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venerdì 25 gennaio 2008

UNIVERSO INFO-PLATONICO

L'idea che l'universo sia una gigantesca realtà virtuale è stata largamente sviscerata dalla fantascienza. Nel film "Matrix", ad esempio, basato sull' "allucinazione consensuale" (il ciberspazio) descritta da William Gibson in "Neuromancer". Uno scienziato della Nuova Zelanda, Brian Whitworth, della Massey University, ha rilanciato la discussione dicendo che la scienza dovrebbe prendere più sul serio questa possibilità. Secondo Whitworth, è perfettamente ragionevole ipotizzare che "il mondo sia una simulazione informatica che gira su uno schermo spazio-temporale tridimensionale".

Sebbene azzardata, tale ipotesi non è poi tanto più assurda di molte teorie della fisica moderna, come ad esempio quella dei "molti mondi" (universi paralleli, ndr) relativa alla meccanica quantistica. Ma come facciamo a scoprire se è vera? Whitworth dice che se la realtà è qualcosa che non può essere programmata, atraverso i processi di elaborazione dell'informazione, allora non può essere virtuale. Ma se invece lo fosse? Allora Dio sarebbe un "immenso" ingegnere del software, o il software stesso. Whitworth suggerisce alcuni modi in cui i fenomeni associati alla relatività e alla meccanica quantistica possono essere spiegati in termini di Realtà Virtuale: ad esempio, il Big Bang può essere spiegato come un "Big Boot", una serie di programmi entrati contemporaneamente in funzione come quelli che agiscono all'avvio di un computer. "La moderna scienza dell'informazione può spiegare proprietà fisiche come lo spazio, il tempo, la luce, la materia, il movimento in termini di processi informatici. Un tale approccio può riconciliare la relatività, i processi che creano lo spazio-tempo, con la meccanica quantistica, quelli che creano energia e materia".

Nel 2004, Martin Rees, professore di astronomia all'università di Cambridge, nonché membro della prestigiosa Royal Society inglese, in un articolo del Sunday Times, aveva sostenuto che "nei prossimi decenni i computer saranno in grado di simulare non soltanto dinamiche molto semplici, bensì interi mondi completi di ogni dettaglio. Possiamo immaginare computer capaci di simulare universi tanto complessi quanto quello in cui ci troviamo". Il fisico australiano Paul Davies, in una intervista al "Sydney Morning Herald", ha raccontato come la scienza "stia tentando ciò che si è potuto vedere in Matrix: vivere in una simulazione".

Il filosofo Nick Bostrom, tra i fondatori del transumanesimo, nel 2003 ha pubblicato uno scritto, "Are you living in a computer simulation?", in cui sostiene che l'universo potrebbe essere una mega-simulazione informatica, basata su una tecnologia super avanzata raggiunta da qualche civiltà, che contiene individui dotati di intelligenza artificiale. I teorici Bruno Marchal e Russel Standish dicono che se la coscienza è computabile, cioè il prodotto di processi di informazione - teoria derivata dal "realismo matematico", conosciuto anche come "platonismo matematico", secondo cui le entità matematiche esistono indipendentemente dalla mente umana, similmente alle immutabili idee platoniche - allora tutte le coscienze sarebbero dentro una simulazione. E in una sorta di "paradiso platonico" vi sarebbero tutti gli algoritmi (platonici) che generano l'universo e implementano le coscienze.

David Bohm, celebre fisico dell'Università di Londra, sosteneva la non-esistenza della realtà oggettiva: nonostante la sua apparente solidità, l'Universo sarebbe in realtà un fantasma, un gigantesco ologramma, o meglio "olomovimento", splendidamente dettagliato. Secondo quello che è stato chiamato il "paradigma olografico", così come sostenuto dalle religioni e dalle filosofie orientali, il mondo materiale è una illusione: noi stessi non siamo altro che porzioni indivisibili di un super-ologramma in cui tutto è infinitamente interconnesso.

Siamo però nel campo della pura speculazione filosofica. Molti fisici rifiutano queste teorie in base al "rasoio di Occam": sono valide solo le teorie più semplici che si adattano ai fatti.

http://www.simulation-argument.com/


Electro wormhole


Universo quantistico (parte II)


Creazione senza Dio







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SUICIDI VIA INTERNET 2.0

24 gennaio 2008

Sette giovani si sono tolti la vita in un anno in alcune piccole città del Galles del Sud. Nella polizia di Bridgend cresce il terribile sospetto che i ragazzi abbiano deciso di uccidersi facendo un "patto" suicida su internet.

