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sabato 7 giugno 2008

IL REGNO DI SATANA

Tu dicevi in cuor tuo: “Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell'assemblea, nella parte estrema del settentrione; salirò sulle sommità delle nubi e sarò simile all'Altissimo”.
(Isaia 14:13:14)

La prima apparizione di Satana, (termine ebraico che significa "avversario") nell'Antico Testamento avviene durante la caduta di Adamo (Genesi 3). In questo episodio, Satana appare come il tentatore, sottoforma di serpente, che induce i primi uomini a peccare. La caduta di Satana è un fatto già precedentemente avvenuto. Per ragioni mai chiarite, il resoconto della sua caduta è assente da questo testo.

La storia, riportata dalla Bibbia cristiana e dagli scritti dei Padri della Chiesa, è che in origine Satana fosse l'Arcangelo più bello, il più splendente, il più vicino a Dio, e per questo era chiamato Lucifero ("portatore di luce"). Da Isaia (14) e Ezechiele (28), Lucifero emerge come l'essere più elevato di tutta la creazione, la creatura più grandiosa dell'opera di Dio, un essere celestiale che rifletteva nel modo più perfetto lo splendore del Creatore. Ezechiele dichiara che questo angelo esaltato era nell'Eden, nel "giardino di Dio" (28:13); parla della stanza del trono dove Dio dimora nella Sua maestà e purezza (Ezechiele 1, Isaia 6), definisce questo luogo come "il monte santo di Dio" (verso 14). Lucifero viene definito come "un cherubino dalle ali distese, un protettore". I cherubini sono in cima alla gerarchia angelica e il loro compito è quello di sorvegliare simbolicamente il trono di Dio. Lucifero era stato consacrato dal decreto deliberato da Dio ("Ti avevo stabilito", Ezechiele 28:14,) proprio a sorvegliare il trono del Creatore. Viene descritto come un essere dotato di insuperabile bellezza, rivestito di una luce radiosa, munito di una saggezza senza limiti, oltre ad essere stato creato con il potere di prendere reali decisioni morali.

Ma, proprio per questa sua vicinanza al Creatore, credette non solo d'essere come Dio, ma perfino più potente dell'Onnipotente. Peccando dunque di superbia, si ribellò al volere di Dio, radunò a sé un terzo delle schiere angeliche e mosse guerra contro l'Onnipotente, che lo vince e lo precipitò dal Cielo insieme ai suoi devoti. La loro caduta dura 9 giorni, dopodiché, l'Inferno si spalanca sotto di loro, inghiottendoli. Secondo la tradizione, in quel momento, il nome di Lucifero viene "cancellato dai Cieli", con l'imposizione che nessuno lo pronunci mai più: da allora in avanti sarà chiamato "Satàn" (l' "Avversario"). E da allora, il solo scopo del demonio, invidioso e furente, è quello di trascinare gli uomini nella sua dimora per l'eternità.

Gli angeli caduti con lui diventano i suoi demoni, a cui spetta il compito di tentare e corrompere gli uomini. Belzebù imparò a tentare gli uomini con l'orgoglio. Quando veniva convocato da streghe o maghi appariva in forma di mosca, per questo il suo nome da battaglia è "Signore delle mosche". Leviathan è descritto da Isaia come "serpente guizzante e tortuoso". Da alcuni resoconti è indicato come il serpente che tentò Eva nel Giardino dell'Eden. Asmodeo, principe della distruzione, demone della cupidigia, dell'ira e della vendetta, quando si degna di comparire davanti ad un mortale lo fa a cavallo di un drago armato di lancia; ha tre teste, una di toro, una di ariete e una d'uomo, ed al posto dei piedi zampe di gallo. Astarotte, il tesoriere dei demoni, gira a sua volte a cavallo di un drago, ha una sola testa e porta una vipera nella mano sinistra. Archetipo dell'individuo che non si smuove neppure con le cannonate, incoraggia alla pigrizia e all'indolenza. Behemot, un demone enorme, di solito raffigurato come un elefante con un grosso ventre rotondo che cammina dondolandosi goffamente su due piedi, presiede ai banchetti infernali ed ha il compito di sorvegliare l'inferno. Belial è il dominatore incontestato del buio. Il suo scopo è apportare perfidia e colpa.

