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Robot Apocalypse

Professor Stephen Hawking has pleaded with world leaders to keep technology under control before it destroys humanity.

giovedì 26 giugno 2008

E VENNE IL GIORNO

"Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita" (Albert Einstein).

È certo: sono stati i pesticidi a base di neonicotinoidi a far strage di api in 40.000 alveari questa primavera in Pianura Padana. I pesticidi sistemici usati per la concia delle sementi entrano nel ciclo vitale delle piante persistendovi fino al momento della fioritura, rendendo il fiore una trappola letale per i preziosi insetti.

Il Servizio Veterinario della Lombardia, sin dai primi di aprile, ha fornito alle ASL indicazioni per l’effettuazione di un numero significativo di campionamenti ufficiali in apiari colpiti da spopolamento per la ricerca di residui di neonicotinoidi. I campioni, provenienti da tutte le ASL di pianura interessate da semine di mais e da massicci fenomeni di spopolamento degli alveari, sono stati inviati al CRA – Apicoltura per la ricerca dei neonicotinoidi ed all’Istituto Zooprofilattico di Brescia la ricerca di virosi o altre patologie.

Dei 41 campioni finora analizzati, ben 17 sono risultati positivi. E bisogna considerare che l’esito positivo di ritrovamento di molecole in campioni d’api ha un valore e una significatività da 10 a cento volte più rilevante rispetto all’esito analitico negativo. Sono infatti diversi i fattori - degrado delle molecole, mancata determinazione della curva di degrado di ogni molecola ecc… - che rendono difficoltoso e improbabile il ritrovamento di tracce di principi attivi che pure abbiano intossicato le api.

Da ulteriori analisi sulle api morte svolte da un laboratorio privato su commissione di Aspromiele, l’associazione apistica piemontese, è emersa la presenza dell’imidacloprid, il principio attivo della Bayer, alla base del Poncho e del Gaucho, prodotti per la concia delle sementi del mais, e del thiametoxan, principio attivo del Cruiser della Syngenta. Il fatto è che queste molecole non sono autorizzate in Italia per i semi di girasole, tanto da non essere neppure contemplate dalle etichette dei sacchetti di semi di girasole. C'è stato dunque chi ha infranto la legge a scapito dei preziosi insetti garanti della biodiversità.

“Sono di conseguenza possibili e probabili nuove stragi di api, dopo gli apicidi già avvenuti in questa primavera in occasione della semina del mais e soprattutto dopo gli avvelenamenti già accaduti in occasione della fioritura del girasole lo scorso anno, senza che nessuno intervenga”, denuncia Panella.

In Europa, dopo Francia e Germania, anche la Slovenia ha sospeso l’autorizzazione d’uso dei neonicotinoidi. Nei tre distretti principali della Slovenia in cui si coltiva mais, nei dintorni della capitale Lubiana e vicino alla Croazia, nei pressi di Brezice, gli apiari sembrerebbe siano stati interessati dalle molecole chimiche autorizzate dalla Comunità Europea. “A fronte dell’evidenza, il governo sloveno ha deciso l’immediato divieto d’uso di Poncho e Gaucho della Bayer e del Cruiser della Syngenta e ha stanziato un importante fondo appositamente per sostenere e rimborsare gli apicoltori colpiti”, ha commentato Panella.

Già quattro anni fa, la Francia aveva sospeso, in base al principio di precauzione, l’autorizzazione d’uso di questi pesticidi – reputati dagli esperti come tra le cause principali della moria delle api che si sta verificando in Italia e in Europa - su tutte le colture visitate dalle api. Dopo appena quindici giorni, la Germania, il paese della Bayer, ha seguito l’esempio francese. E l’Italia cosa fa? "Nonostante le promesse di studiare il fenomeno tutto tace”, dice Pannella.

Uno studio indiano effettuato alla Punjabi University, nello stato del Punjab, da un team di ricercatori guidati dal prof. Satbir Kaur e Raminderjeet Kaur del Dipartimento di Biologia Umana, ha rilevato che i pesticidi danneggiano il DNA di chi ne rimane a lungo a contatto, aumentando notevolmente i rischi statistici di contrarre un tumore.

