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Some of the world’s leading robotics and artificial intelligence pioneers are calling on the United Nations to ban the development and us...

lunedì 20 luglio 2009

LA GUERRA DEGLI OGM 6

Quattro ettari di campi coltivati con sementi non certificate provenienti dalla Cina e con caratteristiche genetiche sconosciute sono stati sequestrati a Prato, da uomini del Corpo forestale dello Stato e del nucleo agroalimentare, durante l’operazione chiamata “Horti cinesi”.

Soddisfazione è stata espressa dal Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Luca Zaia. "Avevo annunciato che la fase 2 della tolleranza zero - ha detto - avrebbe portato ad un aumento delle attività di intelligence e controlli e a risultati importanti per continuare a tutelare la salute dei cittadini. Ieri è stata bloccata una vasta area coltivata a cielo aperto con sementi provenienti dalla Cina con caratteristiche genetiche non chiare. Per di più i campi erano irrigati con acque non controllate. Un danno non solo alla salute, ma anche all'ambiente".

"Il particolare grave è che queste sementi vengono introdotte nel nostro territorio direttamente dai cittadini cinesi in occasione dei loro viaggi in patria all'interno di bagagli personali, eludendo i controlli doganali. I nostri sforzi in questa nuova fase - ha continuato Zaia - dovranno essere sempre più rivolti a contrastare l'arrivo dall'estero di tutti i prodotti contraffatti che non hanno nulla a che vedere con il nostro ricchissimo patrimonio agroalimentare, tutelando così sia il duro lavoro dei nostri agricoltori, sia la salute degli italiani".

L'operazione “Horti cinesi” fa seguito ad un'altra operazione effettuata sempre a Prato nei mesi scorsi in tre ditte di cinesi che gestivano attività di coltivazione di ortaggi. Nelle due operazioni sono stati ispezionati circa 13 ettari di terreni coltivati a orti, sequestrate 550 buste di semi e 40 chili circa di sementi di varie specie vegetali. Le colture sottoposte a sequestro dalla Forestale - afferma il Ministero - "sono causa di inquinamento genetico e biologico delle specie alimentari nostrane con il rischio per la biodiversità alimentare nazionale e alterano le regole di corretta concorrenza del mercato in quanto i prodotti sono immessi nei mercati locali".

Prato, sigilli a campi coltivati con Ogm Nuova Ecologia 10 luglio 2009

Con un comunicato ufficiale, la Planning Commission indiana, il più alto organo consultivo del governo, ha bocciato gli OGM.

Secondo gli esperti della Commissione, sono ancora troppi i dubbi sulla sicurezza delle piante transgeniche e la nazione non trarrebbe alcun beneficio dalla loro coltivazione. Anzi, i rapporti commerciali con i paesi occidentali, specie con l'Europa, subirebbero addirittura un danno. L’economista Abhijit Sen, fra i membri del panel, afferma che la soia prodotta in India, ad esempio, viene esportata con un buon valore di mercato proprio perché OGM-free.

La Commissione non ha espresso invece obiezioni sugli organismi transgenici non destinati alla produzione alimentare, come il cotone, di cui l' India è il secondo produttore nel mondo, ma il governo sta valutando già da tempo se autorizzare o meno la coltivazione di altre varietà vegetali transgeniche, vista la forte opposizione dell’opinione pubblica per la mancanza di norme severe a tutela della salute e dell'ambiente.

Il Comitato Consultivo per l'Ingegneria Genetica (GEAC), l'agenzia che valuta la sicurezza degli OGM, è stato spesso accusato di commistione con le aziende biotech, soprattutto dopo la decisione di autorizzare la coltivazione a scopo sperimentale di numerose piante transgeniche tra cui un tipo di melanzana, la “BT brinjal”. Il prodotto ha raggiunto la fase finale del processo di approvazione nonostante i risultati di uno studio condotto dal Professor Gilles-Eric Seralini che ha sollevato dubbi sulla sua sicurezza. La ricerca si basa sui dati confidenziali presentati dall'azienda Mahyco nella richiesta di approvazione e sottovalutati dalla GEAC. Documenti che sono stati resi pubblici solo dopo il ricorso presentato da Greenpeace alla Corte suprema.

Dall'India sonora bocciatura per gli OGM terranuova 10 luglio 2009

Plan panel says no to GM food crops | Checkbiotech 15 giugno 2009

La “corn belt” americana è stata una delle prime zone - se non la prima in assoluto - a convertirsi alla “tecno-agricoltura”. Oggi i contadini stanno cambiando rapidamente e amaramente idea.

Fra le pieghe di quella tecno-agricoltura infatti si è sviluppata una super erbaccia infestante, resistente ai diserbanti, che cresce fino a tre metri e divora letteralmente i campi di soia e cotone, costringendo a lasciare incolti i terreni.

La colpa è del kit della Monsanto, che comprende sementi OGM in grado di resistere all’erbicida Roundup e l’erbicida Roundup stesso, di cui i contadini si sono fidati: con una passata di erbicida Roundup sul campo OGM tutte le erbacce sparivano senza che il trattamento chimico sembrasse danneggiare il raccolto. Ora però si è sviluppata un’erbaccia infestante in grado di resistere all’erbicida Roundup: prospera rigogliosa sui campi, indifferente ai trattamenti chimici, e soffoca le piante di soia e di cotone azzerando praticamente i raccolti.

Non si tratta di un fenomeno marginale: in Georgia la super erbaccia è ampiamente diffusa su 100.000 acri di terreno, corrispondenti a oltre 400 chilometri quadrati. I contadini sono disperati e decisamente arrabbiati.

Stanno perdendo i raccolti. Si rassegnano a fare il diserbo manuale: strappare le erbacce, come al tempo di nonni e bisnonni. Abbandonano i campi: già nel 2007, sono stati lasciati incolti 4 chilometri quadrati infestati dalla super-erbaccia.

L’erbaccia in questione è il “Chenopodium album”, presente anche in Europa e in Italia. Viene chiamato “farinello”, “farinaccio” o “spinacio selvatico”. Secondo quanto riportato da France 24, anche Monsanto ammette l’esistenza della super-erbaccia ultra resistente. Dice che però il problema è gestibile con la rotazione delle colture e con un mix di erbicidi.

La Soil Association, associazione inglese di agricoltura biologica, fa notare che già nel 2001 la Monsanto si era accorta dell’esistenza di erbacce resistenti al suo erbicida Roundup, e per questo ha brevettato un altro erbicida in grado di eliminare selettivamente le piante resistenti al Roundup stesso: questo nuovo brevetto consentirà all’azienda di trarre profitto da un problema che essa stessa ha creato.

E i contadini alle prese con la super erbaccia? Stanno mollando la Monsanto e i suoi kit “chiavi in mano”. Tornano all’agricoltura convenzionale.

Gli OGM e le erbacce infestanti terranuova 09/07/2009

‘Superweed’ explosion threatens Monsanto heartlands 19 aprile 2009

Uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori argentini ha dimostrato gli effetti del glisofato, ingrediente attivo dell'erbicida Roundup della Monsanto, sulla morfologia degli embrioni anfibi.

Secondo Andrés Carrasco, direttore del Laboratorio di Embriologia Molecolare dell'Università di Buenos Aires e capo ricercatore del Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica e Tecnica (CONICET), il glisofato provocherebbe alterazioni consistenti e sistematiche sulla morfologia degli embrioni.

Lo studio, il primo del genere, dimostra che concentrazioni di glisofato fino a 1500 volte più basse rispetto a quelle usate nei campi di soia provocano gravi danni neurologici, intestinali e cardiaci. I Ministri della Sanità e dell'Ambiente argentini hanno creato un gruppo di esperti per indagare sul problema nelle quattro province dove si coltiva la soia in maniera estensiva e nelle quali da tempo si denuncia l'incremento dei casi di cancro.

In seguito ai risultati di questo studio, l’Associazione degli Avvocati Ambientalisti (Aadeaa) ha presentato ricorso alla Corte Suprema di Giustizia affinché vieti la vendita e l'uso del glifosato su tutto il territorio nazionale e solleciti il governo ad aprire un'inchiesta per determinare gli effetti sanitari ed ambientali del prodotto.

L'erbicida Roundup altera gli embrioni terranuova 12 maggio 2009

Monsanto's Herbicide Roundup Linked to Birth Defects 16 aprile 2009

Dicevano che gli OGM non hanno bisogno di fertilizzanti chimici o di erbicidi e che avrebbero risolto il problema della fame nel mondo. La realtà però è un altra.

Un esempio su tutti l'Argentina, dove durante gli anni del neoliberismo sfrenato, mezzo territorio agricolo è stato venduto pezzo per pezzo a multinazionali dell’agroindustria transgenica.

Secondo la ONG “Gruppo di Riflessione Rurale” (GRR) proprio l’agroindustria sta avvelenando una delle pianure più fertili del mondo dove per non morire di cancro si scappa via.

Il principale colpevole è il glifosfato, un erbicida inventato dalla Monsanto ma oggi, essendo scaduto il brevetto, prodotto da più ditte.Si starebbero così moltiplicando i casi di tumori infantili, le malformazioni congenite, i problemi renali, le dermatiti, i problemi respiratori. Secondo uno studio dell’Ospedale italiano “Giuseppe Garibaldi” di Rosario, nelle zone fumigate ci sarebbe un aumento di tre volte dei tumori gastrici e ai testicoli, di due volte per quelli al pancreas e ai polmoni e addirittura di dieci volte al fegato.

GRR ha intervistato decine di medici rurali e abitanti dell’interno argentino e questi sarebbero i risultati tanto che dalla ONG si afferma: “La prima cosa da fare è una moratoria delle fumigazioni”. Ma il governo argentino con molta difficoltà può prendere delle decisioni in un territorio sul quale, dalla notte neoliberale, ha una giurisdizione molto limitata.


