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lunedì 9 agosto 2010

BUCKYBALLS FROM OUTER SPACE 2

(Immagine, credit NASA/JPL-Caltech/University of Western Ontario)


Utilizzando il telescopio spaziale Spitzer della NASA, un gruppo di astronomi ha scoperto nello spazio, per la prima volta, delle "buckyballs", molecole composte da atomi di carbonio arrangiati tridimensionalmente impiegate massicciamente in nanotecnologia (nanotubi) per le loro proprietà uniche (il nome deriva dal celebre architetto Buckminster Fuller poiché la forma di queste molecole, chiamate anche "fullereni", ricorda le sue cupole geodetiche). «Abbiamo trovato le più grandi molecole attualmente esistenti nello spazio - ha dichiarato l'astronomo Jan Cami della University of Western Ontario (Canada) e del SETI Institute a Mountain View (California, USA) - siamo particolarmente entusiasti perché esse hanno proprietà uniche che le rendono protagonisti di molti processi fisici e chimici che avvengono nello spazio». Cami è autore di un articolo sulla scoperta che verrà pubblicato sulla rivista online journal Science. Il team di ricerca ha scoperto Buckyballs "C70", cioè con 70 atomi di carbonio, disposti un po' come una palla da rugby, e "C60", che assomogliano invece ad un pallone da calcio.

I ricercatori le hanno scovate in una nebulosa planetaria di nome ''TC 1'', tra le sue nuvole di polvere e gas, utilizzando lo spettroscopio di Spitzer per analizzare la luce infrarossa, scoprendo la firma spettrale delle buckyballs: esse oscillano, vibrano, in 174 modi differenti, quattro dei quali le porta ad assorbire o emettere luce infrarossa; queste ultime quattro modalità sono state rilevate da Spitzer approssimativamente a temperatura ambiente, la condizione ideale per poter distinguere singoli pattern di luce infrarossa. I dati rilevati dal telescopio spaziale sono stati poi confrontati con i dati di precedenti misurazioni effettuate in laboratorio delle stesse molecole e la corrispondenza è stata totale. Nel 1970, il professore Giapponese Eiji Osawa predisse l'esistenza delle buckyballs, ma esse furono osservate in laboratorio solamente nel 1985, durante un esperimento in cui i ricercatori, tra cui l'insigne nanoscienziato Harold Kroto, premio nobel per la chimica 1996 proprio per la scoperta del fullerene, avevano simulato le condizioni presenti nelle atmosfere di "vecchie" stelle giganti ricche di carbonio in cui erano state rilevate catene di atomi di carbonio. Sorprendentemente, questi esperimenti produssero una grande quantità di buckyballs. Da allora, queste molecole sono state individuate sulla Terra, nella fuliggine delle candele, negli strati di roccia ed in alcuni meteoriti. Dal 1991, è relativamente più facile produrre determinate quantità di polvere di fullerene, tramite le tecniche messe a punto da Donald Huffman e Wolfgang Krätschmer. Rimane ancora una sfida per i chimici il processo di purificazione che determina in larga misura il prezzo. Sulla possibile tossicità di queste molecole verso gli organismi non è ancora stata fatta chiarezza. La scoperta, ora ufficiale, di buckyballs nello spazio prova la teoria secondo cui le buckyballs sono di origine extraterrestre, probabilmente risalenti a prima della formazione del nostro Sistema Solare, nate in seguito alla fuoriuscita di qualche stella gigante ricca di carbonio.

Scoperte per la prima volta molecole Buckyballs nello spazio, by Spitzer! newsspazio.blogspot.com 23 luglio 2010

Buckyballs Found in Space Kurzweilai.net 23 luglio 2010

Fullerene - Wikipedia

Viaggio Allucinante - Google LIbri

viaggioallucinante2.0: Nanofobia

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