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giovedì 5 marzo 2015

ADDICTED TO SELFIE Narcisismo Digitale e Auto-Oggettificazione

Uno studio dell'Università di Derby ha rivelato che il 13% degli utilizzatori di smartphone ne è dipendente. L'ossessione per i selfie e la loro pubblicazione narcisistica è un segno chiave della dipendenza

Gli smartphone sono ormai diventati oggetti di uso quotidiano per la maggior parte della popolazione. 
Secondo i risultati di uno studio della Università di Derby, gli smartphone provocano dipendenza, che non fa che peggiorare con il continuo utilizzo del telefonini. Malumore, solitudine, gelosia ed una ossessione per l’aspetto fisico sonoo tutti indicatori chiave di una dipendenza da smartphone, secondo quanto rivelato dallo studio.
Il docente di psicologia Zaheer Hussain, che ha condotto la ricerca, ha scoperto che più si utilizza uno smartphone più alto è il rischio di diventarne dipendenti, ed ha spiegato che alti livelli di narcisismo, cioè un eccessivo interesse o ammirazione di se stessi e del proprio aspetto fisico, sono il segno più comune ed evidente della dipendenza.
L’ossessivo scatto di selfie e la loro pubblicazione sui social network è quindi una indicazione fondamentale della dipendenza. “Una significante correlazione è stata trovata tra il narcisismo e la dipendenza verso i telefonini, suggerendo così che più una persona è narcisistica, più è probabile che diventi dipendente dallo smartphone,” dice Hussain.
La ricerca ha preso in considerazione 256 partecipanti di età media di 29 anni, ed ha scoperto che il 13% è dipendente dal proprio smartphone. Secondo i ricercatori, i telefonini dovrebbero essere venduti con l’avvertenza della possibilità di dipendenza insita negli smartphone.
Lo studio ci informa sull’eccessivo utilizzo degli smartphone e dell’impatto che questo ha sul benessere psicologico,” afferma Hussain. “Adesso utilizziamo quotidianamente gli smartphone in molti ambiti, quindi è importante essere consapevoli degli effetti psicologici.”
Lo studio ha anche rivelato che l’utente medio passa 3,6 ore al giorno sul dispositivo, mentre il 35% degli intervistati ha ammesso di aver utilizzato lo smartphone in aree vietate. I siti di social network sono le app più utilizzate, con l’87% degli utenti che ne fa uso, seguite da app di messaggistica istantanea, utilizzate dal 52%, e di notizie, con il 51%.
La ricerca ha anche scoperto che, nonostante il 46,8% degli intervistati parli di un miglioramento nelle relazioni sociali grazie ai telefonini, un quarto di loro ha ammesso che gli smartphone creano problemi di comunicazione nella vita reale.

Smartphone: una persona su otto ne è dipendente 4 marzo 2015

One in eight people are addicted to their smartphone - and the more we use them, the worse it gets, study claims 3 March 2015


According to psychiatrist Dr David Veal: “Two out of three of all the patients who come to see me with Body Dysmorphic Disorder since the rise of camera phones have a compulsion to repeatedly take and post selfies on social media sites.”

Cognitive behavioural therapy is used to help a patient to recognise the reasons for his or her compulsive behaviour and then to learn how to moderate it,” he told the Sunday Mirror.

A British male teenager tried to commit suicide after he failed to take the perfect selfie. Danny Bowman became so obsessed with capturing the perfect shot that he spent 10 hours a day taking up to 200 selfies. The 19-year-old lost nearly 30 pounds, dropped out of school and did not leave the house for six months in his quest to get the right picture. He would take 10 pictures immediately after waking up. Frustrated at his attempts to take the one image he wanted, Bowman eventually tried to take his own life by overdosing, but was saved by his mom.

“I was constantly in search of taking the perfect selfie and when I realized I couldn’t, I wanted to die. I lost my friends, my education, my health and almost my life,” he told The Mirror.

The teenager is believed to be the UK’s first selfie addict and has had therapy to treat his technology addiction as well as OCD and Body Dysmorphic Disorder.

Part of his treatment at the Maudsley Hospital in London included taking away his iPhone for intervals of 10 minutes, which increased to 30 minutes and then an hour.

“It was excruciating to begin with but I knew I had to do it if I wanted to go on living,” he told the Sunday Mirror.

Public health officials in the UK announced that addiction to social media such as Facebook and Twitter is an illness and more than 100 patients sought treatment every year.

Selfies frequently trigger perceptions of self-indulgence or attention-seeking social dependence that raises the damned-if-you-do and damned-if-you-don’t spectre of either narcissism or very low self-esteem,” said Pamela Rutledge in Psychology Today.

The big problem with the rise of digital narcissism is that it puts enormous pressure on people to achieve unfeasible goals, without making them hungrier. Wanting to be Beyoncé, Jay Z or a model is hard enough already, but when you are not prepared to work hard to achieve it, you are better off just lowering your aspirations. Few things are more self-destructive than a combination of high entitlement and a lazy work ethic. Ultimately, online manifestations of narcissism may be little more than a self-presentational strategy to compensate for a very low and fragile self-esteem. Yet when these efforts are reinforced and rewarded by others, they perpetuate the distortion of reality and consolidate narcissistic delusions.

