Post in evidenza

Robot Apocalypse

Professor Stephen Hawking has pleaded with world leaders to keep technology under control before it destroys humanity.

lunedì 21 luglio 2008

INTELLIGENZA COLLETTIVA 5

L'umanità intera diventerà presto un gigantesco cervello, i cui neuroni saranno collegati dai MIDs (Mobile Internet Devices).

Secondo Kevin Kelly, il fondatore di Wired, il prossimo stadio dell'evoluzione sarà quello dell'integrazione tecno-biologica, uomo-macchina, che darà vita ad un "super-organismo" perennemente interconnesso: PC, Cellulari, Palmari, ecc., tutti i dispositivi mobili collegati a Internet diventeranno i componenti di una "Macchina Unica", provvista di un numero di transistor milioni di volte più grande di quanti neuroni ci sono nel nostro cervello, che crescerà a ritmi più rapidi di quelli della legge di Moore.

Ogni secondo, il "Computer Planetario" sarà attraversato da un ammontare di dati pari all'intera Libreria del Congresso. Il suo Sistema Operativo sarà il World Wide Web, il software sarà scritto collettivamente online.

Entro il 2040, svilupperà una capacità di calcolo superiore a quella dei 7 miliardi di cervelli viventi fino a creare una singola sfera di intelligenza.

Il 25% del pianeta sarà connesso a Internet entro il 2012, secondo uno studio di Jupiter Research, con una maggiore tasso di crescita in aree come Cina, Russia, India e Brasile.

Gli utenti di questi paesi saranno in grado di comprendersi vicenda grazie ai prossimi futuri sviluppi dei sistemi automatici di traduzione simultanea, come il software di Language Weaver, in grado attualmente di tradurre tra 2.000 e 5.000 parole al minuto con una singola CPU mediante specifici algoritmi, o il sistema Hybrid Machine Translation (HMT) di AppTek, che integra alla processione dei dati statici anche quella basata sulle regole linguistiche.

IBM ha sviluppato un programma che traduce trasmissioni televisive arabe e cinesi in inglese che viene utilizzato da Critical Mention, una compagnia che vende informazioni ad altre compagnie. Big Blue, inoltre, partecipa insieme a BBN Technologies e SRI International, al programma "Spoken Language Communication and Translation System for Tactical Use" (TRANSTAC), a cura della Defence Advanced Research Projects Agency (DARPA). Mentre la SRI ha venduto 150 mcchine al governo americano da usare in Iraq, IBM ha fonito alle truppe mille dispositivi provvisti di MASTOR, il suo traduttore automatico multilingua in grado di tradurre decine di migliaia di parole dall'arabo iraqeno all'inglese americano.

Sono programmi che non richiedono uno speciale hardware. Il programma Iraqcomm di SRI gira su Windows XP e può essere installato facilmente sui potatili in dotazione alle truppe. È basato su modelli statistici che riconoscono determinate sequenze di parlato, filtrano tutti i suoni che non costiutiscono linguaggio e predicono la parola successiva in una frase, appoggiandosi ad un database di frasi conosciute.

Questi modelli sono realizzati studiando come le persone usano il linguaggio e come differenti persone traducono la stessa frase. Una volta che il parlato viene riconosciuto, il programma Iraqcomm program usa diversi per ccercare di tradurlo propriamente, applicando anche regole logiche. Alcuni sistemi visualizzano la frase tradotta sullo schermo, altri possono anche pronunciarla così che i soldati possono udire la traduzione mentre guardano la persona con cui stanno parlando.

Un accordo stipulato tra il Department of Energy (DoE) americano, che già dispone di alcuni dei supercomputer più veloci, e gli istituti di ricerca Sandia e Oak Ridge, punta, nel giro di dieci anni, a sviluppare un supercomputer con potenza di calcolo di un exaFLOPS, migliaia di volte superiore a quella del sistema attualmente più veloce al mondo (il primo supercomputer da 1 teraFLOPS, dismesso nel 2006, nacque proprio nei laboratori di Sandia, quasi 12 anni fa).

Nel frattempo, da qui al 2018, la sfida si giocherà sui sistemi con potenza nell'ordine dei petaFLOPS. Per il momento, l'unico ad aver raggiunto questo traguardo è il "BlueGene/P" presentato da IBM nel giugno dello scorso anno.