In Argentina per far crescere i 48 milioni di tonnellate di soia, esportate verso Cina, India e Stati Uniti, e che sono una delle prime voci dell’export del paese, vengono utilizzati 200.000 litri l’anno di glifosfato. Sembrava facile piantare tutto a soia in un territorio pianeggiante e con un’agricoltura altamente meccanizzata. Fu così che dagli anni ’80 in avanti la soia rubò sistematicamente spazio ai boschi, all’allevamento e ad altre coltivazioni.

Se la Monsanto nega che il glifosfato sia tossico, dalla GRR si risponde che il glifosfato è il principale agente usato per le fumigazioni dei campi di coca in Colombia ed Ecuador e anche in quei casi ci sono denunce per gravi conseguenze sull’uomo.

Secondo la denuncia di GRR, raccolta da IPS: “E’ necessario sospendere le fumigazioni almeno in base al principio di precauzione”. Ma accettare tale precauzione vorrebbe dire per l’Argentina mettere in crisi completamente il modello agro esportatore.

LA CATASTROFE OGM IN ARGENTINA terranuova 10 marzo 2009

Erbicida Monsanto, studio argentino dimostra tossicità Fondazione Diritti Genetici

El Grupo de Reflexión Rural denuncia implicancias de Ley Monsanto

GRR - Grupo de Reflexión Rural

Le verdure hanno perso il sapore, dicono le nostre nonne. E hanno ragione. Insieme al sapore hanno perso anche le proprietà nutritive.

Lo dice The Journal of Hort Science, riportando studi di paragone con effettuati tra varietà antiche e moderne di ortaggi. Oggi le verdure avrebbero dimensioni maggiori rispetto 50 anni fa, ma conterrebbero meno “sostanza". In poche parole sarebbero come annacquati. Rispetto a cinquant’anni fa il contenuto di magnesio, ferro, calcio e zinco è inferiore in un range variabile dal 5 al 40%.

La selezione delle varietà effettuata per aumentare la resa ha portato a una “diluizione genetica” che a sua volta causa il declino del contenuto di proteine e amminoacidi. In seguito al maggiore uso di pesticidi e concimi chimici, ora i vegetali crescono così in fretta che hanno meno tempo per assorbire le sostanze nutritive.

Le verdure hanno perso il sapore terranuova 19 marzo 2009

Evidence on declining fruit and vegetable nutrient composition 03 febbraio 2009

Il Golden rice, riso transgenico in fase sperimentale di cui non si conoscono gli effetti sulla salute, è stato utilizzato in sperimentazioni che hanno coinvolto soggetti umani, tra cui minori.

Lo ha detto Adrian Dubock, Project Manager del Golden Rice Project, in una lettera inviata al Daily Mail in cui difende l'operato degli scienziati che promuovono il Golden Rice, dopo che lo scorso febbraio un gruppo di accademici aveva denunciato che il prodotto transgenico era stato usato come alimento nella dieta di 50 tra adulti e bambini dell'età di 6-10 anni, in Cina e negli Usa. Nella lettera di protesta inviata all'equipe della scuola universitaria di medicina della Tufts University di Boston, coinvolta nell'esperimento, si parlava del caso, spiega la Fondazione diritti genetici, "come di un precedente gravissimo sia sul piano etico, in quanto infrange il codice deontologico che vieta esperimenti su minori, sia sul piano sanitario, anche perchè il consumo del riso bio-arricchito (con beta carotene e vitamina A), oltre determinate proporzioni potrebbe avere effetti tossici". Per non parlare di tutti gli effetti ancora non ben noti dei cibi ogm sull'organismo umano. Finora il Golden Rice, ricorda la fondazione, è stato testato solo in laboratorio e mancano studi sulle cavie per valutarne gli effetti negativi, come avviene per i test clinici dei farmaci. "Ci chiediamo - conclude la fondazione - come si possa considerare lecita una sperimentazione effettuata su bambini e perchè i ricercatori si rifiutino di rendere noti i protocolli utilizzati".

Il riso ogm sperimentato anche sui bambini terranuova 18 marzo 2009

Golden Rice Humanitarian Board admits to human feeding trials 14 marzo 2009

La Commissione europea ha dato il via libera definitivo alla vendita sul mercato comunitario di prodotti contenenti la colza “T45” geneticamente modificata. Lo ha annunciato lo stesso Esecutivo UE dopo che a gennaio il Consiglio dei ministri dell'agricoltura europei non era riuscito a riunire sulla proposta di autorizzazione della Commissione né una maggioranza a favore né una contraria.

L'Italia aveva espresso voto contrario. In assenza di una decisione dei 27 stati membri la palla è passata all'Esecutivo UE che ha potuto decidere autonomamente. L'autorizzazione, che non riguarda la coltura, è stata richiesta dalla società Bayer e ha ottenuto un parere favorevole dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa), secondo cui è improbabile che la vendita di prodotti contenenti colza T45 o fabbricati a partire da questa varietà abbiano degli effetti indesiderabili sulla salute umana o animale, o sull'ambiente.

L'autorizzazione è valida per 10 anni e tutti i prodotti derivati da questa colza (come gli oli) dovranno sottostare alle norme europee in materia di etichettatura e di tracciabilità degli alimenti.

La Commissione Ue dà il via libera alla colza OGM, gefisecologia, 11 marzo 2009

EU approves import of biotech T45 rapeseed 11 marzo 2009

L’EFSA ha anche pubblicato un parere scientifico favorevole alla domanda di ri-autorizzare per 10 anni la commercializzazione e coltivazione del mais transgenico Monsanto “Mon 810”, già coltivato in Europa, in particolar modo in Spagna.

Approvato dalla UE nel 1998, il Mon 810 è modificato in modo che la pianta contenga una sorta di insetticida incorporato contro alcune specie di lepidotteri infestanti (Piralide e Sesamia). Causa però effetti collaterali pesanti ai danni di ambiente e insetti, poiché la sua proteina insetticida “Cry1Ab” provoca la morte indiscriminata di tutte le specie di insetti “non-target”, cioè anche di quelli non dannosi per le coltivazioni.

La sua ri-approvazione (la precedente autorizzazione durava 10 anni) permetterà di continuare a coltivarlo, senza soluzione di continuità, nei paesi europei che ancora lo fanno (oltre alla Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania). Nel frattempo, sei Stati membri hanno attivato la "clausola di salvaguardia" prevista dalla legislazione UE, che consente un divieto nazionale temporaneo di coltivazione. I sei paesi sono Austria, Ungheria, Francia, Grecia, Lussemburgo e Germania.

Tutti i tentativi di costringere alcuni di questi Stati membri a revocare i divieti nazionali, fatti fin qui dalla Commissione europea, sono stati respinti dalla maggioranza qualificata dei Ventisette in Consiglio UE. Durante l’ultimo Consiglio Ambiente dell’UE, lo scorso 25 giugno in Lussemburgo, 11 Paesi hanno chiesto alla Commissione di prevedere una modifica della legislazione comunitaria che lasci agli Stati membri la decisione finale sulla coltivazione degli OGM sul loro territorio, fatta salva la decisione a livello europeo sull’autorizzazione a commercializzare i prodotti transgenici importati.

Il parere positivo dell’EFSA non vale, di per sé, come via libera. L’autorizzazione finale viene data dalla Commissione europea, se non si manifesta una maggioranza qualificata contraria da parte degli Stati membri.

Nel 2004 è caduto il divieto di commercializzare i prodotti OGM importati. Una ventina di questi ultimi sono stati approvati direttamente dall’Esecutivo comunitario, dopo che gli Stati membri non erano riusciti a trovare una maggioranza qualificata né a favore né contraria.

Intanto, continuano ad essere coltivati OGM in via sperimentale su larga parte del territorio europeo e anche in Italia, benché i raccolti non possano, sulla carta, essere commercializzati.

Il commissario europeo all'Ambiente Stavros Dimas ha annunciato che "la Commissione europea molto presto esaminerà le implicazioni a livello economico e sociale della commercializzazione degli OGM sul mercato comunitario".

La UE ri-autorizza il mais OGM terranuova 03/07/2009

«Mais Ogm, rischi poco probabili» La Nuova Ecologia 01 luglio 2009

OGM, 11 paesi Ue per no a coltivazioni sul loro territorio La Nuova Ecologia 19 giugno 2009

Double-whammy hits genetically modified crops 14 aprile 2009

Lo scorso marzo, in attesa di una nuova valutazione scientifica che indirizzi i Paesi UE sul futuro delle colture geneticamente manipolate, anche il Lussemburgo aveva scelto di schierarsi contro la Commissione europea.

Il divieto nazionale è stato motivato dalla mancanza di rassicurazioni rispetto al mais OGM della Monsanto (Mon810), finora l’unico coltivabile nel territorio comunitario. Secondo il Ministero della salute lussemburghese, le recenti ricerche «non danno piena assicurazione sull’innocuità del Mon810». A questo si aggiunge l’indicazione chiara proveniente dai cittadini della piccola comunità: l’83% dei lussemburghesi intervistati in un sondaggio si sono espressi contro gli OGM.

In particolare, nel decreto si legge che «la tossina attiva Cry1Ab prodotta dal mais Mon810 è suscettibile di avere degli effetti su organismi non mirati, e che questa circostanza non permette di concludere all’innocuità ambientale di questo mais».

Poco prima del Lussemburgo, anche la Germania aveva proibito la coltivazione del Mon810, unendosi agli altri cinque Paesi Ue (Francia, Grecia, Austria Ungheria e Lussemburgo) che l'hanno bandito dai propri campi contro il parere della Commissione europea che invece vuole liberalizzare la coltivazione in tutta l'UE come da permesso accordato nel 1998.

Il ministro tedesco dell'Agricoltura, Ilse Aigner, ha annunciato la decisione in base ai dati di due recenti studi che rilevano la potenziale nocività degli OGM per l'ambiente.