L'ultima vittima è la diciassettenne Natasha Randall. La ragazza è stata trovata morta la scorsa settimana nella casa di famiglia a Blaengarw, vicino Bridgend. Il giorno dopo, altre due ragazze hanno tentato il suicidio senza successo.

Dei sei ragazzi che si sono tolti la vita, impiccandosi, nell'ultimo anno, alcuni avevano pubblicato i propri profili sullo stesso sito internet, un social network frequentato dagli adolescenti britannici. Dopo ogni morte, sul sito sono comparsi epitaffi in stile SMS. Prima di morire, Natasha aveva postato on-line dei messaggi in memoria di Liam Clarke, ventenne trovato morto in un parco di Bridgend lo scorso 27 dicembre: «RIP (riposa in pace), caro Clarky! Mi mancherai. Ti voglio bene». Liam era amico di un'altra vittima, il coetaneo Thomas Davies, che si era tolto la vita due giorni dopo il funerale di David Dilling, altro ragazzo suicidatosi.

Dopo questa serie di suicidi molti ragazzi hanno creato delle pagine web per rendere omaggio ai sei giovani. Due giorni dopo la morte di Natasha, altre due coetanee della stessa Bridgend hanno cercato di suicidarsi. Una di loro è tuttora in rianimazione. Tim Jones, sovrintendente della polizia di Bridgend, è convinto che tutti questi suicidi siano collegati tra loro. Potrebbe anche entrarci l' "effetto copycat".

La madre del ventenne Thomas Davies accusa Internet di alimentare un pericoloso senso di irrealtà: «Questi ragazzi non sanno comunicare i loro problemi con gli adulti. Devono poter parlare con qualcuno, anche solo per telefono. Invece passano ore davanti al terminale, o a mandarsi SMS».

Anche il padre di Liam Clarke teme che una trama ferale unisca queste morti: «Non sappiamo che cosa stia succedendo, è stranissimo che ci siano stati tanti suicidi a Bridgend. Non sappiamo se sia un culto sinistro o se si tratti di suicidi copiati, o se ci fosse un bizzarro patto suicida. Non abbiamo idea di che cosa pensasse Liam, siamo all'oscuro di tutto».


Nessuno ha ancora ricostruito la catena di autodistruzione che lega la prima morte di un diciottenne disturbato, Dale Crole, che era stato in riformatorio, a quella del suo migliore amico e coetaneo David Dilling, a quella del tranquillo Thomas Davies, ch si è ucciso dopo aver comprato il vestito per il loro funerale. Nessuno ha ancora capito che cosa c'entrino queste morti con il successivo suicidio di Zachary Barnes, un diciassettenne bravo e volonteroso, amico di Davies, e con quello di Liam Clarke, e con quello di Gareth Morgan, 27 anni e padre di una bambina di otto, che in città veniva considerato un gigante buono.


Anne Parry, dell'organizzazione «Papyrus» per la prevenzione del suicidio, dice: «Sono tre anni che ne parliamo. I social network di Internet possono essere particolarmente pericolosi. Possono dare molto appoggio ai giovani, ma possono anche fare l'opposto e alimentare sensazioni suicide».


Una portavoce del social network Bebo promette: «Collaboreremo con gli inquirenti e siamo impegnati a fornire ai nostri membri un ambiente online il più sicuro possibile».


COMMENTO:


Quanto riportato è cronaca. Personalmente, ritengo che il problema, ovviamente, non sia internet, che però contribuisce a diffonderlo. Mi chiedo cosa spinga così tanti giovani in tutto il mondo a toglersi la vita in questo modo. Comunque, è un segno dei tempi.



Suicidi via Internet

Tendenze suicide 6

Effetto copycat



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PROGETTO REALTA' SINTETICA

Due ricercatori, Seth Glodstein e Todd Mowry, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, hanno creato un nuovo materiale composto da microrobot chamati "atomi claytronici", da cui "claytronics", o "catomi" (catoms), in grado di auto-assemblarsi e formare macchine o meccanismi di pù larga scala. ll campo è chiamato anche "claytronica" ed è una branca dela scienza che studia la "materia programmabile", nel senso che questi micro-nanorobot potrebbero essere programmati per replicare qualsiasi oggetto, anche un essere umano, ottenendo le informazioni necessarie ad esempio da rappresentazioni virtuali degli originali su internet. Il chè aprirebbe la possibilità ad una sorta di teletrasporto virtuale.