Satana, secondo la tradizione medievale, ha tre teste, che si uniscono nel punto in cui gli animali hanno la criniera e che ripetono, orrendamente, la trinità; simboleggiano la sua natura antitetica rispetto a Dio. Sono infatti una di colore nero, per indicare l'ignoranza contrapposta alla sapienza divina, una rossa, simbolo dell'impotenza opposta alla potenza di Dio, l'ultima gialla, immagine dell'odio, contrario dell’amore di Dio verso l'umanità.
“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”

Tutti i miti della creazione concordano con il fatto che il peccato è fondatore: Lucifero compie un atto violento di ribellione e separazione e diventa Satana. La caduta di Lucifero è la conseguenza della sua sconfinata e malvagia determinazione nel voler usurpare la gloria che appartiene solo a Dio. Satana è interamente e totalmente responsabile della sua malvagia scelta, dettata dalla hybris, dall'orgoglio, dal narcisismo. Anche se nelle scritture non vi è nulla che spieghi come questi sentimenti siano potuti sorgere nel cuore di una perfetta creatura di Dio non ancora decaduta. Di certo, Satana è completamente responsabile del suo crimine, è “volontà di onnipotenza”. 

Ezechiele (28:15) dichiara esplicitamente che Lucifero era perfetto dal giorno che fu creato, "finché non fu trovata in lui l'iniquità".

A causa della sua ribellione, Satana diventa il nemico di Dio e di tutto ciò a Lui connesso. La sua caduta - e quella degli altri angeli ribelli - è irreversibile; non vi è per essi nessuna possibilità di redenzione: il loro regno è l’inferno. Satana è separato definitivamente e irrimediabilmente dall'Altissimo. Il Diavolo ha ancora accesso alla stanza del trono del giudizio dell'universo, secondo il ruolo di accusatore assegnatogli divinamente (Giobbe 1-2; Zaccaria 3; Luca 22:31; Apocalisse 12:10); questo suo accesso non prevede però la comunione o l'accettazione da parte di Dio. A causa del tradimento di Lucifero e della sua trasformazione, Satana e i suoi angeli possono anticipare solo la condanna e la punizione eterna (Matteo 25:41).

"poi l'Eterno Dio piantò un giardino in Eden ad Est e vi pose l'uomo che aveva formato. L'Eterno Dio prese dunque l'uomo e lo pose nel giardino dell'Eden perché lo lavorasse e lo custodisse.
L'Eterno Dio comandò a l'uomo dicendo: mangia pure liberamente di ogni albero del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morirai".
(Genesi, 3:1-24)

Dopo la caduta di Lucifero e degli angeli ribelli, Dio crea Adamo, il primo uomo, a sua immagine e somiglianza, riguardo l’intelletto e alla volontà, e da una sua costola Eva, la prima donna; li pone nel giardino dell’Eden e gli affida il dominio della Terra, stabilendo una teocrazia come forma di governo (Gen. 1:26-29) che dovrà essere retta dall’uomo per combattere l’influsso di Satana. Ma, travestitosi da serpente, Satana induce Eva a sedurre Adamo e a cogliere il frutto proibito dall’Albero della Conoscenza del Bene e del Male.

"Allora il serpente disse alla donna:voi non morrete affatto;ma Dio sa che nel giorno in cui ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come Dio conoscendo il bene e il male.
E la donna prese del frutto e ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei ed egli ne mangiò.
Così egli scacciò l'uomo e pose ad est del giardino di Eden i cherubini e una spada fiammeggiante, che si moveva in ogni direzione, per custodire la via dell'albero della vita".

Un altro tradimento, un altro atto violento di separazione, che è sempre lo stesso, originario, fondatore. Tutta la Creazione non è altro che una separazione: Dio separa la Luce dalle Tenebre, le acque superiori da quelle inferiori, la terra dalle acque inferiori, il giorno dalla notte, la donna dall’uomo. Come conseguenza del peccato originale, L'Umanità è dunque condannata da Dio alla sofferenza, alla mortalità, a vagare nei gironi infernali terrestri in cerca di espiazione. Con il peccato originale, Satana corrompe il figlio di Dio assicurandosi così il governo del mondo.

Nei primi anni della decaduta, gli angeli ribelli decisero di costruire a Babele "una città e una torre" (Genesi 11:4). La città era un centro di attività commerciale, mentre la torre era il punto d'incontro per l'adorazione pagana. Questa doppia caratterizzazione del cosmo come espressione di egoismo- materialismo (il commercio) e di ribellione (l’idolatria) riecheggia in tutta la Parola di Dio, fino ad arrivare al suo culmine nell’Apocalisse (17:18), dove gli angeli, non decaduti, annunciano la tanto attesa fine di Babilonia, con la sua religione profana e il suo commercio mondano. Ezechiele (26:28) condanna duramente Tiro, il maggior centro commerciale ai tempi di Ezechiele, mentre Isaia (14) denuncia Babilonia, ossia il centro delle false religioni.

«Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese del Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". Ma il signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: "Ecco, essi sono un popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra».
(Genesi 11, 1-9)

La torre viene costruita secondo i canoni delle antiche torri sacre a piani che si trovano in Mesopotamia. I costruttori cercavano un mezzo per andare incontro all’Altissimo, compiendo un atto di orgoglio che sarà punito: a seguito della “confusione”, la Torre non verrà completata e finirà con il crollare. La diaspora darà luogo alle nazioni della Terra ed alla frammentazione dei linguaggi e culture. Da allora, i "costruttori" sono alla ricerca della conoscenza sacra, del logos perduto. Dopo la caduta della Torre di Babele, l’Uomo perde cioè la conoscenza del linguaggio universale che torna ad essere monopolio esclusivo della divinità. Non per questo, l’Universo perde di significato: è l’Uomo a perderne la chiave, pur serbandone vivo il ricordo. L’uomo, perduta la lingua originaria, perde con questa la sua identità, direttamente espressa e significata dal suo nome, la cui risonanza si poneva in correlazione armonica con l’intero creato. Dovrà ora agire per riacquistare quella conoscenza e riacquisire l’identità legata al nome originale.

“La Parola è perduta o piuttosto nascosta agli uomini dell’età oscura, allo stesso modo che il centro Supremo è divenuto invisibile ed inaccessibile ad essi” (R. Guénon, “Simboli”).

In una lettera del 19 maggio 1936 a Vasile Lovinescu (alias Geticus), René Guénon affrontava il tema delle “sette torri del diavolo”, una delle quali (quella degli Yazidi, in Mesopotamia) era stata descritta da W. B. Seabrook in un libro di viaggi uscito alcuni anni prima e già recensito dallo stesso Guénon. Le “torri del diavolo”, aveva spiegato quest’ultimo, sono “centri di proiezione delle influenze sataniche nel mondo” e costituiscono una parodia dei sette “poli”, ossia dei vertici della gerarchia spirituale subordinati al Polo Supremo. In altre parole, le “torri del diavolo” sono i centri contro-iniziatici dei “santi di Satana”, che pretendono di contrapporsi ai centri iniziatici dei “santi di Dio”.

La "città” (Babilonia) e la “torre” (Babele) sono dunque simboli che rappresentano il caos, la frammentazione del cosmo, l’uomo decaduto, separato da Dio, governato da Satana, e annunciano la distruzione finale.

”I re della terra, che con lei fornicarono e presero parte al suo lusso insolente, quando vedranno il fumo del suo incendio, piangeranno e faran cordoglio su di lei, stando a distanza, per paura dei suoi tormenti, e diranno: ‘Sventura, sventura! O grande città, Babilonia, la potente città; in un attimo è venuto il tuo giudizio ‘ (…) E i mercanti della terra piangono e portano il lutto per Babilonia (…) O cielo, esulta sopra di lei! E voi pure, o santi, o apostoli, o profeti! perché Dio, giudicandola, vi ha reso giustizia contro di lei!”
(Apocalisse, XVIII, 9-20)

Per i teologi della filosofia Scolastica, l'Inferno è semplicemente la lontananza da Dio, la privazione della Sua luce divina. Infatti, l'anima ha naturale e ardente desiderio di Dio, cioè dell'Infinito, della Verità, della Bellezza e dell'Amore Assoluto; dunque, la privazione di tale supremo obiettivo del desiderio umano, che condanna l'anima alla propria perenne sofferenza, è l’inferno, il Regno di Satana.

La Bibbia insegna che la corruzione del mondo visibile è influenzata e animata da un regno popolato da spiriti invisibili (Daniele 10:12-13; Efesini 6:12) guidati da Satana, il "dio dell'età presente” (Corinzi 4:49), la cui lotta è finalizzata a frustrare gli scopi del vero Dio. Grazie all'autorità datagli da Adamo (Luca 4:5-6), caduto in tentazione, Satana ha l’autorità per offrire la guida del sistema mondiale a chiunque voglia. Per questa ragione, Gesù definisce Satana come il "principe" ("colui che governa") di questo mondo (Giovanni 14.30), poiché tutto il mondo giace sotto il potere del "maligno" (Giovanni 5:19).

Il controllo di Satana sul mondo è un dominio invisibile, di carattere fisico e spirituale, che condiziona il modo di pensare e le filosofie. Le Scritture rivelano che in futuro Satana proverà a trasformare questo dominio invisibile e spirituale in un vero e proprio regno, visibile e permanente. Per raggiungere questo obiettivo, dovrà indurre gli uomini ad unirsi sotto un unico governo mondiale. Oltre a ciò, dovrà far sì che il mondo accetti di essere governato da un unico uomo, l'Anti-Cristo, che farà delle grandiosi dichiarazioni su sé stesso e al quale verranno affidati dei poteri illimitati.