La coltivazione del Mon810 era consentita in Germania dal 2005, ma è sempre stata contestata da molti, in particolare dalla Baviera e, con le elezioni europee e politiche vicine, c'è stata una motivazione in più del governo di Angela Merkel per assicurarsi il voto degli agricoltori bavaresi. «Si tratta di una decisione tecnica e, diversamente da quanto si dice su più fronti, non di una scelta politica», ha detto il ministro, «ci sono ragionevoli motivi per ritenere che il mais modifcato Mon810 rappresenti un pericolo per l'ambiente».

Secondo le ricerche citate, infatti, la coltivazione del mais OGM comporterebbe un'alterazione del sistema ambientale che si traduce in un indebolimento del sistema immunitario dei topi, nella più elevata mortalità delle coccinelle in stadio larvale e in un disorientamento delle api.

Agli inizi di aprile, la discussione sulle problematiche connesse alla coesistenza ogm e coltivazioni tradizionali e biologiche è approdata anche al Senato italiano. Luca Colombo, ricercatore della Fondazione diritti genetici, è intervenuto in occasione dell’indagine conoscitiva in materia di OGM avviata in sede congiunta dalle Commissioni riunite 7ª e 8ª.....

Nel nostro Paese, quasi tre italiani su quattro che esprimono una opinione (72%) ritengono che i cibi con OGM siano meno salutari di quelli tradizionali e che è pertanto necessario difendere la produzione dai rischi di inquinamento, a partire dalle sementi.

È quanto ha affermato la Coldiretti, sulla base di una indagine Swg, commentando l'approvazione, da parte della Commissione europea, del rapporto sulla coesistenza tra le colture geneticamente modificate e l'agricoltura tradizionale e biologica, nel quale si annuncia la prossima presentazione di un testo legislativo sui limiti da porre in etichetta circa la presenza di OGM.

Nonostante la crisi economica la grande maggioranza dei cittadini non giudica la diffusione degli organismi geneticamente modificati una soluzione positiva e al contrario - sottolinea la Coldiretti - si rafforza l'opposizione da parte degli italiani (+ 5,2%).

Le coltivazioni OGM nel mondo non solo non hanno risolto il problema della fame, ma hanno anche aggravato la dipendenza economica dall'estero di molti Paesi in via di Sviluppo, afferma la Coldiretti nel sottolineare che l'Italia con i primati conquistati qualitativi e nella sicurezza alimentare nell'agroalimentare ha peraltro una ragione in più per rispettare il principio della precauzione nei confronti dei consumatori che mostrano una forte opposizione agli OGM.

Lussemburgo, mais OGM al bando La Nuova Ecologia 24 marzo 2009

OGM, ministri europei divisi sulla nazionalizzazione delle colture La Nuova Ecologia 24 marzo 2009

Nessuna coesistenza con gli OGM terranuova 17 maggio 2009

La Germania dice no al mais Monsanto OGM terranuova 14 maggio 2009

Il 72% degli italiani non vuole gli OGM terranuova 14 maggio 2009

EU Food Safety Not Compromised With Banned GM Maize 02 luglio 2009

Luxembourg to become fifth EU country to ban Monsanto GM maize 23 marzo 2009

Germany bans Monsanto's GM maize 14 aprile 2009

Attenzione al gelato modificato OGM.

Un gelato che non si scioglie grazie all'aggiunta di una proteina sintetica indicata in etichetta come “proteina ISP”.

Coldiretti ha lanciato l'allarme dopo che la Commissione Europea ha di fatto autorizzato la contaminazione da OGM del prodotto alimentare più amato attraverso una proteina sintetica isolata da un pesce artico e riprodotta in laboratorio con la fermentazione di un lievito geneticamente modificato.

La proteina sintetica utilizzata dalla Unilever chiamata ISP (Ice Structuring Protein), avendo ottenuto l'approvazione prima dell'EFSA e poi della Commissione europea, potrà essere inserita nella categoria dei “novel foods” come ingrediente alimentare nel ghiaccio.

"I ricercatori dell'Indipendent Science Panel già nel 2006 avevano dimostrato che la proteina della Unilever costituisce un allergene - dice Nicoletta De Cillis, della Fondazione Diritti Genetici - per di più il nuovo ingrediente sarà etichettato semplicemente come proteina ISP in base alla attuale normativa UE che non sottopone casi come il gelato della Unilever alla regolamentazione prevista per gli OGM".

La Unilever difende la sicurezza del suo brevetto perché il lievito OGM viene rimosso nel prodotto finale, e sostiene che i nuovi gelati saranno più dietetici e meno costosi. "La normativa varata nel 2000 è molto rigorosa", sostiene Leonardo Vingiani, direttore di Assobiotec, "non si può essere favorevoli all'EFSA quando boccia un prodotto OGM e contrari quando ne approva un altro. È ora di affrontare la materia in maniera scientifica".

Coldiretti ha reso pubblica una ricerca Swg da cui risulta che le proteine transgeniche non sono gradite a tre italiani su quattro. Secondo l'associazione degli agricoltori, si mette a rischio l'immagine generale di un settore del made in Italy che ha visto aumentare le esportazioni di gelato del 43% in termini di fatturato nel primo mese del 2009. In Italia, il mercato dei gelati vale 5 miliardi di euro: 15 chili l'anno a persona per coppe, coni, bastoncini e vaschette per il 60% di tipo artigianale.

Ed è proprio questo il centro della polemica. I produttori italiani vogliono rafforzare un trend che ha visto salire i consumi dei prodotti locali e dei gelati a "chilometri zero": dall'amarone in Veneto al pistacchio di Bronte in Sicilia, dal bergamotto in Calabria ai frutti di bosco di Cuneo, dal gelso siciliano al latte di asina veneto, dal gelato di ricotta al gelato al latte di bufala. Grazie alla creatività italiana si è arrivati ormai a 600 tipi di gusti e le gelaterie artigianali sono ormai 35 mila.

Arriva il gelato OGM Il cono che non si squaglia repubblica 18 giugno 2009

EFSA confirms safety of Unilever GM ice protein 13 agosto 2008

Alla settima conferenza della Rete delle Regioni europee OGM-free e la Regione Marche, svoltasi a Urbino, è stata discussa una delibera che Coldiretti ha definito un “inspiegabile suicidio” e “cavallo di Troia” per l’introduzione degli OGM nell’agricoltura Italiana.

La delibera della Regione Marche prevede che gli agricoltori sottoscrivano un patto volontario per poter decisere se coltivare o meno OGM, potendo difendere così le coltivazioni biologiche e la scelta di un territorio libero da OGM.

Secondo la più grande organizzazione italiana degli agricoltori, invece, «in assenza di un quadro normativo definito a livello nazionale ed europeo sulla coesistenza tra produzioni OGM e non – ha detto Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche – introdurre il concetto di volontarietà di non coltivare transgenico significa inevitabilmente dare anche la possibilità di farlo, creando nelle Marche un precedente che rischia di essere un cavallo di Troia per il via alle coltivazioni di OGM nel resto d’Italia ».

Coldiretti: Marche cavallo di Troia per gli OGM Carta 18 Giugno 2009

Conferenza della rete delle regioni europee OGM-free

Il governo britannico ha deciso di schierarsi dalla parte dei cibi organici e di opporsi ai cibi geneticamente modificati.

La Soil Association e l’Organic Trade Board hanno deciso di votare una serie di norme volte a sanzionare i produttori di cibi geneticamente modificati, seguendo la linea intrapresa dai governi scozzese e gallese: le compagnie di prodotti geneticamente modificati saranno sanzionabili per i danni provocati all’agricoltura.

Hilary Benn, Segretario di Stato Inglese per lo Sviluppo, alimentazione e affari rurali, afferma che c’è la necessità di introdurre nuove norme per studiare gli effetti dei cibi geneticamente modificati e dare più rilevanza ai cibi organici. Con questi ultimi infatti si riducono le emissioni nocive nell’atmosfera e si salvaguarda la salute dei cittadini.

Hillary Benn chiederà inoltre al Primo Ministro inglese Gordoin Brown di seguire l’idea di Michelle Obama: un orto biologico al 10 di Downing Street al pari di quello della Casa Bianca.

L'Inghilterra sanziona i produttori di OGM terranova 04 giugno 2009

Environment Minister to propose organic vegetable garden at Number 10 to rival the White House Soil Association 22 Maggio 2009

Obamas to Plant Vegetable Garden at White House 19 marzo 2009

Mentre, il Vaticano, a sorpresa, ha “benedetto” gli OGM.

Di fronte alla crisi alimentare mondiale, ''potrebbe risultare utile considerare le nuove frontiere che vengono aperte da un corretto impiego delle tecniche di produzione agricola tradizionali e di quelle innovative, supposto che esse siano state dopo adeguata verifica riconosciute opportune, rispettose dell'ambiente e attente alle popolazioni piu' svantaggiate''.

Un'apertura, anche se prudente e velata, che papa Benedetto XVI ha fatto nei confronti degli Organismi Geneticamente Modificati nella sua terza enciclica “Caritas in veritate”.

''Sostenendo mediante piani di finanziamento ispirati a solidarieta' i Paesi economicamente poveri - scrive Benedetto XVI - perche' provvedano essi stessi a soddisfare le domande di beni di consumo e di sviluppo dei propri cittadini, non solo si puo' produrre vera crescita economica, ma si puo' anche concorrere a sostenere le capacita' produttive dei Paesi ricchi che rischiano di esser compromesse dalla crisi''.

Genetically modified crops get the Vatican's blessing New Scientist 04 giugno 2009

Sovente il dibattito sugli OGM incrocia quello sulla fame nel mondo cercando di delinearne una parabola sociale. Ma gli OGM sfameranno i poveri?

