più rutilante è la rivelazione che Giove, prima di trasformarsi in Lucifero, possedeva come nucleo un diamante grande come la Terra.

L'ultimo capitolo della saga, "3001: l'Odissea Finale", uscito nel 1997, ripropone a sorpresa l'astronauta Frank Poole, in precedenza ucciso da HAL: mille anni dopo, il corpo senza vita di Poole viene scoperto vicino l'orbita di Nettuno da Dimitri Chandler, capitano della Goliath, che ha il compito di catturare le comete e trasportarne il nucleo di ghiaccio sul pianeta Venere, nel tentativo di dotarlo di oceani e di atmosfera.

Poole viene portato a Star City, un mondo orbitante parallelo all'equatore collegato alla Terra mediante 4 torri alte 36.000 km, poste in Africa, Asia, America e nel Pacifico, dove vive la maggior parte della popolazione, consumando cibo e bevande sintetiche. In un ibernacolo all'inteno di una di queste torri, Poole viene resuscitato, e, per mezzo di una calotta cerebrale chiamata "Braincap", viene informato di tutto il sapere che l'uomo ha accumulato nel millennio trascorso, con la consulenza della storica Indra Wallace. Poole viene così a conoscenza degli episodi accaduti ai suoi compagni, e di quanto si è scoperto del monolite: a Oldovai, la culla dell'homo sapiens, era apparso la pima volta dando all'uomo primitivo la spinta per diventare un essere umano, e diventando, come testimoniato dai reperti che lo accompagnavano, tla prima rappresentazione di Dio per gli umani. Quindi l'origine della coscienza e insieme della religione.

"...Lentamente, la comprensione si fece strada nella mente di Poole, insieme a un senso di atterrita meraviglia...". Così come "2001" era basato sul racconto beve del 1954 "The Sentinel", "3001" si basa sul racconto breve del 1955 "The Star". Sebbene sia stato definito come l' "Odissea Finale", in realtà, il viaggio di "3001", che ripropone il finale di "2010", apre nuovi interrogativi riguardo i "First Born", i "Primogeniti", il nome con cui Clarke chiama i misteriosi creatori del monolite.

Nel racconto, si ritovano i temi centrali di tutta l'Odissea: l'ansia di conoscenza, la meraviglia e insieme l'orrore derivante dalla "magia" tecnologica, il mistero contrapposto alla ragione. Nella società che ha ripotato in vita Poole, gli uomini sembrano aver raggiunto quasi la perfezione, dal punto di vista della salute, del welfare, delle oppotunità di educazione e sviluppo. L'umanità sta espandendo gli habitat terrestri in ambienti tecnologicamente avanzati, super-protetti e super-controllati, come le Torri, mentre rimodella gli ambienti di Marte e Venere per una futura colonizzazione. Il Braincap è usato massicciamente per lo scanning mentale in modo da eliminare le aberrazioni psichiche e prevenire qualsiasi atto criminale o anti-sociale, il ché ha pemesso di non dover più ricorrere all'uso di prigioni. L'uso del Braincap ha eliminato anche tutti i comportamenti anti-sociali derivanti dal fanatismo religioso, avendo eliminato del tutto il bisogno della religione (poichè tutto è spiegato razionalmente in termini di scienza). L'unico rischio associato all'uso del Braincap è quello dell' "information overload", del sovraccarico informativo, che manda in tilt il cevello. Per quel che riguarda la forma di governo, nel Quarto Millennio il sistema politico sfrutta la ciber-simulazione per sperimentare prima virtualmente le soluzioni che saranno poi applicate realmente.

In questo contesto, l'eterna ricerca del senso della vita prosegue nel Trentunesimo secolo con Poole in viaggio su Goliath verso Ganimede, dove sarà convinto da Dimitri Chandler e dal filosofo Ted Khan, uno studioso di "psicopatologia della Religione", a tentare di comunicare su Europa con il fantasma di David Bowman.

La navetta Falcon è quasi costretta a scendere sulla luna di Giove, gigantesco laboratorio dove gli europidi, creature acquatiche la cui vita è basata sulla biochimica dello zolfo, sono usciti dall'acqua e hanno costruito le prime città. Qui, ad attendere Poole, c'è "Halman", una fusione tra l'intelligenza di Bowman e quella di HAL, pronto a svelare che i monoliti fanno parte di una rete galattica che fa e disfa la vita sui mondi, e il cui centro si trova a 450 anni luce dal sistema solare. Poi, Poole e Halman si lasciano, ma tra loro il contatto continuerà ogni volta che Halman avrà qualcosa da comunicare.