Secondo i progettisti, nello sviluppo di supercomputer mille volte più veloci del BlueGene/P, la sfida sarà costituita dai consumi energetici, dato che con le attuali tecnologie un mostro del genere assorbirebbe circa 100 megawatt, una potenza equivalente a quella erogata da una piccola centrale termoelettrica.

"È assolutamente necessario ridurre drasticamente l'assorbimento energetico, altrimenti nessuno sarà in grado di utilizzare un supercomputer di questo tipo", ha spiegato Sudip Dosanjh, a capo del progetto del Sandia.

Il crescere della potenza di calcolo, e dei processori utilizzati, porta con sé anche un altro problema: l'affidabilità. Oggi, gli esperti stimano che un computer da un exaFLOPS funzionerebbe poco più di 10 minuti prima di soffrire di un guasto. Serviranno nuove tecnologie di controllo, interconnessioni più veloci e quantità spropositate di memoria, sia volatile che di massa.

Gli interessi in gioco sono enormi: la capacità di calcolo dei supercomputer, ovviamente ripartita in modo assai differente tra nazione e nazione, viene in genere utilizzata nel campo della ricerca scientifica e militare, della meteorologia, dell'analisi finanziaria e della progettazione.

Il futuro degli arti prostetici è il controllo mentale.

Il "Neuro-Controlled Bionic Arm", un impianto neuro-prostetico prodotto dal Rehabilitation Institute di Chicago, è il primo braccio artificiale che si collega direttamente al sistema nervoso. Funziona con elettrodi impiantati nella pelle uniti ai residui nervosi del vecchio braccio organico e collegati ad un computer che comanda sei motori in grado di muovere all'unisono spalla, gomito e mano del dispositivo. Grazie ai sensori posti sulla mano, è possibile anche calibrare la pressione e la presa.

Il prototipo, del peso di 5.5 chilogrammi, soffre ancora di problemi come la scarsa velocità e la durata.

Scienziati della University of Michigan stanno lavorando a degli impianti neurali basati su rivestimenti polimerici conduttivi in grado di limitare i danni provocati dall'innesto e migliorare le funzioni cerebrali sul lungo termine.

L'uso di dispositivi impiantati chirurgicamente nel cervello o in altre parti del sistema nervoso sta crescendo rapidamente. Gli impianti cocleari, per le persone sorde, e la "deep brain stimulation", che allieva i sintomi del morbo di Parkinson, per esempio, sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA). Entrambi funzionano stimolando le cellule nervose mediante elettrodi impiantati. Sono inoltre in fase di sviluppo dispositivi che registrano e traducono l'attività neurale per le persone colpite da paralisi.

Ma mentre cresce l'uso degli impianti neurali, cresce anche la preoccupazione per i danni che questi dispositivi possono provocare ai tessuti neurali. L'inserimento di elettrodi metallici rigidi nei tessuti soffici può causare varie infiammazioni, danneggiare o uccidere i neuroni e provocare la formazione di una cicatrice intorno al metallo.

Il gruppo di David Martin, uno degli scienziati, esperto in materiali, che ha condotto la ricerca, ha provato a rivestire gli elettrodi con un polimero conduttivo sviluppato originariamente per dispositivi elettronici, come LEDs organici e cellule fotovoltaiche. Il rivestimento aumenta l'area di superficie dell'interfaccia bio-metallica migliorando la performance dell'elettrodo. "Con una più ampia area di superficie, si può trasmettere corrente più efficacemente", spiega Douglas McCreery, direttore del Neural Engineering Program all'Huntington Medical Research Institute di Pasadena, in California, "evitando il rischio di innescare reazioni elettrochimiche pericolose per il tessuto circostante".

Il team ha depositato elettrochimicamente il polimero nell'elettrodo, come si fa per cromare il paraurti delle automobili, e poi ha "pepato" il materiale con una leggera quantità di un altro polimero, in modo da indurre il polimero conduttivo a formare una grana pelosa lungo il metallo. L'approccio è stato quello di imitare la natura: i numerosi piccoli alveoli dei polmoni, ad esempio, aumentano la propria superficie per facilitare lo scambio di ossigeno tra aria e sangue. Per inibire eventuali reazioni infiammatorie, sono infine ricorsi a nanofibre munite di farmaci a rilascio controllato.