È uno degli interrogativi che emerge dal documento “Pane, Panico e Pandemonio: gli OGM a cavallo della crisi alimentare” della Fondazione Diritti genetici, redatto in occasione della Conferenza “Transgenic plans for Food Security” tenutosi a Roma.

"Di certo c'è che gli OGM oggi coltivati non sono stati concepiti per rispondere a questa esigenza: non producono più cibo, non costano meno e soprattutto sono prevalentemente destinati a sfamare il bestiame più che gli uomini", si legge nel documento.

E "anche qualora vi fosse bisogno di un aumento di produttività e gli OGM riuscissero ad aumentare l'offerta globale di alimenti, le condizioni di accesso al cibo non sarebbero adeguatamente garantite, non venendo rimosse le ineguaglianze sociali, politiche ed economiche che causano l'insicurezza alimentare e la povertà".

Il documento si fa portavoce delle preoccupazioni sull'uso degli OGM come risposta alla fame nel mondo e rappresenta la posizione del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare che comprende più di 270 organizzazioni della società civile tra Ong, movimenti sociali ed ambientalisti, associazioni di categoria e sindacati.

OGM: inutili e pericolosi, ma redditizzi terranuova 18 maggio 2009

“Pane, Panico e Pandemonio: gli OGM a cavallo della crisi alimentare”

Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare

Ad aprile è stato pubblicato un rapporto americano della Union of Concerned Scientist, un gruppo di esperti del MIT (Massachusetts Institute of Technology), che attacca la garanzia di più forti rendimenti degli OGM (non è il primo studio a mettere in dubbio l’efficacia degli organismi geneticamente modificati, eppure i paesi e le superfici coltivate con OGM continuano ad aumentare).

Qualche settimana dopo, a inizio maggio, l’UE ha imposto il suo diritto a consumare carne bovina senza ormoni (gli Stati Uniti come contropartita continueranno a sovratassare una serie di prodotti alimentari europei).Ma il diritto di produrre e consumare alimenti senza ormoni non implica quello di produrre e consumare senza OGM?

Da anni gli industriali affermano che nutriranno il mondo, promettendo che gli OGM avranno migliori rendimenti. Ma dopo vent’anni di ricerche e tredici di commercializzazione, i contadini americani che fanno ricorso a queste sementi non hanno delle rese agricole superiori. L’agricoltura tradizionale, invece, continua ad avere risultati migliori”, afferma Doug Gurian-Sherman, autore del rapporto.

Per arrivare a questa conclusione il biologo ha passato al setaccio tutti gli studi accademici pubblicati sulla soia e sul mais, le due culture transgeniche più utilizzate negli Stati Uniti. Nella patria di Monsanto il 90% delle superfici coltivate a soia impiega OGM, mentre il 60% del mais è geneticamente modificato.

Gli OGM che dominano il mercato sono però tre: un tipo di soia e due di mais. Esiste infatti il mais modificato per resistere ad alcuni insetti e quello che resiste agli erbicidi. Quest’ultimo, come la soia resistente agli erbicidi, “non ha portato alcun miglioramento dei rendimenti”, come afferma il rapporto.

Per quel che riguarda il mais resistente agli insetti invece (il cui esemplare più conosciuto è il Mon 810, recentemente vietato dalla Germania), l’accrescimento della produzione si è rivelata “marginale”. Questi risultati sono stati ottenuti anche da raccolte ottenute in Europa, dove il mais Bt (Bacillus thuringiensis) viene largamente importato.

Gli OGM infatti, vengono coltivati in ‘soli’ 25 Paesi (principalmente Stati Uniti, Canada, Brasile e Argentina), ma altri 30 ne autorizzano l’importazione. Col tempo, anche i paesi africani hanno iniziato a produrli: nel 2008 il Burkina Faso e l’Egitto hanno raggiunto il Sudafrica fra i paesi produttori.

Un crescente numero di superfici del mondo viene quindi coltivato con OGM: il 2008 ha visto un aumento delle superfici OGM del 9,4% rispetto all’anno precedente (International Service for the Acquisition of Agro-biotech Applications). Eppure la crescita di produttività agricola degli ultimi anni è dovuta ad altri fattori d’innovazione, spiega il rapporto americano, nella cui conclusione si legge che sarebbe pericoloso puntare sugli OGM per assicurare i bisogni alimentari di 9 miliardi di persone (stima della popolazione mondiale nel 2050).

Questo rapporto non è il primo a denunciare la promessa degli OGM: nel 2006 i ricercatori del Ministero Americano dell’Agricoltura hanno fatto il bilancio dei primi dieci anni di colture OGM, e non hanno constatato miglioramenti significativi. Se anche gli OGM garantissero una maggiore produzione agricola, l’aumento del rendimento avrebbe un prezzo: la perdita di biodiversità ed i rischi per la salute.

Gli OGM “non hanno rese agricole superiori” altrogiornale 01 giugno 2009

Do GM crops fail to produce more yield?

Torna di attualità la vicenda del riso geneticamente modificato prodotto dalla Bayer, il colosso della chimica tedesco, che porta il nome tecnico di “LL62”. Resistente alla maggior parte dei pesticidi prodotti dalla stessa Bayer, il riso è stato già autorizzato per la coltivazione negli Stati Uniti, e in poche settimane anche l’Unione Europea dovrà decidere sul suo destino.

La Bayer spinge per l’approvazione, come sta facendo da tempo anche in Brasile, Sudafrica, India e Filippine. Dall’altra parte, l’associazione ambientalista Greenpeace, da sempre contraria all’LL62, ha rilanciato con uno spot in stile anni ’50 la sua petizione con raccolta di firme per chiedere ai governi di proteggere consumatori, agricoltori e biodiversità, rifiutando l’ingresso nei loro paesi del riso OGM.

D’altro canto, perfino negli USA gli agricoltori sono restii a piantare l’LL62, visto che hanno paura di perdere mercati importanti a causa di possibili contaminazioni: questo riso, infatti, ha la tendenza a ibridarsi con il riso rosso. I danni già causati dalla Bayer all’industria globale del riso sono stimati in 1,2 miliardi di dollari, persi quando una delle sue varietà sperimentali geneticamente modificata è entrata accidentalmente a far parte dell’offerta di riso per il 2006.

Greenpeace contro il riso OGM della Bayer 31 maggio 2009

Bayer's Double Trouble | Greenpeace International

Take action: Stand up for your rice!

Negli USA, il Presidente Barack Obama ha deciso di affidare la dirigenza del nuovo «Food Safety Working Group» (Gruppo di Lavoro per l’Igiene degli Alimenti) a Michael Taylor, un avvocato del colosso biotech Monsanto. La domanda, a questo punto, sorge spontanea: e se il presidente non fosse così immune dallo strapotere delle lobbies multinazionali?

Taylor, oltre ad essere un avvocato del colosso biotech della famiglia Shapiro (ed un mago del conflitto d’interessi), è anche periodicamente un consulente della Food and Drug Administration (FDA), l’ente che negli Stati Uniti autorizza i farmaci. Nel 1991, come vice-commissario per le politiche della FDA, Taylor fu tra quelli che più efficacemente indussero l’ente federale ad autorizzare l’uso dell’ormone della crescita geneticamente modificato (dalla Monsanto) per le vacche da latte e i vitelli da carne. In particolare, Taylor fu l’estensore dei regolamenti della FDA sulle etichette alimentari: quelli che vietano in USA di segnalare la presenza di ormone della crescita nelle etichette sulle confezioni di latte, yogurt e formaggi freschi.

Nel 1994, Taylor era al Ministero Americano dell’Agricoltura (USDA) come amministratore del servizio ministeriale di Igiene ed Ispezioni Alimentari. Nel 1998, invece, è tornato alla Monsanto come vice-presidente delle «politiche pubbliche», ossia della potente attività di lobby della multinazionale.

Come direttore del “Food Safety Working Group” Taylor avrà modo di appoggiare efficacemente un recente progetto di legge (presentato dalla parlamentare Rosa de Lauro) che ha messo in allarme i coltivatori organici in USA, poiché se approvato metterebbe fuori legge la produzione dei loro prodotti biologici, sulla base dei rischi per la “igiene alimentare” che le coltivazioni organiche rappresenterebbero.

Si invitano con questo progetto di legge a «stabilire standard minimi scientificamente fondati» per coloro che producono cibo usando come concime, per esempio, del letame (può suonare assurdo ma c’è ancora chi lo fa) invece che dei concimi chimici. Le ispezioni si concentrerebbero infatti su questi produttori, ma ovviamente non sulle colture industriali: ispezioni che riguarderanno non solo «l’immagazzinamento e la conservazione», ma anche «la raccolta», e soprattutto (cosa più interessante per Monsanto) «la selezione delle sementi».

I coltivatori biologici usano le proprie sementi naturali e spesso, come succede da millenni in tutto il mondo, se le scambiano, sottraendosi al business degli ibridi geneticamente modificati. Tutto ciò sarà presto illegale perché la FDA ha da poco ridefinito le sementi come «alimenti», e con ciò le ha sottoposte ai controlli previsti per l’igiene alimentare. Si potranno però evitare guai durante questi controlli adottando le scientifiche sementi geneticamente modificate, brevettate Monsanto e da comprare ogni anno.

La cosa allarma anche perché ci si può aspettare che le idee di Taylor e le norme relative all’ “igiene” saranno presto accolte da qualche commissario europeo entusiasta per la “scienza”, che premerà più o meno dietro le quinte per farle adottare obbligatoriamente anche dagli Stati dell’Unione.

Si dovrebbe però ricordare che tale scienza ha portato un migliaio di agricoltori sudafricani, che hanno seminato 82 mila ettari di granturco OGM di tre diverse varietà Monsanto, a perdere l’80% del raccolto. Le pannocchie appaiono sane e prospere dall’esterno, ma dentro hanno pochissimi chicchi. Monsanto ha offerto di risarcire i danni, accusando una “sotto-fertilizzazione” durante lo sviluppo delle sementi “in laboratorio”. Anche per Monsanto la “scienza” ha dei limiti.