L'influsso satanico del positivismo e della tecno-scienza applicata, rappresentato dalla torre, nel corso dei secoli ha profondamente minato la fede biblica. Come risultato, alla fine del Diciannovesimo secolo e all'inizio del Ventesimo secolo, si è iniziato a dire al mondo che nessuna rivelazione divina della verità è stata data all'umanità. La negazione di Dio ha portato molte persone del Ventesimo secolo a concludere che il Dio personale, sovrano e creatore, descritto nella Bibbia, in realtà non esiste.

Questa negazione della divina illuminazione (la "morte di Dio") ha prodotto dei cambiamenti radicali per la società e per il mondo, creando un vuoto spirituale enorme, incolmabile. Per colmare questo vuoto, questa richiesta di assoluto, e portare gli individui sotto la sua influenza, Satana offre i suoi incantesimi: lo spiritismo, il satanismo, altre forme di occultismo, le droghe, la tecnica, la scienza, lo spettacolo, la pornografia.

La negazione della rivelazione divina della verità ha avuto come conseguenza la negazione dei valori morali, lasciando il campo aperto alla secolarizzazione, al dominio satanico della ragione e della scienza nel perseguire i propri piani di onnipotenza. Il mondo è stato così precipitato in un abisso senza fondo di follia e violenza: guerra, distruzione, orrore, morte.

L’osso, improvvisamente, si trasforma in astronave. Ma il progresso è un regresso, che tende al ritorno, all’origine. La storia è una ruota, senza inizio e senza fine, che eternamente gira, e eternamente ritorna alle origini. È il Regno di Satana.

Una volta stabilito che Dio non esiste, che non esiste nessuna verità, il gioco è fatto. Senza un modello per determinare il bene e il male, senza un sistema di credenze condiviso, Satana può regnare incontrastato e perseguire i suoi malefici scopi.

La negazione della rivelazione divina riporta in auge la divinizzazione dell’uomo, come già è avvenuto in passato con gli dei-imperatori. Thomas J.J. Altizer, un esponente della “teologia radicale” degli anni '60, ha dichiarato che, siccome l'umanità ha negato l'esistenza di Dio, essa deve raggiungere un più alto grado di trascendenza, tale da portarlo ad essere un "uomo-divinità". Nel frattempo, il “Principe” seduce il mondo affinché si realizzi l'unificazione degli uomini sotto un unico governo mondiale che accetti il suo condottiero, l'Anticristo, il quale avrà poteri unici e si autoproclamerà Dio.

"Re delle cose autor del mondo, arcana malvagità, sommo potere e somma intelligenza, eterno dator dei mali e reggitor del moto" (Giacomo Leopardi, "Ad Arimane")

Secondo lo Zoroastrismo, Angra Mainyu, o Ahriman, è lo spirito distruttore, l'avversario di Spenta Mainyu, lo spirito creatore: entrambi sono emanati da Ahura Mazda, il Dio supremo. Angra Mainyu è ciò che tutto distrugge, la fonte di tutto il male del mondo; esiste dall'inizio del mondo e genera il male coscientemente e volontariamente, creando la morte. Alla fine dei tempi verrà sconfitto da Spenta Mainyu e sparirà per sempre. Alcuni studiosi ritengono che la figura di Angra Mainyu abbia ispirato agli ebrei il concetto di Satana, come avversario di Dio.

Secondo l'impalcatura Giudaica e Messianica che sostiene il Nuovo Testamento, comune a tutti gli apostolici Cristiani, e condivisa da Gesù stesso, l'Età Presente corrisponde al “Regno di Satana”: l'umanità è preda di forze malefiche dalle quali può essere salvata solo con l'intervento di Dio, che manderà Suo Figlio, il Messia, per sconfiggere Satana e l'esercito dei suoi demoni. Mentre è possibile per credenti individuali liberarsi dalla tirannia di Satana anche subito, con la "buona volontà", il mondo nella sua globalità continuerà a "giacere nelle mani del Malvagio" (Giov. 5:19), "che seduce tutte le nazioni" (Ap. 12:9).

Per Paolo, l'era in cui viviamo è "la presente età malvagia" (Gal 1:4) dominata da Satana (2 Cor. 4:4). Solo gli autentici cristiani possono già provare qualcosa della salvezza che verrà al mondo quando Gesù stabilirà il Suo Regno, solo essi possono da subito "trasferirsi dal regno delle tenebre al Regno di Dio" (Col. 1:13). Ma il Messianico Regno di Dio arriverà solo quando il Messia spunterà tra le nuvole a riprendere le redini del governo mondiale. Fino a quel glorioso giorno, il giudizio universale, i Cristiani devono continuare a pregare "venga il Tuo Regno", nel senso che devono preparare la sua venuta, operare quaggiù come mietitori, combattere il maligno. Come dice Gesù, quando gli eventi cataclismici associati alla fine dell'età cominceranno ad accadere, i fedeli potranno essere sicuri che " il Regno di Dio sta per arrivare" (Luca 21:31).