Trascorrono alcuni anni, e Frank, che nel frattempo ha avuto due figli e ha visitato la Terra, riceve un messaggio: qualcosa di spaventoso sta per accadere. La rete galattica dei Primogeniti ha decretato il fallimento dell'esperimento umano, decidendo di terminarlo. Poole riferisce la grave minaccia al Governo terrestre, il quale decide di distruggere il monolite con un virus informatico, che verà introdotto nella memoria centrale del manufatto alieno da HAL, il computer della Discovery riportato nuovamente in vita. Tutti i virus informatici, che nel corso dei secoli sono stati immagazzinati sulla Luna, nella caverna di Pico, una galleria che conserva tutti gli orrori tecnologici compiuti dall'uomo nella sua storia, vengono immessi in un blocco di materiale cristallino che viene lasciato cadere su Europa come nuovo cavallo di Troia. Quando Halman lo utilizza, causa la scomparsa di tutti i monoliti che stavano di guardia nel sistema solare.

Il finale è violento e catastrofico: i Primogeniti, le creature aliene artefici del monolite, non esitano a trasformare Giove in un minisole e distruggere tuttò ciò che ivi hanno impiantato, al fine di far evolvere un'altra forma di vita intelligente inseminata su Europa.

Il viaggio continua...

Cosmogenesis

Cosmogenesis 2

Childhood's End

Porno Cyborg (l'invasione Divina)

Out of Control


venerdì 21 marzo 2008

PORNO CYBORG 2

I nuovi ricchi della Rivoluzione Informatica esigono giocattoli raffinati, quanto di meglio può eccitare la loro fantasia. L'oggetto più richiesto sono le bambole meccaniche di Cartier della serie Eva Futura. Costruite a partire dal 2034, rappresentano la sintesi tra il mondo della fisica classica e quello submicroscopico della fisica quantistica. L'obiettivo è di rendere hardware e software indivisibili, generando non tanto un'intelligenza di tipo umano, ma una coscienza robotizzata che possiede veri e propri poteri di "magia quantistica". Il prezzo da pagare è un contagio che ricombina il DNA secondo la struttura dei polimeri e dell'acciaio e trasforma ogni donna in una ginoide, una bambola artificiale, meccanica. Come Primavera che, insieme al suo partner Ignatz Zwakh, ha scoperto qual è il vero piano di chi ha dichiarato guerra all'umanità...

(Richard Calder, "Virus Ginoide", Cosmo Argento, 1996, tit. or. "Dead Girls", 1992)

"Scomparsa la madre, risolto quel malaugurato passaggio nel corpo femminile, viene reciso il tramite, non solo fisico, tra la singolarità che nasce e quella che genera: viene cioè recisa l'origine umana, non meramente biologica, che fin qui nascere da donna assicura".

La delega alla scienza, da sempre l'espressione di un potere maschile, la totale medicalizzazione delle tecnologie riproduttive, che avvengono sulla pelle delle donne, l'artificializzazione di un processo che finora era stato appannaggio esclusivo della biologia femminile, espropriazione dell'unico potere che non poteva essere tolto alla donna. Gli eccessi della tecno-scienza, in particolare delle modene biotecnologie, minacciano la rottura con le origini biologiche, profilano una sorta di "eclissi della madre" come recita il titolo del libro di Maria Luisa Boccia e Grazia Zuffa (Milano, Pratiche, 1998).

L'avvento dell'utero artificiale, di fatto, rappresenta «una soluzione finale» del problema femminile, l'arrivo di un percorso biopolitico cominciato con la legge sull'aborto, poi proseguito con quella sulla procreazione assistita, giunto infine, passando per le diagnosi pre-impianto, il turismo procreativo, la clonazione, lo sperma artificiale, i designer babies, gli embrioni geneticamente modificati, al tecno-utero.