Come già accennato, le politiche di Obama sono parecchio controverse. Proporre di rivitalizzare e rivalorizzare le aree agricole attraverso il “Rural plan”, dare incentivi ed agevolazioni per riportare popolazione, competenze e manodopera a lasciare le grandi città per ritornare nelle campagne (proposta assolutamente condivisibile perché intelligente e conveniente sotto tutti i punti di vista) è quantomeno assurdo quando si minaccia contemporaneamente l’esistenza dei piccoli produttori biologici dando ancora più potere a chi, come Monsanto, è già noto per mostruosità come l’invenzione del gene “terminator”, che rende sterili le piante.

Questa “sterilizzazione” rende dipendenti dalle proprie sementi gli agricoltori che fanno uso di questo tipo di sementi; operazione che, stando alle testimonianze di Vandana Shiva, ha portato al suicidio per eccessivi livelli di indebitamento migliaia di contadini indiani. Monsanto ha sempre spacciato la propria sete di profitti per un nobile tentativo di sconfiggere la fame nel mondo, ma questa favola è già stata raccontata da altri pochi decenni fa, con la “rivoluzione verde”. E se ne sono visti i risultati, sia sociali, che ambientali, che economici.

Obama non è a conoscenza di tutto ciò? È davvero all’oscuro delle malefatte di chi da anni sta cercando di propinare al mondo i suoi mutanti geneticamente modificati, delle sue violazioni dei diritti umani, o degli incalcolabili danni alla salute ed all’ambiente causati dalla sua “scienza” e dai suoi “innovativi” prodotti?

Asher Miller, «Monsanto planting seeds in the White House?», OpEdNews, 24 marzo 2009

Lynn Cohen-Cole, «How to criminalize seeds», Rense.com, 20 marzo 2009

Monsanto Brevetta le Sementi per il “Global Warming" di Maurizio Blondet

Monsanto Terminator Technology

Monsanto’s Terminator Making a Comeback? Enter the Zombie! 25 maggio 2009

Molti piccoli agricoltori e attivisti a favore del biologico dicono che se passerà l’H.R. 875 sarà la fine dell’agricoltura organica negli Stati Uniti.

La legge presentata dalla democratica Rosa DeLauro a febbraio è viziata da un rimarchevole conflitto di interessi: il marito della DeLauro, Stanley Greenburg, lavora, guarda caso, per la Monsanto, che è la maggior produttrice al mondo di erbicidi e semi geneticamente modificati, di cui gli agricoltori organici non fanno uso.

L’H.R. 875, chiamata “Food Safety Modernization Act of 2009”, vorrebbe stabilire una "Food Safety Administration" per “proteggere la salute pubblica da malattie alimentaei, assicurare la sicurezza del cibo e migliorare la ricerca sui contaminanti”.

La Sezione 3 definisce quali tipi di stabilimenti dovrebbero essere i soggetti della legislazione: con il termine "food production facility" si allude a fattorie, ranch, frutteti, vigneti, allevamenti di animali, incluse tutte quelle organiche, piccole, familiari, perfino i piccoli orti.

Il governo avrebbe dunque il potere di decidere quale agricoltura è più sicura e anche imporre agli agricoltori organici di usare determinati quantitativi di erbicidi in base a questo o quello standard di qualità.

Inoltre, caricherà sulle spalle dei piccoli agricoltori un grande quantitativo di carte e burocrazia amministrativa. Il tutto allo scopo di fare fuori un’orda di piccoli competitori e lasciare il campo aperto del tutto alle grandi corporations.


HR 875: The End Of Organic Farming? The Final Hour 17 marzo 2009

http://www.govtrack.us/congress/billtext.xpd?bill=h111-875

Biologia dell'Anticristo 31 marzo 2009

Una compagnia leader, un modello agrario e le conseguenze sociali e sanitarie. I segreti di un’azienda, il suo potere politico e scientifico. Ne “Il Mondo secondo Monsanto”, la giornalista francese Marie-Monique Robin, affronta tutti i punti chiave per spiegare la monocultura di soia transgenica e gli agrotossici sintetici a livello mondiale.

Monsanto è un impresa criminale. Lo dico perchè ci sono prove concrete di ciò. È stata condannata varie volte per la sua attività industriale, ad esempio per l’uso del composto chimico PCB, miscela chimica ora proibita ma che continua a contaminare il pianeta. Per 50 anni il PCB fu impiegato come liquido refrigerente dei trasformatori. Monsanto, che fu condannata per questo: sapeva che era un prodotto altamente tossico, però nascose le informazioni e fece come se niente fosse.

La stessa storia si è ripetuta con due erbicidi prodotti da Monsanto, che formarono il cocktail chiamato “agente orange” (agente arancio) utilizzato nella guerra del Vietnam. Sapevano della sua tossicità ma lo usarono ugualmente. Non solo, alterarono gli studi fatti per nascondere la relazione tra diossina e cancro.

È il modus operandi ricorrente della Monsanto. Alcuni dicono che questo avveniva nel passato, però non è così, è un modo di ottenere profitti che ancora viene usato. L’azienda non accettò mai il suo passato e le sue responsabilità. Negò sempre tutto. Questa è la sua linea di condotta. Oggi la stessa cosa accade con i cibi transgenici e il Roundup”.

Qual’è il modo di “agire” della Monsanto in ambito internazionale?

Monsanto ha lo stesso modo di agire in tutti i paesi. Nasconde i dati a riguardo dei suoi prodotti, mente e falsifica i resoconti, ma non solo questo. Ogni volta che scienziati indipendenti tentano di fare il loro lavoro di ricerca sui transgenici, ricevono pressioni o perdono il posto di lavoro. Questo succede anche negli organismi governativi americani come la FDA (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) o l’EPA (Agenzia per la Protezione Ambientale).

Monsanto è sinonimo di corruzione. Due sono gli esempi chiari e provati di tentativo di corruzione in Canada da parte della Monsanto, che hanno portato ad una seduta speciale del Senato canadese. Si trattava di legittimare l’uso dell’ormone geneticamente modicaficato sugli animali per aumentare la produzione di latte. Un’altro caso è avvenuto in Indonesia, dove Monsanto fu condannata per aver corrotto un centinaio di alti funzionari per immettere sul mercato locale il suo cotone transgenico. Non ci sono dubbi che esistano più casi di corruzione.

Lei afferma che il sistema delle “porte girevoli” è un modo di agire della Monsanto?

Nella storia di Monsanto sempre è presente quello che negli Stati Uniti chiamano ‘porte girevoli’. Un chiaro esempio: il testo che regolamenta i transgenici negli Stati Uniti fu pubblicato nel 1992 dalla FDA. Il testo fu stilato da Michael Taylor, avvocato della Monsanto, che venne assunto dalla FDA proprio per redigere il testo in questione e poi divenne vice-presidente della Monsanto. Questo è un esempio molto chiaro di porte girevoli. Ma ce ne sono molti altri”.

Monsanto ha prodotto l’agente orange, il PCB e il glifosato. È stata condannata per pubblicitá ingannevole: perché ha i mezzi di comunicazione dalla sua parte?

Per mancanza di un serio e approfondito lavoro dei giornalisti e per la complicità dei politici. In tutto il mondo è uguale”.

Perchè Monsanto non dà risposte?

Ha provato a chiamarli?

Si, solo che non accettano gli si faccia domande.

È così che si comportano. Davanti a qualsiasi domanda di un giornalista critico, Monsanto usa una sola politica: no comment”.

Che importanza ha Monsanto nel mercato mondiale degli alimenti?

L’obiettivo di Monsanto è controllare la catena alimentare. I cibi trasngenici sono il mezzo per raggiungere questo obiettivo. I brevetti la via per ottenerlo. La prima tappa della rivoluzione verde già si è conclusa, fu quella delle piante ad alto rendimento con l’utilizzo di pesticidi e relativo inquinamento ambientale. Ora siamo nella seconda fase dove la chiave sta nel far valere i brevetti sugli alimenti.

Questo non ha niente a che vedere con l’idea di alimentare il mondo. L’unico fine è aumentare gli introiti delle grandi coorporation. Monsanto guadagna in tutto. Ti vende il pacchetto tecnologico completo, i semi brevettati e l’erbicida obbligatorio per quel seme. Ti fa firmare un contratto nel quale ti proibisce di conservare i semi e ti obbliga a comprare il loro prodotto Roundup, non si possono usare glifosati generici. In questo processo Monsanto guadagna su tutto, e non ha niente a che vedere con la sicurezza alimentare.

Voglio ricordare, che la soia transgenica che si coltiva in Argentina, non serve per alimentare la popolazione, ma per nutrire i maiali europei. E cosa succederà all'Argentina quando in Europa si dovrà etichettare gli animali che vengono alimentati con soia transgenica? Cadranno i consumi della carne e anche l'Argentina avrà problemi, in quanto diminuirà il consumo di soia”.

È stata in Argentina, Brasile e in Paraguay. Che particolarità ha incontrato in quelle regioni?

Va ricordato che la Monsanto entrò in Argentina grazie al governo di Carlos Menem, che permise l’entrata della soia trasgenica senza alcun tipo di precauzione. L'Argentina fu il primo paese dell’America Latina. Poi, dall’Argentina, i grandi produttori organizzarono il contrabbando dei semi transgenici verso Paraguay e Brasile, che si videro obbligati a legalizzarli in quanto erano coltivazioni dedite all’esportazione. E poi arrivò Monsanto a reclamare i suoi privilegi. Fu incredibile come si espanse la soia transgenica nella regione e in così pochi anni. È un caso unico nel mondo”.