Il problema degli impianti in generale, specie di quelli che registrano l'attività ceebrale, è l'affidabilità sul lungo termine. "La qualità di registrazione deteriora nel tempo insieme agli elettrodi", dice Andrew Schwartz, un neuroscienziato della University of Pittsburgh.

L'obiettivo ambizioso di Martin, che assieme ad ex membri del laboratorio della Michigan ha fondato una compagna, la Biotectix, proprio per commercializzare i materiali sviluppati dal suo gruppo, è di riuscire ad integrare completamente gli elettrodi con il tessuto organico facendo crescere il rivestimento polimerico dopo aver impiantato l'elettrodo. Finora, si è riusciti a far crescere il polimeo in un pezzo di tessuto muscolare e di corteccia di topo.

Secondo Peter Voss, uno dei pioniei degli studi di Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence), in particolare dell'Artificial General Intelligence (AGI), a cui la sua compagnia, la Adaptive AI, si sta dedicando da qualche decade, mediante l'integrazione uomo-computer, l'AI raggiungerà molto presto il livello di quello umana.

"Credo che non ci voprranno più di dieci anni", ha detto Voss in un intervento vocale su Internet, "forse anche meno, cinque anni". Secondo l'esperto, ci sarà un effetto a cascata. "Lo svilluppo di una AGI effettiva consentirà una accelerazione dello sviluppo nanotecnologico, della ricerca medica, ridurrà i costi di produzione di ogni sorta di merce, comprese quelle alimentari, e aiuterà ad affrontare i più gravi problemi ambientali".

"Una volta che arvemo macchne intelligenti come gli umani potremo impiegarle per aiutarci a sviluppare altre tecnologie. Le cose accadranno molto in fretta... ma è impossibile predire con esattezza ciò che accadrà".

La Emotiv Systems, tra i pionieri nello sviluppo della tecnologia Brain Computer Interface (BCI), ha lanciato "EPOC", una nuova tecnologia di interfaccia tra computer e cervello: una "neurocuffia" wireless, da indossare proprio come una normale cuffia, in grado di individuare pensieri, espressioni e emozioni, monitorando l'attività dei segnali elettrici del cervello.

L'IBM si è mostrata molto interessata, annunciando che esplorerà la tecnologia insieme alla Emotiv per guardare oltre al mercato dei videogames anche a quelllo dei mondi virtuali, cercando di rendere questi ambienti più personali, intuitivi, immersivi e realistici. Senza tralasciare tutti quei settori come l'educazione, il training, lo sviluppo, il design, che già utilizzano la realtà virtuale.

"L'uso della tecnologia BCI appresenta un potenziale passo in avanti nello sviluppo di interfacce uomo-macchina per aumentare le possibilità di interazione", ha detto Paul Ledak, vice presidente di IBM Digital Convergence.

La tecnologia BCI funziona processando l'attività elettrica neurale individuale e mandando i risultati in ingresso ad un computer che può in qualche modo interpretare pensieri, espessioni, emozioni ed associarli ad una applicazione software.

EPOC è in grado di rilevare più di 30 diverse espressioni e emozioni, tra cui: eccitamento, meditazione, tensione, frustrazione, sorriso, risata, strizzata d'occhio, smorfia, rabbia ecc. Inoltre, azioni cognitive come spinta, trazione, salita, caduta, rotazione, e anche una categoria di azione completamente nuova basata sulla visualizzazione, come la capacità di far scomparire gli oggetti.

EPOC incorpora anche un giroscopio che consente di controllare una camera o il cursore con i movimenti della testa.

Il noto futurologo Ray Kurzweil, prevede che i nanocomputers molecolari, delle dimensioni di una cellula sanguigna, creeranno delle realtà virtuali super-immersive entro il 2033.

"Entro i prossimi 25 anni", dice Kurzweil, "ci sarà un incredibile aumento del rapporto prezzo-prestazioni in campo informatico, al punto che il mondo virtuale entrerà in competizione con quello reale".