Il "Porno Cyborg", organismo composto di carne e biotecnologie, in cui la parte biologica soccombe a quella tecnologica, annuncia l'«eclissi della madre» ectogenetica, in cui l'utero naturale è sostituito da un utero artificiale, al quale viene delegata la gestazione dei figli, sottoposto al controllo e alla programmazione dei porno-scienziati (maschi perlopiù ma anche femmine sottomesse).

"La professionalizzazione della gravidanza, indipendentemente dai limiti imposti all'autorizzazione ad abortire, portò la vita e la morte prenatali nell'ambito della competenza burocratica" (Barbara Duden, "Il Corpo della Donna come Luogo Pubblico", Bollati Boringhieri, 1991).

"Esiste - dice la Duden - una congruenza di fondo tra le fantasiose promesse della genetica e le ambizioni politiche femministe, come l’accesso al potere, il controllo sul proprio destino e sulla propria carriera. Ecco, allora, che le donne si rivolgono alla medicina innanzitutto per cercare un aiuto all’autodeterminazione: solo che quest’ultima, spesso, non è la prima cosa che esse vogliono davvero, quanto piuttosto la maschera di un servizio che il sistema vende loro».

Una parte del movimento femminista - dai tempi di Mary Shelley - aveva già intuito il pericolo di una "congiura maschile" volta a conquistare il controllo della procreazione e ridurre le donne a "carne da riproduzione" intercambiabile con "la macchina della nascita" (Gena Corea, "The Mother Machine", 1985).

Nel 1985, Jalna Hanmer e Pat Allen, in "Ingegneria della Riproduzione: la Soluzione Finale", avevano messo in guardia sui rischi della fecondazione assistita, descrivendola come una sorta di "olocausto" per le donne.

In "Women as Wombs" (Harper Collins, 1993), Janice Raymond suggerisce come le tecniche di fecondazione assistita (In Vitro Fertilization o IVF) rappresentino una forma di abuso sulle donne, poichè è la sterilità dell'uomo a spingerle, se non ad obbligarle, verso questa soluzione, la cui percentuale di successo, peraltro, è solo del 10%, sottoponendosi inoltre, a causa dei molti dei farmaci utilizzati per l'iperstomolazione delle ovaie, in particolare il Clomid, clomifene citrato, al rischio cancro. La Raymond critica fortemente anche le "madri surrogato", o uteri in affitto, che vede come una forma di prostituzione della riproduzione, così come la ricerca eugenetica sui tessuti del feto, che considera la donna come una fabbrica banalizzando la digntà della vita. In generale, la Raymond considera il liberismo riproduttivo affine al liberalismo sessuale che concede alla donna di essere liberamente e legalmente una prostituta.

In “Babies in Bottles Twentieth-Century Visions of Reproductive Technology" (Rutgers University Press, 1994), la scrittrice femminista Susan Merrill Squier metteva in guardia dall' “accettare la contemporanea costruzione delle neo-tecnologie riproduttive come un progresso scientifico senza un passato”. La tecnologia in vitro, dice la Squier, è un mezzo per assicurare che lo sperma e l'ovulo siano “egualmente alienati dal momento dell'unione”; l'ectogenesi, un tipo di risposta maschilista all' “ansietà verso l'asimmetria riproduttiva umana”. La successiva appropriazione è quella da parte delle forze del business che trasformano la riproduzione in merchandising della gravidanza e del parto, in mercificazione del feto.

In “Madri Selvaggge Contro la Tecnorapina del Corpo Femminile” (Einaudi, Stile Libero), Alessandra Di Pietro e Paola Tavella dicono che le tecniche di fecondazione assistita «consegnano la procreazione nelle mani della tecnica e la sottraggono nei fatti, nel simbolico e nell'immaginario, al potere femminile».

In "The Death of Nature. Women, Ecology and the Scientic Revolution" (Wildwood House, 1979, trad. it. "La Morte della Natura", 1988), l’eco-femminista Carolyn Merchant riconduce all'Illuminismo la tendenza, oggi dominante nella scienza, di atomizzare, oggettivizzare, dissezionare la natura inerte, mentre la precedente cosmologia oganica, in cui era centrale la femminilità, concepiva il Tutto - il sé, la società, il cosmo - come un organismo, enfatizzando l'interdipendenza tra le parti e la subordinazione delle individualità al bene comune - alla famiglia, alla comunità, allo stato.