Negli anni ’90 l'Argentina veniva indicata come alunna modello del Fondo Monetario Internazionale. Oggi con 17 milioni di ettari coltivati a soia transgenica e l’utilizzo di 168 milioni di litri di glifosato, si può dire che l'Argentina sia un modello da seguire nell’agroindustria?

Sì! Chiaro. L'Argentina adottò il modello Monsanto a tempo di record, è un caso esemplare. Però ci furono anche probremi. Dato che i semi transeginici sono brevettati, Monsanto ha il diritto di proprietà intellettuale. Questo significa che i produttori all’atto dell’acquisto dei semi firmano un contratto con il quale si impegnano a non conservare parte del raccolto per la risemina, quello che normalmente fanno gli agricoltori di tutto il mondo. Monsanto considera quest’atto una violazione del suo brevetto. Allora Monsanto invia la polizia dei geni, che è qualcosa di incredibile, detective privati che entrano nei campi, prendono campioni, verificano se è transgenico e se l'agricoltore ha comprato i semi. Se non sono stati comprati, si va a giudizio e Monsanto vince. È una strategia globale: Monsanto controlla la maggior parte delle imprese produttrici di semi e brevetta i semi, esigendo che ogni contadino compri i suoi semi.

Quello che successe è che la legge argentina non proibisce di conservare i semi di un raccolto per riutilizzarli. In un primo momento Monsanto disse che non avrebbe chiesto privilegi e così fornirono semi e Roundup di scarsa qualità. Dal 2005 Monsanto cominciò a richiedere privilegi, ruppe gli accordi iniziali con Argentina e ora si stanno scontrando in giudizio”.

Il Roundup svolge un ruolo da protagonista. Molte comunità agricole ed indigene denunciano i suoi effetti, ma ci sono ancora pochi divieti.

“È un aspetto incredibilmente messo a tacere. Nessuno può negare gli effetti che provocano le fumigazioni con questo erbicida, completamente nocivo. Sono convinta che verrà proibito in un futuro, come fu per il PCB, arriverà quel momento. Infatti in Danimarca già lo hanno proibito per la sua alta tossicità. È urgente analizzare il pericolo degli agrochimici e degli OGM”.

Tuttavia, le grandi imprese del settore promettono da decadi che con i transgenici e gli agrotossici si riuscirà ad aumentare la produzione, e così si porrà fine alla fame nel mondo.

L'Argentina è il miglior esempio di questa menzogna. Che vantaggi hanno ottenuto dall’espandersi delle coltivazioni di soia? Si è persa la produzione di altri alimenti basilari e c'è ancora fame. Questo modello è un modello di monocoltura che distrugge le altre coltivazioni vitali. È una trasformazione molto profonda dell’agricoltura, che porta alla perdita della sovranità alimentare, che già non dipende dal governo per poter essere cambiata”.

Perchè lei definisce “la dittatura della soia” il processo agrario attuale?

È una dittatura nel senso di un potere totalitario che abbraccia tutto. Bisogna avere chiaro che chi controlla i semi, controlla il cibo e controlla la vita. In quel senso, Monsanto ha un potere totalitario. È così palese, che perfino Syngenta, grande impresa del settore agro-industriale e competitrice di Monsanto, rinominò Brasile, Paraguay ed Argentina ‘le repubbliche unite della soia’.

Siamo davanti ad un programma politico con fini molto chiari. Una semplice domanda lo dimostra: chi è che decide cosa si coltiva in Argentina? Non lo decide né il governo, né i produttori, lo decide Monsanto. La multinazionale decide cosa si seminerà, lo decide un’impresa senza tenere conto dei governi. E quel che è peggio, è che la seconda ondata di transgenici sarà più intensa, con un progetto di agrocombustibile che comporterà più monocoltura.

Per dove siamo arrivati, già ci è chiaro che la monocoltura è perdita di biodiversità ed è tutto il contrario della sicurezza alimentare. Non ci sono oramai dubbi che la monocoltura, sia di soia o per la produzione di biodiesel, è la strada verso la fame”.

Qual’e il ruolo giocato dalla scienza nel modello dell’agroindustria, dove Monsanto è solo la faccia più conosciuta?

Imprese come Monsanto fanno pressione sui direttori delle riviste. Nel campo dei transgenici è quasi impossibile realizzare studi accurati sul tema. In molte parti del mondo, Stati Uniti o Argentina, i laboratori di ricerca sono pagati dalle grandi imprese. Quando il tema riguarda i semi transgenici o gli agrochimici, Monsanto è sempre presente e condiziona le ricerche”.

Gli scienziati hanno paura o sono complici?

Tutte e due le cose. La paura e la complicità sono presenti nei laboratori del mondo. Nel mio libro dico chiaramente che in tutti i paesi del mondo ci sono scienziati la cui unica funzione è legittimare il lavoro dell'impresa”.

Che ruolo svolgono i governi nel far crescere imprese come la Monsanto?

I governi sono i migliori promotori degli OGM. Realizzano un incredibile lavoro di lobby. Per esempio Monsanto fa avere ai governi i suoi studi, i suoi report, le sue riviste e le foto. Dicono ai politici che non ci sarà inquinamento e che salveranno il mondo, così i politici fanno il loro lavoro. Ci sono anche casi di tentata corruzione. Deputati francesi hanno denunciato pubblicamente le pressioni ricevute da Monsanto, fino a riconoscere che la compagnia contattò ognuno dei 500 deputati affinché legiferassero secondo gli interessi dell'impresa”.

Qual’è il ruolo giocato dai mezzi di comunicazione?

Molti media vengono manipolati. L’informazione che ci viene data a riguardo dei transgenici non è corretta. I mezzi di comunicazione pubblicano la propaganda di Monsanto e la pubblicano senza discutere, come se fossero degli impiegati dell'impresa. Monsanto invita a pranzo i giornalisti, fa loro regali, paga loro il viaggio fino a Saint Louis (sede centrale). I giornalisti passeggiano per i laboratori, non fanno domande e tutto finisce lì. Questo è il modo di agire di Monsanto con i mezzi di comunicazione. Non solo, Monsanto cerca di trovare anche dei sostenitori, stabilisce contatti con loro e ottiene opinioni favorevoli. Non so se si arrivi alla corruzione, però Monsanto raggiunge i suoi obiettivi.

In Argentina è chiaro come agisce: leggendo alcuni articoli di supplementi rurali si vede che invece di articoli giornalistici sono pubblicità di Monsanto. Non sembrano neanche scritti da un giornalista, sembrano comunicati della compagnia”.

CHI CONTROLLA I SEMI, CONTROLLA IL CIBO E LA VITA comedonchisciotte 06 maggio 2009

"Quien controla las semillas, controla la comida y la vida" ecoportal 01 aprile 2009

Agente Orange - Wikipedia

Gli OGM e dunque i cibi prodotti con organismi geneticvamente modificati, causano il cancro?

Attualmente non ci sono risposte sufficienti né da chi nega questa possibilità, né da chi la avalla. Un po’ di chiarezza tenta di farla “The Idiot Cycle”, un film-documentario prodotto da JPS film e scritto da Emmanuelle Schick Garcia.

E apre una nuova visione: se proprio non vogliamo credere né all’una né all’altra ipotesi consideriamo solo che le multinazionali che producono semi OGM producono anche i pesticidi usati in queste colture, ma sono anche le più grandi produttrici di farmaci anti-cancro.

Dunque, si chiede il film, siamo come criceti che corrono sulla ruota nella loro gabbietta?

Gli OGM causano il cancro? Ecoblog 04 giugno 2009

The Idiot Cycle

Il 19 maggio scorso, l’AAEM (l'American Academy of Environmental Medicine) ha invitato i medici ad educare i propri pazienti, la comunità medica e l'opinione pubblica al fine di evitare quanto più possibile gli alimenti geneticamente modificati, e per fornire informazioni su questi alimenti geneticamente modificati e sui rischi, associati ad essi, per la salute.

Inoltre, ha chiesto una moratoria sugli alimenti geneticamente modificati, l'avvio di studi indipendenti condotti a lungo termine, e l'etichettatura degli alimenti geneticamente modificati.

Gli organismi geneticamente modificati sono entrati in commercio solo 13 anni fa, e non ci sono studi accurati sui loro effetti a lungo termine per quanto riguarda gli esseri umani. Gli esperimenti sugli animali hanno mostrato risultati preoccupanti come allergie, disfunzioni immunitarie, problemi di fertilità, mortalità infantile, scompensi d’insulina e alterazioni comportamentali.

Su queste basi, lAAEM chiede una moratoria sul cibo prodotto con OGM e invita i medici a sconsigliare ai loro pazienti l’utilizzo di alimenti derivanti da organismi geneticamente modificati.

L’accademia inoltre vuole promuovere una campagna per una chiara etichettatura. I prodotti OGM maggiormente coltivati sono soia, mais, colza, cotone e canna da zucchero, ma molti altri vegetali si stanno affacciando sul mercato come papaia, pomodoro, patata, zucchina...

La questione diviene però ancor più complessa, poiché i prodotti come carne, pesce, formaggio, uova non biologici provengono da animali nutriti con mais e soia OGM. Nel settore del biologico poi, dove gli organismi geneticamente modificati sono vietati, si pone il problema della contaminazione accidentale (soglia dello 0.1% per bio, 0.9% per convenzionale).

Proprio di recente, il programma “Co-Extra”, uno studio di 5 anni condotto da 200 ricercatori di 18 Paesi, ha concluso che la coabitazione su larga scala di prodotti convenzionali o bio con gli OGM è impossibile, almeno in Europa.

I ricercatori hanno realizzato dei modelli per valutare le distanze di sicurezza per evitare contaminazioni, considerando diversi parametri: specie coltivate, grandezza dei campi, geografia locale, direzione dei venti. Per il mais, il cui polline è considerato poco volatile, la distanza tra le coltivazioni deve essere di almeno 300 metri. «Ma alcuni pollini viaggiano anche per 30 Km» dice il coordinatore del programma Yves Bertheau «e quindi saranno necessarie intere zone adibite a barriere anti contaminazione».

