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lunedì 2 febbraio 2015

Dipendenza da Smartphone e Social Media La nuova ondata di "tecno-zombie"


Un terzo degli utenti Internet oggi accede a contenuti online mediante i telefoni cellulari. Nel 2014 si è registrato un aumento del 67% rispetto al 2013. Presto sorpasseranno gli utenti che si collegano da PC, secondo una ricerca condotta da Statcounter. 1 Si prevede, di conseguenza, un incremento notevole della “dipendenza da Smartphone”. 

Gerry Cooney, del “Rutland Centre” di Dublino, dice che stanno già registrando un massiccio aumento di persone – tipicamente giovani maschi sotto i 30 anni – che chiedono di essere curati dalla dipendenza alle scommesse e al porno online, facilitata dall'accesso continuo tramite Smartphone o altri dispositivi mobili. 
Secondo Cooney c'è il rischio di una nuova ondata psicopatologica per via della natura “compulsiva e alterante” dei Social Media, del gioco e delle altre forme di intrattenimento online. E non investe solo i ragazzi. “Molta gente ormai è su Facebook”, dice Cooney, “spinta dal bisogno di essere in contatto con altri”. 
Lo chiamano “FOMO factor” (“Fear Of Missing Out”), questo bisogno ossessivo di essere costantemente online, a monitorare tutto quello che succede, per paura di perdersi chissà cosa, mentre quello che si perde è il contatto con la realtà
“Capita spesso di vedere persone sedute a comunicare online senza che mai parlino veramente l'una con l'altra”, dice Cooney, "è un mondo surreale che ha un grande impatto sulla natura sociale”. 
In Irlanda sono già molti i genitori di giovani e bambini che hanno espresso forte preoccupazione riguardo l'uso eccesivo degli Smartphone, al punto che i propri figli sembrano non essere più in grado di parlare o comunicare senza l'ausilio della tecnologia. “Non conoscono altri modi di comunicare. Ignorano del tutto la dimensione sociale e interpersonale". 
Alcuni utenti di Smartphone, sia bambini che adulti, cominciano ad esibire lo stesso tipo di sintomi dei dipendenti da alcol, droga e scommesse. “Se privati del loro Smartphone, diventano ansiosi, nervosi, gli sudano le mani”. Alcuni perdono anche il sonno. 
Alcune recenti ricerche mostrano che il costante rafforzamento positivo derivato dall'attività online, come ottenere un “Mi Piace” su Facebook, aumenta i livelli della serotonina, il neurotrasmettitore capace di stimolare il senso di benessere, il ché può portare verso un pericoloso attaccamento ai Social Media. “Può facilmente diventare ossessivo”. 
Brian O'Neill, del Dublin Institute of Technology (DIT), è il co-autore dello studio “Net Children Go Mobile”, secondo cui 1 su 3 bambini sotto i 16 anni si sentono “molto” o "abbastanza" infastiditi se non possono usare i loro Smartphone. Metà degli intervistati hanno dichiarato di “sentire spesso un forte bisogno di controllare il telefono per vedere quello che succede”, mentre un quarto degli intervistati ha ammesso di aver spesso trascurato la famiglia, gli amici e le attività scolastiche a causa dell'eccessivo uso dello Smartphone. 
Lo studio ha concuso che molti di questi bambini stanno sviluppando una diopendenza dai loro Smartphone che vedono come una “estensione del loro corpo”.
1 Mobile internet usage soars by 67%, http://gs.statcounter.com/.

E così, il tecno-capitalismo ha trovato un nuovo modo di fare soldi a palate sulla pelle - o meglio sui neuroni - dei consumatori, storditi, instupiditi, dipendenti e ... contenti. 

Smartphone addiction time-bomb 'ready to explode' Allison Bray 01/02/2015

Ragazzo “dipendente da web” trovato in stato confusionale febbraio 20th, 2015

Apple boom: 74,5 milioni di iPhoneGli utili toccano un record storico 28 gennaio 2015

Checky, l’app che misura la tua dipendenza da smartphone settembre 16, 2014

THE VIRTUAL DISCONNECTION

THE ADDICTION

The internet and smart phones are here to stay. They blend smoothly into our crisis-stricken neoliberal age, which is characterized by economic stagnation, populist anxieties, and media spectacles

The question no longer concerns the potential or the social impact of “new media,” but how to cope with them. 


TOO MUCH INFOLLUTION INFORMATION POLLUTION REVOLUTION part II


  
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