Dunque, sia Gesù che gli Apostoli considerano la presente età come soggetta al dominio di Satana, e aspettano la Futura Età che seguirà la Seconda Venuta. L'obbiettivo Cristiano, che è ovunque nel Nuovo Testamento, è quello di guadagnare, combattendo, la "vita eterna", ovvero, la "vita nell'Età Futura", l'immortalità intesa come un posto nell'Età del Regno di Cristo.

Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro Padre, certo mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Perché non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna (Gv 8,42 42).

Secondo la rivelazione cristiana, Satana vuole crearsi un mondo proprio, alternativo a quello di Dio. In altre parole, la Storia umana si svolge come campo di battaglia tra due progetti: il Regno di Dio e il Regno di Satana. Ambedue i progetti devono passare per l'Uomo, giacché l'uomo è la sintesi di tutta la realtà e per di più è dotato di libero arbitrio. Dio attira l'uomo verso il suo Regno, prendendo l'iniziativa gli propone patti, alleanze, in cui ci sono promesse di salvezza e doveri. Satana, che si erge a colui che è "come Dio", fa lo stesso: suggestiona gli uomini con delle promesse, con un patto, per attirarli nel suo Regno. Ma, mentre le alleanze con Dio sono sempre state stipulate su iniziativa unilaterale di Dio stesso, nei patti con il diavolo è l'uomo che propone a Satana il patto: l'uomo cerca di vendergli la propria libertà, l'anima, e spera in cambio di ottenere doni materiali e poteri psichici per raggiungere scopi terreni, intramondani. Dalle alleanze con Dio, invece, gli uomini ricevono gratuitamente doni materiali e spirituali atti a separarli dal male (santificarli) ed a plasmarli secondo lo spirito divino per renderli atti a vivere nel Regno di Dio.

Nonostante tutti i "distinguo" che vengono fatti tra satanismo come pratica del peccato, come culti satanici o come ideologie atee o come stili di vita, il satanismo mette sempre in serio pericolo la salvezza della persona dal Male. La Rivelazione cristiana mette ben in guardia che in ogni tipo di satanismo è sempre in agguato il punto di non-ritorno, un punto in cui la persona perde la propria libertà e non è più capace di rivolgersi a Dio per essere salvata. E non potrà essere salvata.

"IL REGNO È DENTRO DI VOI E FUORI DI VOI".

Satana vive nell’Uomo e nella Donna, nella carne e nel sangue, nell’anima e nello spirito, nel corpo e nella mente, dove però vive anche il pre-ricordo di Dio. Lucifero-Satana, Cristo-AntiCristo, sono dentro l’uomo e fuori dell’uomo, dovunque, in ogni cosa, in ogni angolo del cosmo.

La volontà umana, la volontà di potenza, di per sé non è mai liberatrice, perché è soggetta al sangue e alla carne, perché è totalmente dipendente dalle possibilità e dalle forze presenti nella materia. L’uomo dispone di una certa saggezza, il prodotto delle sue facoltà intellettuali e capacità razionali, ma anche questa sua facoltà, il cosiddetto “libero arbitrio”, è in balia delle cose esteriori, delle cose visibili, è preda di maya.

“La saggezza degli uomini è follia davanti a Dio”, affermano le Sacre Scritture.

All’uomo che vive secondo i sensi, la conoscenza suprema è vietata. “Sapere di non sapere”, secondo il motto socratico, è la conoscenza più alta. Più sai, meno sai.

L’attività umana è prigioniera nella lotta per l’esistenza e la sopravvivenza, dove vige la legge del più forte, la legge della giungla, del Regno di Satana. Volontà, saggezza, attività, istinti naturali, si compenetrano nella coscienza psico-biologica dell’io, o ego, nel suo narcisismo, nella sua hybris, la cui proprietà più caratteristica è il desiderio di autoconservazione e riproduzione. Desiderio che, di fronte alla finitudine dell’uomo, causa inevitabilmente ansietà, cupidigia, gelosia, egocentrismo. Tutti sentimenti che alimentano il “lato oscuro” e consegnano l’uomo in balia delle forze sataniche.

Vi è però insito nell'uomo il pre-ricordo della sua spiritualità originale, ed è proprio questa reminiscenza, più o meno latente, che predispone l’uomo verso quell’irresistibile pulsione alla ricerca della verità. Si tratta di ricomporre, con un atto psico-magico, dai vari stadi di sviluppo ed evoluzione terrena, quello stato luminoso originale, che contraddistingue i liberi spiriti (alieni in alias terras). Gli antichi gnostici amavano parlare di “ars magica”o anche di “arte regale della costruzione”.