Ma in Europa, essendo presenti ancora molte piccole aziende e vista la forte parcellizzazione dei campi, questo sistema diventa poco fattibile.

Togliete gli OGM ai vostri pazienti! Terranuova 17 giugno 2009

Co-Extra Research Live - The gene hunters - First Global Conference on GMO Analysis

Secondo il comunicato dell'AAEM, una serie di studi su modelli animali dimostrano che il consumo di alimenti geneticamente modificati induce gravi rischi per la salute, tra cui l'infertilità, problemi immunitari, invecchiamento accelerato e cambiamenti nella regolamentazione dell'insulina, dei principali organi e del sistema digerente.

E conclude: "il rapporto tra alimenti geneticamente modificati e gli effetti nefasti sulla salute non è solo un aneddoto. Vi è un legame di causa ed effetto", come definito dai criteri scientifici stabiliti. "Diversi studi confermano la forte correlazione tra alimenti geneticamente modificati e le malattie".

Sempre più medici prescrivono di già regimi senza alimenti geneticamente modificati. Il Dr. Amy Dean, interno nel Michigan, e membro del AAEM, ha dichiarato: "Chiedo ai miei pazienti di mangiare solo alimenti che non siano stati geneticamente modificati".

Il Dr. John Boyles, allergologo nell'Ohio, dice: "Prima testavo l'allergia alla soia sistematicamente ma ora che la soia è geneticamente modificata è così pericolosa che consiglio ai miei pazienti di non mangiarne assolutamente".

Il Dr. Jennifer Armstrong, presidente della AAEM, ha dichiarato: "I medici probabilmente rilevano gli effetti degli OGM sui loro pazienti, ma hanno bisogno di saper come porre le domande giuste".

Pushpa M. Bhargava, un biologo di fama mondiale, va ancora oltre. Dopo aver esaminato oltre 600 riviste scientifiche, ha trovato che gli organismi geneticamente modificati sono stati una delle principali cause del rapido deterioramento della salute degli americani.

David Schubert, un biologo presso il Salk Institute avverte che fra la popolazione "i bambini hanno più probabilità di soffrire delle tossine e dei problemi nutrizionali" legati agli alimenti geneticamente modificati. Egli sostiene che senza un'adeguata ricerca, i bambini diventano "le cavie su cui vengono condotti gli esperimenti”.

Gli esperimenti condotti su animali nutriti con alimenti geneticamente modificati sono davvero terrificanti. I ratti alimentati con soia transgenica ha visto la maggior parte dei loro piccoli morire entro 3 settimane dalla nascita - mentre il tasso di mortalità è stato del 10% nel gruppo di controllo nutrito con soia naturale. I cuccioli nutriti con alimenti geneticamente modificati erano inoltre più piccoli e in seguito hanno avuto problemi di fertilità.

Nei ratti alimentati con soia OGM, vi è stato un cambiamento di colore dei testicoli - che sono passati dal loro normale colore rosa al blu scuro. Lo sviluppo degli spermatozoi nei topi alimentati a base di soia geneticamente modificata si è bloccato prima che raggiungessero la maturità. Si è anche trovato significative mutazioni genetiche negli embrioni provenienti da genitori nutriti con alimenti geneticamente modificati.

Uno studio commissionato dal governo austriaco ha dimostrato che i topi alimentati con mais transgenico hanno meno piccoli e sono meno sviluppati rispetto al normale.

Problemi riproduttivi hanno gravemente colpito il bestiame. I sondaggi condotti nello Stato di Haryana, in India, hanno rivelato che la maggior parte dei bufali alimentati con i semi di cotone transgenico hanno avuto complicanze come le nascite premature, gli aborti spontanei, problemi di fertilità e prolasso uterino. Molti vitelli morti.

Negli Stati Uniti, gli agricoltori hanno riferito che una ventina di migliaia di suini è diventato sterile, dopo aver mangiato una certa varietà di mais geneticamente modificato. Alcune scrofe hanno fatto aborti spontanei, mentre altre hanno partorito sacchi riempiti di acqua. Vacche e tori sono diventati sterili, dopo aver mangiato lo stesso tipo di mais.

Fra la popolazione degli Stati Uniti, la frequenza dei nuovi nati di peso inferiore al normale, i problemi di infertilità e di mortalità infantile sono tutte in grande aumento.

Il mais e il cotone transgenico sono ideati per produrre i propri pesticidi in ciascuna delle loro cellule. Quando un insetto mangia una simile pianta, il veleno gli spappola lo stomaco e lo uccide. Le imprese biotecnologiche affermano che il pesticida chiamato Bt - prodotto dal Bacillus thuringiensis, un batterio che si trova nel suolo - dimostra la sua innocuità, dal momento che gli agricoltori biologici, e gli altri, lo usano sulle loro culture come insetticida naturale.

Gli ingegneri in genetica inseriscono il gene della tossina Bt nel mais e il cotone, per fare in modo che sia la pianta a fare il lavoro. Ma, la tossina Bt prodotta in queste piante transgeniche è migliaia di volte più concentrata rispetto al Bt spray naturale, essa è stata progettata per essere più tossica, ha proprietà allergeniche e, al contrario delle polverizzazioni, non può essere lavata via.

Inoltre, gli studi confermano che anche la meno tossica polverizzazione dei batteri è nefasta. Durante una polverizzazione aerea per eradicare un'invasione di falene nel nord-ovest degli Stati Uniti, ci si è lamentati di allergie e stati influenzali. Alcuni sono dovuti andare d'urgenza in ospedale.

Esattamente gli stessi sintomi sono stati segnalati da lavoratori agricoli in tutta l'India dopo la manipolazione del cotone Bt. Nel 2008, sulla base di referti medici, il Sunday India ha scritto che "il numero di persone che soffrono di prurito è notevolmente aumentato nel corso degli anni ... in connessione con la coltivazione di cotone Bt".

Secondo l'AAEM: "Molti studi mostrano significativi disturbi del sistema immunitario", tra cui un aumento di citochine, che sono "collegate all'asma, alle allergie e alle infiammazioni”, che sono in aumento negli Stati Uniti.

Secondo il Dr. Arpad Pusztai, un esperto in test transgenici, i cambiamenti del sistema immunitario degli animali nutriti con alimenti geneticamente modificati sono "una costante che ritroviamo in tutti gli studi".

Anche la ricerca da parte di Monsanto ha mostrato cambiamenti significativi nel sistema immunitario di ratti alimentati con mais Bt. Nel novembre 2008, uno studio commissionato dal governo italiano ha dimostrato che i topi hanno reazioni immunitarie al mais Bt.

Soia e mais transgenici contengono due nuove proteine con proprietà allergeniche, la soia transgenica contiene fino sette volte più inibitori della tripsina - un noto allergene da soia - e dei test cutanei dimostrano che alcune persone reagiscono alla soia transgenica ma non alla soia naturale.

Poco tempo dopo che la soia transgenica è stata introdotta in Gran Bretagna, le allergie alla soia sono aumentate fortemente dal 50%. Forse l'epidemia di asma e allergie alimentari che colpisce gli Stati Uniti è dovuto alle manipolazioni genetiche.

In India, gli animali pascolano nei campi di cotone dopo il raccolto. Ma da quando i pastori lasciano pascolare le loro pecore sulle piante di cotone Bt, migliaia di esse muoiono. Le autopsie hanno rivelato gravi irritazioni e macchie nere nel budello e nel fegato (così come l'allargamento dei dotti biliari). Gli investigatori hanno dichiarato che le prime prove "suggeriscono inequivocabilmente che la mortalità delle pecore è dovuta ad una tossina ... più probabile la tossina Bt".

In un piccolo studio sull'alimentazione complementare, condotto da parte del Deccan Development Society, tutti i montoni nutriti con piante di cotone Bt sono morti entro 30 giorni, quelli che pascolavano in campi di cotone naturale sono sani.

In un piccolo villaggio dell'Andhra Pradesh, i bufali hanno pascolato nei campi di cotone per otto anni senza problemi. Il 3 gennaio 2008, i bufali hanno brucato il cotone Bt per la prima volta. Il giorno successivo i 13 bufali si sono ammalati e sono tutti morti in tre giorni.

Il mais Bt è anche coinvolto nella morte di vacche in Germania, e di cavalli, bufale e polli nelle Filippine.

In studi di laboratorio, i polli nutriti con mais Liberty Link hanno subito un tasso di mortalità due volte più elevato, 7 di 20 ratti alimentati con pomodori transgenici hanno avuto emorragie nello stomaco, e 7 di 40 ratti sono morti in due settimane.

Secondo G. E. Seralini, uno dei migliori tossicologi francesi, uno studio condotto da Monsanto ha mostrato la prova di avvelenamento dei principali organi nei ratti alimentati con mais Bt.

L'unico studio pubblicato sugli esseri umani che hanno consumato OGM, ha dimostrato il più grave problema in materia di alimenti geneticamente modificati: il gene inserito nella soia transgenica è poi trasferito nei batteri che vivono nel nostro intestino dove continua ad essere attivo.

Ciò significa che molto tempo dopo aver smesso di consumare OGM, possiamo continuare a vivere con proteine geneticamente modificate potenzialmente nocive prodotte continuamente all'interno del nostro corpo.

Per dirla senza mezzi termini, mangiare prodotti a partire da tortillas di mais Bt può trasformare la nostra flora batterica intestinale in una fabbrica di pesticidi, eventualmente, per il resto della nostra vita.