L'idea di Natura come Madre, benevolente e selvaggia, secondo la Merchant, è stata sostituita da un modello di dominio basato su una razionalità di tipo maschile che si prefigge di violentare, sottomettere, controllare, la parte femminile, materna, della natura. La Terra, non più considerata come una Grande Madre, che col suo grembo dà nutrimento a tutta la vita, è vista materialisticamente come una risorsa, da sfruttare e consumare avidamente per nutrire brame di potere individuali, maschiliste e nichilistiche. Gli effetti combinati del capitalismo, dell'industrializzazione e della ricerca scientifica hanno consacrato definitivamente questa volontà di dominio che si manifesta attraverso la tecnologia.

"Il cyborg (...) in un certo qual modo diventa il simbolo dell'antimaterno" (Rosi Braidotti).

Durante gli anni Ottanta, dal convegno del FINRRAGE (Feminist International Network of Resistence to Reproductive and Genetic Engineering) del 1985, esce una risoluzione che recita così: [...] Il corpo femminile, con la sua capacità unica di creare vita umana, sta per essere espropriato e sezionato come mero materiale per la produzione tecnologica di essere umani. Per noi donne, per la natura, e per i popoli sfruttati del mondo questo sviluppo è una dichiarazione di guerra. L'ingegneria riproduttiva genetica è un tentativo di porre fine all'autodeterminazione dei nostri corpi. Noi resisteremo allo sviluppo e all'applicazione dell'ingegneria riproduttiva e genetica. Sappiamo che la tecnologia non può risolvere nessuno di quei problemi creati da condizioni di sfruttamento. Non è necessario trasformare la nostra biologia, ma è necessario trasformare le nostre condizioni patriarcali, sociali, politiche ed economiche. Noi vogliamo mantenere l'integrità e la corporeità della procreatività delle donne. L'esternalizzazione del concepimento e della gestazione facilita la manipolazione e il controllo eugenetico. La suddivisione del corpo femminile in parti distinte, la sua frammentazione e separazione al fine di una successiva ricombinazione scientifica sono operazioni che smembrano la continuità e l'identità.[...].

CYBERFEMMINISMO

"...la macchina non è un peccato, ma un aspetto dello stare nel corpo. La macchina non è una cosa da adorare, animare, ma una nostra incarnazione. Siamo i responsabili della macchina, dei nostri confini corporei che dobbiamo costruire e decostruire..." (Donna Haraway, "Simians and Cyborg. The Reinvention of Nature", Free Association Books, London, 1991).

Per la prima volta nella loro storia, le donne sono vicine alla possibilità di slegarsi dalla maternità biologica, rompendo definitivamente e radicalmente la continuità con l'organizzazione dettata dalla natura, con la selezione e l'evoluzione naturale.

È ciò che auspica il "cyberfemminismo", il femminismo transumanista, postumanista, tecno-positivista, che non vede nella tecnica, soprattutto nelle tecnologie riproduttive, quel nemico che vuole ridurle, come scrive Gena Corea, a "utero meccanico".

Le cyberfemministe si riconoscono nel "Manifesto Cyborg" di Donna Haraway, sostengono che "rifarsi alla natura è una nostalgia reazionaria per un qualcosa che non esiste più", che "non esiste più un corpo naturale. Perché oggi qualsiasi oggetto o soggetto definito naturale è manipolato dall'uomo" (soprattutto le donne, ndr).

Fondamento del pensiero della Haraway è l'intuizione della tecno-scienza come luogo di collasso delle categorie classiche della filosofia, di fusione delle opposizioni tra naturale e culturale, tra soggetto e oggetto, tra umano e non-umano. I limiti, le barriere disciplinari fluttuano, si assottigliano, confluiscono l'uno nell'altro.

"Sì, noi accogliamo con favore la riproduzione artificiale capace di sferrare un attacco frontale e definitivo alla famiglia nucleare, uno dei più grandi orrori che affliggono il pianeta. E non ce ne frega niente del potere riproduttivo perché ci rende invisibili. Da sempre "altro" rispetto all'uomo". Il cyberfemminismo invece... "permette di ripensare la soggettività femminile in termini di processo, svincola la donna dalla definizione di donna e sferra un attacco al patriarcato usando i mezzi tecnologici con cui ci opprime, ma che allo stesso tempo è costretto a metterci a disposizione".