Già nel 2005, uno studio precedente del Centre for Science and Environment, aveva riscontrato alti livelli di pesticidi nel sangue degli agricoltori. Il team della Punjabi University ha monitorato un gruppo di agricoltori della regione dal dicembre 2003 al gennaio 2006. I primi campioni sono stati estratti da 210 agricoltori dopo un giorno di intensa esposizione a pesticidi, mente il secondo campione è stato prelevato da 60 agricoltori selezionati da un sottogruppo che mostrava danno del DNA (sono stati presi campioni anche sei mesi dopo, durante una bassa esposizione, per determinare la frequenza di riparazione spontanea del DNA). Nel 36 % dei soggetti sottoposti al primo campionamento e circa il 25% dei casi del secondo, è stata riscontrata una frammentazione del DNA, soprattutto in coloro che avevano usato erbicidi, organofosfati ed idrocarburi clorurati.

Secondo gli scienziati indiani, l'uso di queste sostanze è da considerare potenzialmente molto pericoloso per la salute.

Secondo il rapporto "Pesticidi nel piatto 2008", il dossier annuale di Legambiente sulla presenza di residui chimici nell'ortofrutta, rimane ancora alta, al 47,4%, la percentuale di campioni di frutta contaminati da uno o più residui.

Ad aumentare, in modo significativo e correlatamene all'aumento del numero dei controlli, è la contaminazione dei prodotti derivati, tra i quali olio e vino, di cui ben il 18,3% contiene uno o più principi attivi. In generale, la percentuale dei campioni irregolari di prodotti ortofrutticoli (cioè fuori legge per superamento dei limiti di concentrazione di residuo chimico o per uso di pesticidi non autorizzati) registra un lievissimo miglioramento, con l'1% dei campioni irregolari contro l'1,3 dello scorso anno, mentre sale leggermente la percentuale di campioni con uno o più residui passando al 28% dal 27,2 del 2007.

Tra i casi eclatanti, anche quest'anno come nel 2007, le mele, che ormai sembrano rappresentare più il frutto della strega di Biancaneve che il famoso stratagemma per stare in salute e togliersi il medico di torno: solo il 38,8% è ancora esente da pesticidi, mentre il 26% dei campioni analizzati presenta un principio attivo, il 34,1% contiene più di un residuo e addirittura l'1,1% risulta irregolare.

Altri frutti poco “naturali” sembrano essere gli agrumi: su 746 campioni analizzati 14 risultano irregolari (1,9%), 386 regolari senza residuo (51,7%), 219 regolari con un residuo (29,4%) e ben 127 (pari al 17%) contaminati da più di un residuo. Oltre l'81,6% delle verdure analizzate risulta, invece, regolare e privo di residui chimici, il 18% presenta uno o più residui e lo 0,3% è proprio irregolare.

Gli studi e le indagini svolte dall'Australian Health Research Institute indicano che, a causa di miliardi di volte maggiori in termini di volume di radiazione elettromagnetica emessa da miliardi di telefoni cellulari, internet, intranet e comunicazione wireless, la trasmissione dati renderà quasi un terzo della popolazione mondiale (circa due miliardi) a rischio di cancro all’orecchio, agli occhi e al cervello, oltre ad altri importanti disturbi del corpo, come problemi di cuore, impotenza, emicrania, epilessia.

Secondo gli studi, i tessuti corporei dei bambini sono delicati e possono essere più soggetti a danni a causa dell’uso di gadget e dispositivi senza fili e non dovrebbero essere incoraggiati ad utilizzare il telefono cellulare. Gli effetti fatali e volumetrici delle radiazioni elettromagnetiche sono emessi principalmente dalla telefonia mobile, antenne per la telefonia, torri, alberi, torri di trasmissione, forni a microonde, dispositivi wireless, sistemi e attrezzature.