L’ "uomo dialettico", l’uomo che nasce ed evolve nell’ordine naturale terrestre, è legato alla ruota karmica della causa e dell’effetto, della nascita e della morte, soggetto al perpetuo divenire delle cose di questo mondo, soggetto alle leggi di attrazione e repulsione, dell’ “apparire, brillare, sparire”. Intrappolato nella gabbia di Ahriman, l’uomo dialettico non potrà mai varcare le porte del regno dei cieli. “La carne e il sangue non possono entrare nel regno dei cieli”, avverte Giovanni.

Esiste però un processo di rinascita che non è determinato dalla volontà di potenza del sangue e della carne. “Chi non rinasce dall’acqua e dallo spirito non può entrare nel regno dei cieli”, dice il Cristo, proclamando la necessità della Resurrezione nel “corpo di gloria”.

Un nuovo Adamo può formarsi nel vecchio Adamo e oltrepassare lo stadio dialettico. Si è cercato per molte vie di raggiungere questa liberazione. Molti mistici e membri di ordini religiosi hanno intrapreso la via della penitenza e dell’ascesi, ma sono rimasti prigionieri del culto della personalità, incapaci di divenire impersonali. Gran parte dei metodi e sistemi magici orientali, con la loro totale negazione della materia e della dialettica, si sono rivelati inutili e affatto liberatori. Poiché è proprio dal tempio corrotto, materiale, terreno, prigioniero della dialettica, succube di Satana, che deve realizzarsi la ricostruzione del nuovo tempio. Come Cristo e il Buddha, che sulla via della loro personalità dialettica e mortale, hanno intrapreso il cammino della liberazione. “Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita e quanto pochi coloro che la trovano”, dice Cristo nel sermone della montagna.

Profonda, abissale, è la degradazione dell’uomo dialettico. Tutte le religioni, tutte le sacre scritture, tutti i miti e le leggende della creazione, parlano di questa caduta dal “mondo degli spiriti vergini”, il mondo umano originale, spirituale, unitario, androgino, compreso nel piano divino, universo di magnificenza eterna e assoluta, in cui l’uomo è in pieno possesso delle sue facoltà magiche, angeliche, in piena armonia con il Tutto. Una catastrofe lo colpì alla caduta: quando l’uomo scelse di impiegare le sue facoltà creative per soddisfare una volontà di potenza nefasta, un furore prometeico, nell’intento di sottomettere le energie cosmiche ai suoi fini personali. In risposta alla ribellione umana, la creazione (il mondo) dovette allora essere protetta. Il raggio d’azione dell’uomo fu perciò limitato al piano mortale, ma gli fu lasciata dal Padre la possibilità del Ritorno. L’umanità fu espulsa dal regno celeste per proteggere la creazione e l’uomo da se stesso. Qui cominciò l’involuzione, ossia la discesa nella materia. Il nuovo stato, semidivino, trasferì la coscienza dal piano spirituale (celeste) a quello psichico (terrestre), indissolubilmente legato al sangue e alla carne. L’uomo fu così privato della personalità celeste e delle sue facoltà divine, lasciato con una coscienza psico-biologica animale e dialettica, mantenuto in uno stato sensorio illusorio (maya) per scongiurare i pericoli derivanti dalla sua hybris.

Come Prometeo, siamo incatenati alla dura roccia di questo mondo che noi stessi abbiamo forgiato con il fuoco rubato agli Dei. Quello stesso fuoco con cui infuriamo come demoni, con cui creiamo i mostri della tecnica, con cui contaminiamo la vita naturale, sfruttandoci l’un l’altro, consumando la degradazione generale della nostra condizione.

Eppure vive latente, in ognuno di noi, il ricordo dell’esistenza originale che l’uomo ha portato con sé nella sua caduta, che vive sommerso nel più profondo dell’inconscio. Di fronte all’immane catastrofe che ci aspetta, la presa di coscienza della caduta sempre più profonda, dell’intera umanità terrestre, nelle viscere del Regno di Satana, servirà allora come unica speranza per il risveglio della reminiscenza assopita: la resurrezione dell’Uomo Nuovo dovrà necessariamente vincere l’essere dialettico e il senso dell’Es.

Una catastrofe più spaventosa della bomba atomica ci attende. Il dramma vissuto da Atlantide sta per ripetersi. Mentre il clero di Atlantide cantava l’inno della sua strapotenza, la civiltà si inabissava. Allo stesso modo, quando la scienza satanica dell’uomo degenerato festeggerà il suo apogeo, essa sprofonderà, trascinando con sé gli adoratori di Satana. Agli uomini di buona volontà è affidato il compito di vincere la Seconda Morte e cominciare un nuovo ciclo.