Il progetto "Synthetic Reality" della Carnegie Mellon, in cui è coinvolta anche la Intel, descrive la claytronica come "un insieme di materiale che contiene sufficienti risorse locali per la computazione, l'attuazione, lo storaggio, l'energia, la percezione e la comunicazione".


“Il concetto alla base del nostro progetto è che delle macchine indipendenti di dimensioni nanometriche possono autonomamente riassemblarsi per assumere qualsiasi forma“, chiarisce il professor Jonathan Aldrich, membro del team, “se questa forma viene catturata in una postazione remota usando la tecnologia motion capture, allora i catomi possono riprodurre qualsiasi cosa si trovi in remoto, un fenomeno che chiamiamo telepresenza, che esiste in tre dimensioni e che può essere sentito e toccato, oltre che visto e udito”.


Non bisogna pensare ad una ricostruzione olografica, "perché un ologramma è tridimensionale, ma non è un oggetto fisico, mentre noi puntiamo a ricostruire un oggetto fisico, che si può toccare e non solo vedere. Quando, poi, gli oggetti fisici assumeranno, un giorno, anche la forma di una persona, allora dovremo pensare ad un robot che può cambiare forma e aspetto. Un obiettivo che sarà comunque raggiungibile non prima di vent'anni".


Aggiunge Goldstein: “L'assemblaggio claytronico è formato da unità individuali, i catomi appunto. Ognuno di questi contiene un processore che li può far muovere, attaccarsi con gli altri, mentre alcuni sensori gli permettono di dialogare fra loro. Ogni catomo è formato da tre piani, tre dischi verdi ognuno con funzioni differenti. Ad esempio, quello sulla sommità fornisce energia, in routing, alle altre parti. Il cilindro bianco contiene invece 24 elettromagneti che servono per muovere i catomi. Fino a oggi abbiamo realizzato catomi del diametro di 44 millimetri, ma stiamo lavorando per raggiungere dimensioni nanometriche. Quello che abbiamo in mente come obiettivo a breve termine, è di usare i catomi per materializzare il modello di qualcosa di semplice. Ad esempio, la struttura ingrandita di una proteina. O di un organo umano, durante un operazione chirurgica a distanza. Oppure il modello architettonico di una casa”.


Il problema principale riguarda il modo con cui alimentare i catomi, perché è complesso dare loro energia dall’interno. “Per questo si sta pensando ad una piattaforma esterna che induce corrente all’interno", spiega Babu Pillai della Intel. Per far muovere un oggetto bisognerà creare un’alimentazione variabile che induca i vari catomi ad assumere posizioni diverse in base alla quantità di energia che riceveranno.


Lo sviluppo degli studi claytronici apre una serie di scenari futuribili in ambito sia civile che militare. Si pensi solo alla possibilità che un’azienda faccia pubblicità ad un suo prodotto materializzandone in casa nostra una perfetta copia tridimensionale. Gli studiosi stanno pensando anche ai rischi connessi con queste ricerche: la creazione di realtà sintetiche a distanza, ad esempio, potrà dar vita a nuove forme di hacking, visto che a guidare gli assemblaggi claytronici sarà una connessione Internet. I pirati elettronici potrebbero un giorno sbizzarrirsi in intrusioni di nuovo tipo, cambiando forma a oggetti tele-ricostruiti.


Claytronics - Carnegie Mellon University

Electro wormhole

I primi robot replicanti

DNA-computer auto-assemblanti

Atomi artificiali

Metamateriali

L'invasione dei nanocosi








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VIAGGIO ALLUCINANTE Storia della Nanotecnologia

[...] La nanotecnologia - l'ingegneria su scala atomico-molecolare, nell'ordine dei nanometri - rappresenta l'ultima grande rivoluzione industriale, perché consente di modificare i mattoni fondamentali della materia, gli atomi, allo scopo di creare nanoprodotti con proprietà uniche (ad esempio rossetti più lucidi e duraturi, creme abbronzanti più potenti, vetri autopulenti, camicie che non debbono essere stirate, palle da golf e da tennis super-resistenti), oppure di modificare le cellule, le molecole di DNA, le proteine, gli enzimi (tutti esempi di nanomacchine naturali) per creare dispositivi bio-nanotecnologici (la NASA ad esempio ha in progetto un bio-nanorobot composto da nanotubi al carbonio e biosensori per l'esplorazione di Marte, mentre nel campo della nanomedicina si sperimentano dispositivi molecolari a base di DNA, proteine e molecole organiche per la cura del cancro). Sono in via di sperimentazione anche nanocomputers quantistici, basati sulla capacità degli atomi di memorizzare informazioni quantistiche, e nanocomputers biologici, basati sulla capacità delle basi del DNA di codificare informazioni.