Questi effetti nocivi sono stati certificati e confermati ripetutamente da molti leader medici e scientifici degli istituti di ricerca del mondo, tra cui ministeri della salute di vari governi e l'OMS , ora sono stati ammessi anche dal governo indiano nei loro recenti comunicati stampa.

In Scozia, si accende il focolaio di un misterioso virus denominato Reaper che decima la popolazione attraversando tutto il Regno Unito. Poiché sembra non esserci né una cura né un vaccino, le isole britanniche vengono escluse dal mondo per paura di una pandemia fatale per l'umanità. Le autorità decidono di sottoporre l'intero territorio a una brutale quarantena: poco importa chi sia infetto e chi no, la paura e il caos non consentono distinzioni.

30 anni più tardi, nonostante le elevate misure di sicurezza, il virus colpisce una grande città. Per scoprire il motivo dell'espansione del virus, un'unità speciale viene spedita nella zona di quarantena per cercare una cura. Si ritroveranno isolati dal mondo, in mezzo a un paese che è diventato un inferno.


("Doomsday", Neil Marshall, USA, 2007)


Si è diffusa anche nella Corea del Nord la malattia virale "mano-piede-bocca", uccidendo più di 60 bambini. Lo ha reso noto un'organizzazione non governativa con sede nella Corea del Sud, impegnata in attività umanitarie nel nord della Penisola.

La malattia in Cina ha già fatto solo lo scorso maggio 42 vittime, tutti bambini, mentre l'anno scorso ha colpito 80mila persone, provocando 17 decessi. La patologia si trasmette tramite il virus "EV71" e si manifesta con bollicine su bocca, mani e piedi.

La rapidità del contagio e la carenza di notizie sulla malattia, insieme al ritardo con cui l’epidemia è stata ammessa (il virus si è diffuso a inizio marzo, ma le autorità hanno ammesso l’epidemia solo il 27 aprile dopo migliaia di contagi e numerose morti), inducono molti a temere una vera emergenza sanitaria, anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che non c'è pericolo per le Olimpiadi. Intanto è stato lanciato un allarme nazionale: chiusi molti giardini d’infanzia e controlli stretti su scuole primarie e asili.

Secondo la statale Xinhua, i contagi accertati lo scorso maggio erano già più di 5mila nel solo Anhui, ma sono stati segnalati centinaia di casi in altre province e si attendono gli esiti delle analisi per moltissimi bambini che mostrano i sintomi caratteristici (dolori a mani, piedi, bocca; febbre; mal di gola; eritema con bolle). Il virus si trasmette tramite contatto cutaneo o con le secrezioni di un malato e colpisce i bambini piccoli (specie sotto i due anni) che hanno minori difese immunitarie: in alcuni asili ci sono stati decine di casi in pochi giorni. Può creare danni a cervello, polmoni e cuore.

Hans Troedsson, rappresentante dell'OMS in Cina, ha escluso “qualsiasi minaccia per le Olimpiadi”, specie perché l’epidemia colpisce soprattutto i bambini piccoli e ritiene che si possa esaurire prima di agosto. Ma ha anche riconosciuto che “occorrono maggiori studi per capire meglio il virus”.

In futuro, i focolai di malattie infettive trasmesse da vettori diventeranno probabilmente più frequenti. È quanto afferma l'ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control), secondo cui, la globalizzazione e i cambiamenti climatici e ambientali, sotto forma di temperature e umidità più elevate, favoriscono il diffondersi di vettori o ospiti intermedi e, in ultima analisi, delle infezioni stesse.

In epidemiologia, il termine "vettore" indica organismi che non causano direttamente la malattia ma la trasmettono da un ospite all'altro. Il vettore e l'ospite intermedio non si ammalano, e l'infezione colpisce solo l'ultimo ospite.Tra le malattie infettive trasmesse da vettori, si annoverano la febbre emorragica dengue, il virus della Valle del Nilo, la febbre Chikungunya, la nefropatia epidemica e l'encefalite da zecche (TBE), che si trasmettono all'ospite umano grazie a zanzare, pappataci, zecche e roditori.