Secondo l’insegnamento universale, tutto lo spazio infinito dell’universo è pieno della sostanza originale, la sostanza cosmica fondamentale. “Non vi è spazio vuoto”, secondo l’assioma della “Fama Fraternitas”. Nello spazio visibile, questa sostanza è costituita da atomi di vari elementi, di numero illimitato. In ogni atomo è racchiuso uno straordinario potenziale di energia, in cui si manifesta il logos. L’intera creazione ebbe luogo a partire da questa sostanza e si mantiene in vita grazie ad essa (radiazione cosmica di fondo).

Chimici e fisici, i moderni alchimisti, sono in grado di utilizzare il potere di radiazione naturale degli atomi attraverso la combinazione di atomi di vari elementi per realizzare creazioni straordinarie, oppure, distruzioni straordinarie. Ma nessuno è ancora arrivato a liberare la vera forza dell’atomo, a carpire tutto il suo potenziale nascosto. La genesi e la natura della sostanza cosmica fondamentale rimane ancora un mistero (energia-materia oscura). Del divenire atomico-quantistico si conosce ancora ben poco.

Lo spirito impiega la sostanza originale per esprimersi e cristallizzarsi in forme, seguendo un piano e un’idea ben precisa. Nella materia prende forma il piano creativo dello spirito. Vari e antichissimi insegnamenti designano questa sostanza come “acqua viva”. Nettuno, il Dio dell’acqua viva, armato di tridente, simbolo della trinità creatrice, sorge dalle acque originali come iniziatore dello stato divino.

Quando una certa massa di materia originale, in cui tutti gli elementi sono presenti, comincia a concentrarsi e comprimersi, è la genesi di un cosmo planetario, secondo il piano della creazione. Nel nucleo ha luogo un’enorme esplosione che sprigiona energie molto intense. Ha luogo una rotazione, varie interazioni si manifestano tra materia e gas, forme e poteri. La sorgente di energia del cosmo-pianeta è alimentata dall’esterno attraverso il polo nord mentre l’energia-materia sfruttata e degradata è espulsa attraverso il polo sud. Il motore planetario è continuamente alimentato dall’esterno, mentre al suo interno si verifica la fissione degli atomi. Numerose correnti vitali, tanto subumane quanto sovrumane, partecipano attivamente all’opera, partendo dal centro della Terra verso l’esterno, su diversi livelli o strati.

Tutte queste forze ed energie derivano dalla liberazione delle due energie opposte dell’atomo, che in origine formano insieme una duplice unità cosmica. Dalla divisione-scissione dell’atomo-scintilla divino si liberarono forze straordinarie: quando le due energie opposte collaborano in reciproca armonia, corrispondo simbolicamente all’albero della vita, quando agiscono separatamente, all’albero della conoscenza del bene e del male. La duplice unità perfetta dell’ “albero della vita” corrisponde al regno dei cieli, ovvero la totalità, l'unità, la beatitudine, in cui viveva l’umanità originale. La scissione o separazione dell’albero della conoscenza del bene e del male corrisponde al Regno di Satana, in cui vive l’umanità attuale.

Come Salomone, che per erigere il tempio divino chiese l’aiuto del maestro costruttore Hiram Abiff, così gli uomini religiosi, prigionieri del Regno di Satana, della carne e del sangue, devono accettare l’aiuto degli uomini trasfigurati, i mutanti (alieni in alias terras), che conoscono il segreto per costruire il vero tempio. L’obiettivo, per tutti, è quello di realizzare una unione, o ri-unione, diretta e cosciente, con l’energia cristica, senza alcun intermediario, liberi da ogni autorità esteriore, come il Buddha seduto immobile sotto l’albero di loto.

Nuovi metodi magici sono necessari per isolare gli elementi malefici e anticristici. La venuta del Cristo, con la distruzione del tempio esteriore, ha posto l’umanità davanti ad un compito del tutto nuovo. Ha mostrato come il tempio debba prima essere demolito e poi ricostruito in noi stessi.
È uno scontro, una guerra, tra arti magiche, tra religioni, tra impulsi cristici e anticristici, tra maghi veri e presunti, falsi profeti e autentici illuminati. Una guerra tra feste e riti che inducono negli officianti stati di trance negativi (i metodi primitivi dei missionari, con i loro battesimi e le comunioni di massa, le processioni, le liturgie, i rave), oppure guidano il risveglio (la magia liberatrice che si fonda sulle qualità interiori).

“Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa è la Via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta ed angusta la Via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!” (Mt.7,13-14)

Esistono al mondo milioni di uomini che dicono di essere cristiani, esistono pensieri e filosofie eccellenti, idee meravigliose di cui estasiarci, biblioteche piene di libri. La sapienza universale è oggi alla portata di tutti grazie ai personal computers e a Internet. Eppure, ancora non riusciamo a trasformare questo mondo in un paradiso. Perché? Perché Satana continua a spadroneggiare?

Si tratta di attuare una demolizione e una ricostruzione, un declino ed una ascesa, un annientamento, attraverso la morte secondo natura, e una resurrezione, nella natura divina. Attraverso il declino della coscienza dialettica, la “natura del peccato”, rendere possibile l’ascensione al piano divino.

Tutto ciò che è presente nello spirito deve manifestarsi nella materia. Tutto ciò che si manifesta nell’uomo e nella donna, sul piano della coscienza, dell’anima e del corpo, riflette le differenze sia spirituali che materiali. Gli archetipi, ovvero le matrici spirituali alla base della nostra triplice manifestazione, sono differenti per l’uomo e per la donna, e si manifestano nelle differenze organiche e psichiche, così come nei piani monadici e divini. L’essere-uomo e l’essere-donna sono destinati dai piani del creatore ad una collaborazione armoniosa, libera e spontanea. Solo insieme possono realizzare il completamento, l’unione tra volontà e sentimento, mente e cuore, duro e tenero, maschio e femmina, e condurre l’umanità ad una totale liberazione. Quel “due in uno” cosmico che solo nel matrimonio potrà dirsi compiuto. L’uomo è il pensatore, la donna l’animatrice. L’uomo - “manas” - riflette la magnificenza dell’intelletto divino (nous, anima mundi). La donna riflette la magnificenza della Madre Terra. Dall’unione dell’uomo e la donna si manifesta la duplice unità della unyo mistica, dello stato di perfezione non-duale, tanto nell’universale quanto nel particolare, “così in basso come in alto”.

L’uomo e la donna, uniti in un solo corpo, in un divenire di mutua collaborazione, sono un solo essere e una comunità di esseri, come fu in origine. Solo quando un uomo o una donna riconosce l’altro in un sacro vincolo d’amore assolutamente puro, la luce torna ad ardere nel cuore e in lui e lei si desta dal sonno dell’oblio dialettico il pre-ricordo. Che, nel Regno di Satana, giace in profondità, sempre più corrotto e soggiogato.

Solo un cambiamento fondamentale nell’anima e nella mente degli uomini e delle donne permetterà di ritrovare la via della giusta collaborazione.

L’ordine dialettico, mantenuto dal movimento degli opposti, è preda di Satana, con tutte le più sinistre conseguenze, che ci trascinano verso un nadir sempre più profondo. Se l’umanità sarà abbandonata al suo destino, gli impulsi anticristici trionferanno e Satana potrà festeggiare la caduta abissale definitiva.

Solo un immenso lavoro di distruzione e ricreazione potrà innescare la rivoluzione cosmica in grado di salvare l’umanità.

In un passaggio del Corpus Hermeticum, una collezione di testi esoterici che hanno formato le basi per lo sviluppo in Europa degli studi magici, alchemici e gnostici, la "mente rivelata" dice a Hermes Trismegistus: "Se riuscirai ad abbracciare nel tuo pensiero ogni cosa simultaneamente, tempi, luoghi, sostanze, qualità, quantità, allora conoscerai DIO".

“Nel corso dei prossimi tre millenni l’esperienza di Paolo a Damasco si ripeterà per un numero molto più grande di individui. Ciò significa che negli uomini si svilupperanno nuove facoltà che consentiranno loro di percepire soprasensibilmente il Cristo come figura eterica”.

Da essere cosmico che era, insegna la scienza antroposofica di Rudolf Steiner, l’uomo si è fatto essere terrestre. Ma grazie all’impulso cristico, l’uomo potrà tornare a riscoprire la sua dimensione perduta.

«In principio era il Logos e il Logos era presso Dio e Dio era il Logos Questi era in principio presso Dio. Tutto è venuto ad essere per mezzo di Lui, e senza di Lui nulla è venuto ad essere di ciò che esiste. In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini e questa luce splende ancora nelle tenebre poiché le tenebre non riuscirono ad offuscarla» (Giovanni 1:1-5). 

“La missione delle forze michaelite entro il nostro tempo dominato da Ahrimane e dalla materia è guidare l’intelligenza umana a riconoscere il Logos che vive nell’Io di ogni uomo, affinché questi possa dire, come l’apostolo Paolo, non io ma il Cristo in me” (Galati, 2, 20).

Storia Della Morte Di Dio

STORIA DELLA MORTE DI DIO (parte 2)

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