"Già oggi", continua Kurzweil, "è possibile inserire nel cervello un micro-computer per combattere il morbo di Parkinson rimpiazzando i neuroni distrutti dalla malattia. Nel prossimo futuro avremo computer bionanotecnologici che viaggeranno all'interno del nostro corpo per monitorare il nostro stato di salute e all'interno del nostro cervello per espandere la nostra intelligenza, producendo una full immersion di realtà virtuale dall'interno del nostro sistema nervoso".

Nel romanzo "Rolling Thunder", dello scrittore John Varley, tutti hanno un impianto cerebrale che chiede informazioni a Google costantemente.

Un "innesto-Google" può lavorare in molti modi: con la tecnologia che abbiamo nel 2008, la gente potrebbe indossare un'interfaccia come la neurocuffia venduta da Emotiv, e usarla per controllare il cursore su un computer indossabile. Niente roba nella testa, ma il sistema risponderebbe comunque agli impulsi del nostro cervello.

In "Raimbows End", Vernon Vinge ipotizza un Google che risponde tramite un'interfaccia ai nostri piccoli movimenti del corpo e restituisce i risultati della ricerca su speciali lenti a contatto.

Queste tecnologie consentiranno di espandere il nostro "meatware", dandoci ad esempio l'abilità di ricordare diversi dettagli di una persona o di un argomento nel corso di una conversazione, così che sia possibile verificare all'istante quello che il nostro interlocutore sta dicendo, di avere sempre a disposizione le mappe di tutto il mondo, di conoscere all'istante quali film sono in uscita, le notizie dell'ultim'ora, le più recenti quotazioni di mercato, ecc., cioè l'accesso istantaneo ad una mole di dati virtualmente infinita e a tutta una serie di servizi software che faciliteranno le operazioni di ricerca, selezione, collegamento, scelta, tutto quello che fa normalmente l'intelligenza.

La grande opportunità che ci offrirà il "World Wide Brain", il cervello globale interconnesso, è quella di abbandonare la modalità del pensiero freddo e razionale, che possiamo demandare alla macchina, e dedicarci completamente a quella del pensiero intuitivo, emotivo, creativo, ad espandere la coscienza collettiva, a trasformare l'esistenza in un'opera d'arte, come avevano profetizzato le avanguardie del Novecento.

Con uno sguardo più critico e realista, occore considerare anche gli effetti catastrofici: il sovraccarico informativo (information oveload), che rischierà di mandare in tilt il "sistema"; la perdita di flessibilità del nostro cervello, che a lungo andare potrebbe soccombere all'invasione delle protesi inorganiche; le nuove possibilità che si apriranno per i pirati neuro-informatici di introdursi nel sistema o di sabotare le interconnessioni.

In generale, la realtà reale rischierà di venire del tutto fagocitata da quella virtuale, con gravi scompensi nella psiche degli individui, fino alla totale perdità del senso di realtà.

Più che un nirvana cibernetico, ciò che ci aspetta è una "cyber-war" o "info-war" senza esclusione di colpi, che tutti dovremo combattere.

Jupiter Research

Language Translation Software

TRANSTAC

MIT Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory

Rehabilitation Institute of Chicago

Deep brain stimulation - Wikipedia

Huntington Medical Research Institutes

Biotectix

Emotiv Systems

IBM Digital Convergence

Adaptive AI

Intelligenza collettiva

Intelligenza collettiva 2

Intelligenza collettiva 3

Future shock (parte 1)

Future shock (parte 2)

Future shock (parte 3)

Out of control

Cyber war

Cyber war 2

Info war 2.0

Info war 2.0 (parte 2)

Giornalismo OPEN SOURCE 2.0

Buon compleanno Internet

L'uomo macchina (parte 1)

L'uomo macchina (parte 2)

Neuro-informatica BrainGate

Neuro-informatica update

Interfaccia cerebrale

Interfaccia cerebrale II

Real Matrix

Brain Box

Neuromarketing e neuroetica

Oltre la legge di Moore 2

Rainbows end

Revenge of the right brain

Information overload

Neuropunk

L'insegnamento di Sri Aurobindo

Unus mundus

PORNO CYBORG

LA GUERRA DEI MONDI 8

FUNNY GAMES

INTELLIGENZA COLLETTIVA 4

VIAGGIO ALLUCINANTE


Posta un commento
Share/Save/Bookmark
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Ratings by outbrain

PostRank