Tutto questo però comporta anche gravi rischi, perché il mondo subatomico è regolato da relazioni molto complesse, altamente instabili, e in parte ancora sconosciute. Come nel caso dell'ingegneria genetica, c'è il pericolo di innescare reazioni tossiche e mutazioni incontrollabili. Qualcuno ha perfino prospettato l'avvento di orde di nano-robots intelligenti in grado di auto-replicarsi e di minacciare la sopravvivenza dell'umanità. Eppure, non esiste ancora una regolazione globale del settore, mentre piovono gli investimenti in tutto il mondo.

Siamo ormai arrivati al punto di oltrepassare i confini tra scienza e fantascienza, in un regno postumano di possibilità infinite, e di "fantastici" rischi. Di fatto, siamo partiti per un nuovo viaggio allucinante, nel mondo dell'infinitamente piccolo, là dove nessun uomo è mai giunto prima... [...]

INDICE
INTRO ORIGINI DELLA NANOSFERA Lost City Alieni Terrestri Origini della Nanoscienza Buckyballs from Outer Space Le Proprietà delle Buckyballs UNO SGUARDO ALLA NANOSFERA La Nanosfera Nano-fiori La Quarta Dimensione Viral Cinema Uno Sguardo alla Nanosfera Nano-farfalle Nascita di una Nanostruttura Nano-imaging Uno Sguardo alla Nanosfera 2 Uno Sguardo alla Nanosfera 3 Oltre la Nanosfera Nanomandala FANTASTIC VOYAGE Nano-spider Nano-car Nano-machine RNA Artificiale Doctor DNA DNA-computer Auto-assemblanti Nano-robot Nano-robot per Marte Nano-virus Fantastic Voyage L’Invasione dei Nanocosi Fantastic Voyage II Fantastic Voyage III Fantastic Voyage IV Nano-machine II Sunny un Nanomotore Solare L’Invasione dei Nanocosi II Nanotransistor Fluido Doctor DNA 2 Fantastic Voyage V Nanomedicina Fantastic Voyage VII NANO-GLOBALIZZAZIONE La Legge di Moore Nanoelettronica (oltre la Legge di Moore) Dal Micro al Nano Nano-tetrapodi Produzione di Nanomassa Nano-golf Nanotessuti autopulenti Nano-fotonica La Corsa ai Chips Fotonici Nano-microbi Nano-materiali Nanotubi Solubili Nanochips Auto-assemblanti Nano-visioni Nano-internet Nano-alieni Nanotubi più Usabili Oltre la Legge di Moore La Guerra dei Nanometri Centro Nanoelettronico La Guerra dei Nanometri 2 Nano-software La Guerra dei Nanometri 3 Nano-memorie La Guerra dei Nanometri 4 Nano-chip Molecolare Nano-energia Nano-magneti Nano-globalizzazione Nano-globalizzazione 2 La Guerra dei Nanometri 5 Nano-globalizzazione 3 Nano-globalizzazione 4 Nano-globalizzazione 5 La Guerra dei Nanometri 6 Nano-globalizzazione 6 Metamateriali La Guerra dei Nanometri 7 Oltre la Legge di Moore 2 COMPUTER QUANTISTICI Computer Quantistico Teletrasporto Quantistico Chip Atomico Computer Quantistici L’Anti-transistor Atomi Artificiali Circuiti Quantistici Contratto Quantistico Spintronica Nanocomputer Quantistici Impatto Quantistico Foto-Quantistica Nano-interazioni L'Anno del PC Quantistico Quantum Chip Teletrasporto Quantistico 2 Computer Quantistici 2 PC Pseudo-quantistico Teletrasporto Quantistico 3 Computer Fotonici Comunicazione Quantistica Effetto Quantistico Quantum Punk NANO-APOCALYPSE Principio di Precauzione Brain Damage Nanocatastrofi Nanocatastrofi: parla il Principe Nanofabbrica e Nanocatastrofi Nano-coalizione Nanocatastrofi 2 Le Buckyballs Deformano il DNA Nanocatastrofi 3 Fuori Controllo Nanopunk Nano-inquinamento Nano-insicurezza Nano-insicurezza 2 Nano-inquinamento 2 Nanopunk 2 Nano-insicurezza 3 Nano-azzardo Nano-inquinamento 3 Nano-insicurezza 4 Nano-inquinamento 4 Nano-etica Nano-regulation Nano-etica 2 Nanopunk 3 NANO-GLOSSARIO






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