"I cambiamenti climatici e ambientali preannunciati dagli esperti modificheranno in Europa il rischio d'infezioni trasmesse da vettori" afferma il dottor Zsuzsanna Jakab, direttore dell'ECDC, "assisteremo molto probabilmente al diffondersi di malattie infettive, ad esempio l'encefalite da zecche o la febbre Chikungunya, in aree in cui non erano mai state presenti prima. Non si tratta solo di fattori ambientali, anche la globalizzazione, e il più elevato numero di viaggi e traffici commerciali che comporta, sta accelerando la velocità alla quale i focolai possono diffondersi in nuove aree".

L'accresciuto rischio è ben illustrato dalla diffusione nell'estate 2007 della febbre Chikungunya nella zona di Ravenna, sulla costa nord occidentale italiana: quasi 250 persone furono infettate quando un viaggiatore che, di ritorno dall'India, trasportava il virus Chikungunya venne punto da una zanzara tigre asiatica (Aedes Albopictus).

La zanzara tigre - che si è diffusa in vaste aree dell'Asia, Africa e America, e negli ultimi decenni anche in Europa - è nota come vettore della febbre Chikungunya. Anche se di solito non è letale, il virus Chikungunya provoca febbre alta, numerosi malesseri, dolori muscolari e cefalea, e in alcuni pazienti può causare serie complicazioni e malesseri cronici. Umidità e temperature più elevate agevolano la diffusione di vettori come le zanzare, ma si è scoperto che la zanzara tigre asiatica è stata introdotta in Europa dall'industria dei pneumatici usati, che costituiscono un buon terreno di coltura di questi insetti.

Un'altra epidemia in rapida crescita negli ultimi anni è la TBE, un virus che infetta il sistema nervoso centrale e viene diffuso dalle zecche. Il numero di focolai in alcune aree europee in cui è endemica è aumentato di circa il 400% negli ultimi 30 anni, rendendo la TBE un’importante sfida alla sanità pubblica.

Il dottor Jakab riassume: "Dobbiamo capire meglio come questi cambiamenti modificheranno il rischio di malattie infettive trasmesse da vettori, in modo da poter arrivare a una sorveglianza e a un controllo più mirati e migliorare il livello di preparazione nei paesi europei".




New York, Central Park. 8:00 del mattino. Una ragazza domanda all’amica a quale punto del suo libro sia arrivata. L’operaio di un cantiere lì vicino, assiste al ripetersi spaventoso di una tragedia: ad un tratto, le persone presenti cadono in uno stato confusionale e, poco dopo, uno ad uno, si tolgono inspiegabilmente la vita.

Inizialmente, si pensa sia colpa di un attacco bio-terroristico. Ma, mentre le morti si propagano per tutto il Nord Est d'America, si sviluppa un'altra spiegazione: una "rivolta" della natura, delle piante, che inspiegabilmente iniziano ad emettere delle potenti tossine trasportate dal vento.

Poco tempo dopo viene intervistato uno scienziato in televisione, che ipotizza la possibilità che si tratti solo di un avvertimento. La scena si sposta al parco del Louvre, tempo dopo. Similmente si ripete la scena avvenuta a Central Park.

Comincia l’esodo dell’uomo in fuga da se stesso e da una misteriosa pulsione suicida che nessuno sembra realmente considerare possibile, o una minaccia.

[...] la forza è inspiegabile, rigetta qualsiasi sovrastruttura, blocca i trasporti (il treno, mezzo fondatore della modernità), annienta la tecnologia ed ogni spunto raziocinante, rifugge la semplificazione automatica della scienza (il cui emblema è il ritornello che Elliot inculca nelle menti degli studenti) e il proliferare di suggestioni complottistiche da parte dei media (dall’atto terroristico alla messa in scena governativa relazionata al nucleare). La salvezza sta nella regressione verso lidi pre-moderni, il progresso è costretto a fermarsi ed indietreggiare. A camminare all’indietro. Per poi morire [...].

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