Quando la prova del trasferimento genico è stata mostrata durante alcune conferenze negli Stati Uniti, i medici spesso hanno risposto citando l'aumento di problemi digestivi tra i loro pazienti durante l'ultimo decennio. Gli alimenti geneticamente modificati potrebbero dunque essere già atto di colonizzazione della flora intestinale dei Nord Americani.

Scienziati della Food and Drug Administration (FDA) hanno messo in guardia contro tutti questi problemi già dai primi anni '90. Secondo alcuni documenti pubblicati durante un processo, gli scienziati della FDA hanno sostenuto che gli alimenti geneticamente modificati sono intrinsecamente pericolosi e potrebbero generare delle allergie difficili da individuare, delle sostanze tossiche, un trasferimento del gene ai batteri intestinali, nuove malattie e disturbi alimentari.

Hanno chiesto ai loro superiori di richiedere test a lungo termine. Ma la Casa Bianca aveva ordinato all'agenzia la promozione delle biotecnologie e la FDA ha risposto con l'assunzione di Michael Taylor, l'ex avvocato di Monsanto, per preparare la politica dell'Agenzia in materia di OGM. Questa politica, oggi applicata, nega la conoscenza su cui si basano i timori degli scienziati e ha affermato che gli studi sulla sicurezza degli OGM non sono necessari.

Sono la Monsanto e altre aziende biotecnologiche che decidono se i loro alimenti siano sicuri. Mr. Taylor più tardi è diventato vice-presidente della Monsanto.

L'AAEM ha dichiarato: "gli alimenti geneticamente modificati non sono stati testati correttamente e ci espongono a gravi rischi per la salute".

Non un solo test clinico degli OGM fatto sugli esseri umani è stato pubblicato. Nel 2007, una pubblicazione scientifica in merito ai "possibili effetti tossici e rischi per la salute associati con piante geneticamente modificate” ha rivelato che "i dati sperimentali sono molto rari". L'autore conclude chiedendo: "Dove sono le prove scientifiche che dimostrano che le piante-alimenti geneticamente modificati siano sicure in tossicologia, come supposto dalle fabbriche di biotecnologia?".

David Suzuki, celebre genetista canadese, ha risposto: "Gli esperimenti, semplicemente, non sono stati fatti e siamo oramai noi che fungiamo da cavie". Ha poi aggiunto: "Credo che chiunque dichiari 'Oh noi sappiamo, è totalmente sicuro' sia incredibilmente stupido o mente deliberatamente".

Il Dr. Schubert sottolinea: "noi non sapremo probabilmente mai se ci sono stati dei problemi perché la loro causa non sarà identificabile, e molte malattie richiedono molto tempo per svilupparsi".

Se gli OGM causeranno sintomi immediati e acuti e con un sintomo unico, noi potremmo avere, forse, la possibilità di risalire alla causa.

Questo è precisamente ciò che è accaduto nel corso di una epidemia negli Stati Uniti durante gli anni 80. La malattia, peggiorata rapidamente, era mortale ed è stata la sola a causare un cambiamento misurabile di un certo parametro sanguigno - ma ci sono voluti altri 4 anni per rendersi conto che un'epidemia era in corso.

Durante questo tempo, c'erano stati 100 decessi e tra 5.000 e 10.000 malati fra cui molti con disabilità irreversibili. La causa era stata un prodotto commercializzato da una marca di integratori alimentari geneticamente modificati con il nome di L-triptofano.

Non sapremo forse mai se altri alimenti geneticamente modificati stanno contribuendo ad aumentare l'autismo, l'obesità, il diabete, l'asma, il cancro, malattie cardiovascolari, allergie, problemi di fertilità ed eventuali altri problemi di salute che affliggono oggi la popolazione statunitense (e mondiale). In effetti, come gli animali nutriti con alimenti geneticamente modificati hanno una serie di problemi, le persone sensibili possono reagire con diversi sintomi.

È pertanto significativo il fatto che nove anni, dopo la massiccia introduzione di colture transgeniche, nel 1996 la frequenza di pazienti con almeno tre malattie croniche è quasi raddoppiato (dal 7% al 13% della popolazione totale).

Per contribuire a determinare la pericolosità degli OGM, l'AAEM ha richiesto ai suoi membri, alla comunità medica e alla comunità di scienziati indipendenti di “raccogliere studi di casi potenzialmente legati al consumo di alimenti geneticamente modificati e dei loro effetti sulla salute; di iniziare la ricerca epidemiologica per conoscere l'impatto degli alimenti OGM sulla salute umana ed attuare metodi affidabili per valutare gli effetti degli alimenti geneticamente modificati sulla salute umana".

La gente comune non deve aspettare i risultati per cominciare ad applicare i consigli dei medici ed evitare gli alimenti geneticamente modificati. I consumatori possono evitare i prodotti alimentari contenenti soia o mais, la colza o il cotone, e la barbabietola da zucchero transgenica - a meno che non sia precisato che questi prodotti sono biologici o OGM-free. Esistono guide tascabile sui cibi OGM-free, su internet così come nei negozi di alimenti biologici e negli uffici di molti medici.

Se solo una piccola frazione della popolazione opta per i marchi senza OGM, l'industria alimentare rischia di reagire come ha fatto in Europa - rimuovendo tutti gli OGM dai suoi prodotti (in Europa, la realtà è, purtroppo, non meno rosea, gli OGM sono sempre più presenti).

Nota:

Jeffrey M. Smith oltre ad essere autore di successo e di fama internazionale è direttore dell'Institute for Responsible Technology (Istituto per la Tecnologia Responsabile), uno dei principali portavoce sui rischi per la salute connessi con gli OGM. Il suo primo libro, “Seeds of Deception” (in it. “L'inganno a Tavola”) è il libro più venduto nel mondo su questo tema.

Il suo secondo libro, “Genetic Roulette: The Documented Health Risks of Genetically Engineered Foods“, documenta i rischi sanitari degli alimenti geneticamente modificati e ci spiega spiega 65 rischi derivanti dagli OGM dimostrando come le superficiali dichiarazioni del governo americano non siano in grado di identificare la maggior parte di questi rischi. Egli, inoltre, esorta l'industria biotecnologica ad inviare prove scritte per confutare tali rischi, pur avendo previsto il loro rifiuto, non avendo dati che dimostrano la sicurezza dei loro prodotti.

Seeds of Deception

Genetically Modified Foods

The health risks of GM food and crops

L. Vecchio et al, "Ultrastructural Analysis of Testes from Mice Fed on Genetically Modified Soybean,"(Analisi ultrastrutturale dei testicoli dei topo alimentato con semi OGM) European Journal of Histochemistry 48, no. 4 (Ott - Dic 2004):449 - 454.

Alberta Velimirov et Claudia Binter, "Biological effects of transgenic maize NK603xMON810 fed in long term reproduction studies in mice," (Effetti biologici indotti dalla consumazione di mais transgenico NK603xMON810 negli studi della fertilità a lungo termine fra i topi) Forschungsberichte der Sektion IV, Band 3/2008

Gene-Altered Bt Crops Threaten Public Health 14 marzo 2008

M. Green, et al., "Public health implications of the microbial pesticide Bacillus thuringiensis: An epidemiological study, Oregon, 1985-86" (Conseguenze sulla salute pubblica del pesticida microbiotico Bacillus thuringiensis: Studio epidemiologico, Oregon, 1985-86), Amer. J. Public Health 80, no. 7(1990) : 848 - 852.

Alberto Finamore "Intestinal and Peripheral Immune Response to MON810 Maize Ingestion in Weaning and Old Mice," (Risposta immunitaria intestinale e periferica in seguito all'ingestione di mais MON810 di topi adulti) J. Agric. Food Chem., 2008, 56 (23), pp 11533 - 11539, 14 novembre 2008

L. Zolla "Proteomics as a complementary tool for identifying unintended side effects occurring in transgenic maize seeds as a result of genetic modifications," (La proteomica come mezzo complementare per l'identificazione degli effetti secondari involontari indotti dai semi di mais transgenico dopo delle modificazioni genetiche) J Proteome Res. 2008 May

A. Pusztai and S. Bardocz, "GMO in animal nutrition: potential benefits and risks," (Gli OGM nell'alimentazione animale: benefici e rischi potenziali) Capitolo 17, Biology of Nutrition in Growing Animals, R. Mosenthin, J. Zentek et T. Zebrowska (Eds.) Elsevier, ottobre 2005

"Mortality in Sheep Flocks after Grazing on Bt Cotton Fields - Warangal District, Andhra Pradesh", (Mortalità fra i montoni che hanno brucato nei campi di cotone Bt - distretto del Warangal, Andhra Pradesh), Rapporto sulla Valutazione Preliminare, aprile 2006

Jeffrey M. Smith, , Genetic Roulette: The Documented Health Risks of Genetically Engineered Foods, (La Roulette Genetica, i rischi documentati per la salute) Yes! Books, Fairfield, IA USA 2007

Stéphane Foucart, "Polémique autour d'un OGM," Le Monde, 14 décembre 2004

Netherwood et al, "Assessing the survival of transgenic plant DNA in the human gastrointestinal tract,"(Valutazione della sopravvivenza delle piante transgeniche nel sistema digestivo umano) Nature Biotechnology 22 (2004): 2

José Domingo, "Toxicity Studies of Genetically Modified Plants : A Review of the Published Literature," (Studio tossicologico sulle piante geneticamente modificate: pubblicazioni scientifiche) Critical reviews in food science and nutrition, 2007, vol. 47, no 8, pp. 721-733

Angela Hall, "Suzuki warns against hastily accepting GMOs" (Suzuki mette in guardia contro un adozione sconsiderata degli OGM), The Leader-Post (Canada), 26 aprile 2005

Triptofano - Wikipedia

Perchè dobbiamo evitare gli OGM: parlano i medici altrogiornale 27 giugno 2009

Doctors Warn: Avoid Genetically Modified Food Jeffrey M. Smith
Institute for ResponsibleTechnology

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