Il cyberfemminismo rivendica una pregnanza dello sguardo femminile senza rifiutare la tecno-scienza, che il pensiero della differenza considea invece (giustamente) come prodotto di una visione maschile (e maschilista). Il cyber-femminismo dice: non esiste il soggetto e la realtà, esiste il prodotto di questa relazione. Il Cyborg è emblema della ridefinizione postumana in corso delle relazioni tra soggetto e oggetto, macchina e organismo, umano e animale, scienza e natura, fisico e non fisico, maschio e femmina.

Sarah Kember, prof.ssa al Dipartimento di Media & Communication del Godlsmiths College di Londra, autrice di "Cyberfeminism And Artificial Life" (2003), nel considerare, in un'ottica postumana, "la vita come informazione", propone un superamento del pensiero cartesiano verso forme di potere totalmente decentralizzate e di evoluzione autonoma permanente, in modo da fare piazza pulita di tutte le ridondanti distinzioni tra natura e cultura, ontologia ed epistemologia, vita e intelligenza artificiale, paventando per il prossimo futuro uno scontro inevitabile tra fisica e biologia, maschile e femminile, forma e materia, creazione ed evoluzione. Secondo la Kember, cyborg e postumano descrivono una simile ontologia (ibridazione di organico e inorganico) ed epistemologia (trasgressione del confine natura/cultura e di altri binarismi razionalistici), ma non necessariamente condividono un’etica, una politica, una storia.

In "How We Became Posthuman Virtual Bodies in Cybernetics, Literature, and Informatics" (University of Chicago Press, 1999), Katherine Hayles fa notare come le concezioni cibernetiche e tecno-positivistiche non escano affatto dalla dualità corpo-mente della tradizione razionalistica occidentale, ma come invece la ripropongano, sottofoma di tecno-trascendenza. Per la Hayles, postumano non significa la fine dell’umano, bensì la fine del soggetto umanistico liberale. La Hayles sostiene, in controtendenza, che è proprio la straordinaria complessità del nostro "meatware" (l'hardware biologico) a rendere unica la coscienza umana, maschile e femminile, rispetto all’intelligenza trasferibile nelle macchine, e che dunque l'integrazione postumana dovrà tenere conto della corporeità.

Su posizioni analoghe si è espressa anche Rosi Braidotti. Nel suo "In Metamorfosi Verso una Teoria Materialistica del Divenire" (Feltrinelli, 2003), ha proposto un nuovo "materialismo della carne" che mette in rilievo le tematiche relative alla sessualità, al desiderio e all’immaginario erotico, riportando al centro l’elemento corporeo della differenza sessuale, che rischia di disperdersi in un "divenire cyborg" così incerto e perturbato. La Braidotti si mostra particolarmente critica verso la "cyborghesizzazione", la sacrilega alleanza tra il cyborg e il concetto borghese di individualismo, con i relativi corollari della mercificazione e del consumismo che esso comporta. In tale prospettiva, la Braidotti rivendica la differenza sessuale, di genere. Perché la rivoluzione neo-tecnologica, sostiene, che fa del corpo un relais di una rete tra umano e inumano, o con innesti chirurgici artificiali o con la riproduzione della vita in provetta o altro, è frutto di un immaginario maschile, da sempre spaventato dal materno femminile per la sua materialità concreta e simbolica al medesimo tempo. Per evitare che il divenire cyborg si trasformi un divenire mostruoso, la Braidotti dunque rilancia la sfida femminista, contro la metamorfosi tecno-maschilista.

Anche secondo Susan Squier, occorre riconsiderare le implicazioni della riconfigurazione postumana, specie della riproduzione, nelle griglie di potere della scienza istituzionale e dell' "anarco-capitalismo".

"Considerando lo stato del nostro technomondo, ci avverte Haraway, il futuro della politica femminista dipenderà in gran parte da come le donne negozieranno la transizione verso la maternità ad alta tecnologia" (Rosi Braidotti).

fonti: Pier Luigi Fornari, "E la donna diventa macchina della nascita" (Avvenire, 24 maggio 2005); Cromosoma X, "Il cyborg come antimaterno le tecnologie di riproduzione tra liberazione e medicalizzazione"(DECODER #10); Rosella Simone, "Tecno Femmine" (DWeb, La Repubblica delle Donne).

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Porno Cyborg

Rivoluzione Sessuale: Origini

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