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giovedì 26 febbraio 2015

IL DR. CANAVERO FRANKENSTEIN

Il discusso neurochirurgo torinese Sergio Canavero è pronto al trapianto di corpo. La testa di una persona verrebbe "innestata" sul corpo del donatore". Analoghi studi in corso in Cina 



Il primo trapianto completo di corpo al mondo - in cui la testa di una persona verrebbe trapiantata sul corpo di un donatore - potrebbe avvenire nel giro di soli due anni, secondo un controverso chirurgo italiano, Sergio Canavero, direttore del Gruppo avanzato di neuromodulazione di Torino. Secondo l'esperto, la tecnica potrebbe salvare la vita di persone colpite dal cancro o da malattie nervose e muscolari che ne hanno bloccato la mobilità. Secondo la rivista 'New Scientist', Canavero farà l'annuncio alla Conferenza annuale dell'American Academy of Neurological and Orthopaedic Surgeons in programma ad Annapolis (Maryland, Usa) a giugno.


Il neurochirurgo è convinto che i principali ostacoli che impedivano l'esecuzione del trapianto di testa, come la fusione della spina dorsale e la prevenzione del rigetto, sono ora sormontabili grazie agli avanzamenti della medicina. Il progetto potrebbe dunque essere portato a termine nel 2017. L'operazione fu effettuata per la prima volta nel 1970 negli Usa su una scimmia, con un limitato grado di successo: l'animale non poteva muoversi e visse solo nove giorni, finché la testa non fu rigettata. Canavero afferma: "Penso che ora siamo arrivati a un punto in cui gli aspetti tecnici sono tutti fattibili. Se la società non lo vuole, io non lo farò. Ma se questo accadrà negli Stati Uniti o in Europa, non significa che non potrà essere fatto da qualche altra parte".

È già da alcuni anni che Canavero annuncia l'intenzione di procedere con questo singolare trapianto. Questo mese ha pubblicato su 'Surgical Neurology International' una sintesi della tecnica che, è convinto, permetterà ai medici di trapiantare una testa su un nuovo corpo. Il sistema prevede il congelamento della testa del destinatario e della salma del donatore per estendere la sopravvivenza delle cellule senza ossigeno. Il tessuto intorno al collo viene poi sezionato e i principali vasi sanguigni collegati con piccoli tubi. La testa viene poi spostata sul corpo del donatore e le due estremità del midollo spinale (simili a fasce di spaghetti) vengono fuse insieme.

Per raggiungere questo obiettivo, il più difficile, Canavero intende lavare la zona con una sostanza chimica chiamata polietilenglicole, e poi iniettarla. Proprio come l'acqua calda tiene insieme gli spaghetti secchi, il polietilenglicole incoraggia la fusione del grasso nelle membrane cellulari.

Il paziente verrebbe poi mantenuto in coma per tre o quattro settimane, per impedire il movimento. Elettrodi impiantati nel corpo fornirebbero una regolare stimolazione elettrica del midollo spinale, perché la ricerca suggerisce che questo può rafforzare le nuove connessioni nervose. Quando il paziente si sveglierà, Canavero prevede che sarebbe in grado di muoversi, sentire il proprio volto e parlare. Con regolare e intensa fisioterapia la persona potrebbe camminare di nuovo entro un anno. E già diverse persone si sono offerte come cavie.

Ma per quanto riguarda la prospettiva di rigetto del tessuto alieno? Secondo William Mathews, presidente della Academy of Neurological and Orthopaedic Surgeons, oggi questo non sarebbe un grande problema, perché possiamo usare farmaci che oggi rendono la risposta immunitaria gestibile. "Il sistema che abbiamo per prevenire il rigetto è ben definito", assicura. 

Canavero non è il solo a indagare la fattibilità di questo tipo di trapianto, ricorda il New Scientist. Xiao-Ping Ren, della Harbin Medical University in Cina, di recente ha dimostrato che è possibile eseguire un trapianto di testa di base in un topo e tenterà di replicare il protocollo di Canavero nei prossimi mesi su topi e scimmie.

Frankenstein potrebbe diventare realtà: "Entro due anni il primo trapianto completo di corpo" 26 febbraio 2015

Full-body transplants will be possible within two years, says controversial surgeon Sergio Canavero 25 February 2015

Perintanto, dopo il primo trapianto integrale di faccia, a Torino è stato impiantato per la prima volta in un paziente un bacino in titanio


Nell'intervento, sono stati rimossi dal dottor Raimondo Piana (responsabile Chirurgia oncologica ortopedica del CTO) l'emibacino destro e l'anca colpiti dall'osteosarcoma e successivamente sostituiti e ricostruiti con la protesi in titanio e tantalio dal professor Alessandro Massè (Direttore Clinica universitaria ortopedica CTO).







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