The addiction to selfies has also alarmed health professionals in Thailand. “To pay close attention to published photos, controlling who sees or who likes or comments them, hoping to reach the greatest number of likes is a symptom that ‘selfies’ are causing problems,” said Panpimol Wipulakorn, of the Thai Mental Health Department.

The doctor believed that behaviours could generate brain problems in the future, especially those related to lack of confidence.

The word “selfie” was elected “Word of the Year 2013″ by the Oxford English Dictionary. It is defined as “a photograph that one has taken of oneself, typically with a smartphone or webcam and uploaded to a social media website”.

Scientists Link Selfies To Narcissism, Addiction & Mental Illness June 13, 2014

352 pagine di selfie: ecco la nuova trovata di Kim Kardashian, la regina del "porno-selfie", abituata a scatenare polemiche proprio per gli scatti ‘hot‘ che la vedono protagonista, come la recente immagine apparsa in copertina su Paper. Il volume si chiama Selfish e raccoglie sia immagini pubblicate sui social network che scatti inediti.

“Sono orgogliosa di condividere con voi la copertina del mio libro – ha scritto su Instagram la modella statunitense – e voglio ringraziare anche il team di Donda e Kanye (West, marito della Kardashian) per l’ispirazione e per avermi aiutato a progettare questo libro, così che potessi condividere un decennio di selfie in un modo così intimo e artistico! Non vedo l’ora che possiate vederlo tutti”.

Kim Kardashian, altra trovata della modella curvy: un libro di selfie  22 gennaio 2015






È selfie mania sui social network. Facebook, Instagram e Twitter pullula dei vecchi “autoscatti” ribattezzati selfie: un nome accattivante, che spesso svela anche quello che doveva rimanere nascosto. E così la bella ragazza sorridente in primo piano nel bagno ecco che inavvertitamente fotografa anche il riflesso dello specchio, quello in cui la si vede beatamente seduta sul water, divenuto dei selfie il nuovo trono.

La ragazza d’altronde è in buona compagnia e i principali “traditori” del selfie selvaggio sono proprio specchi, occhiali e vetri.

Selfie mania, quando la foto imbarazzante finisce comunque su Facebook 3 dicembre 2014

Non basta meditare seduti con le gambe incrociate. Ora lo yoga si fa bollente grazie ai vip maniaci del fitness e alle nuove “posizioni”. L'importante è essere flessibili e agili, ma la regola d'oro per praticare questa tecnica è spogliarsi e fotografarsi. Lo hanno già fatto Beyoncè, la Bundchen, la Canalis, la Marcuzzi, la Cicogna, la Huntighton e sui social impazzano gli scatti acrobatici.




Quella che una volta sarebbe stata liquidata come “ginnastica” da fare nel privato della propria palestra rientra oggi nella categoria “esercizi di stile e seduzione”, da mostrare, esibire, ostentare. Quelle tutine ultra stretch, così simili a guaine contenitive, tranne che per i colori, fluo, sono la mise della donna che conquista. Merito di quello che c’è dentro, chiaro. Così Jen si è procurata followers a manciate: uomini che la bramano, donne che la imitano. Il suo account su Instagram ne vanta oltre due milioni e mezzo, e tra loro Rihanna.

LA RAGAZZA DELL'UPPER WEST SIDE — Quello legato a Jen è l’ultimo fenomeno della Rete, di quelli da accapponare la pelle: per l’orrore o il piacere, a scelta. Una ventenne, single, che vive con sua madre nell’Upper West Side, e studia per diventare estetista, che diventa una star solo (e non “anche”) per il suo lato B, orgogliosamente riproposto in ogni occasione e di ogni nuance ammantata. Fa rabbia chi insinua il dubbio che dietro tanto turgore ci sia qualche intervento estetico: ma suvvia, davvero se voi (o chi per voi) faceste tutti i piegamenti che fa lei, da mane a sera, no-stop, non avreste la sua dotazione? Davvero tutta la sua fatica, insomma, non basta? Ciò escluso in linea pratica, passiamo alla teoria: e se anche fosse? In fondo lei punta tutto su quello. E non vi chiederà mai di guardarla dritta negli occhi.




Candice Swanepoel

Il belfie vip è la mania selfie che piace tanto alle star del jet set nazionale e internazionale. Una tendenza che era esplosa la scorsa estate quando tante ragazze comuni avevano pubblicato diversi scatti social che immortalavano il proprio Lato B in bella mostra, pubblicando poi il selfie su Instagram, Twitter o Facebook. Un fenomeno che era stato inizialmente snobbato dalle vip dello showbusiness italiano e mondiale, ma poi ci hanno pensato la star tv americana Kim Kardashian e l’ex top model tedesca naturalizzata statunitense Heidi Klum a sdoganare il belfie.

Neanche un’altra bellissima diva della moda internazionale è riuscita a resistere a questo fenomeno social, la supermodella sudafricana Candice Swanepoel. La meravigliosa e affascinante testimonial più rappresentativa di Victoria’s Secret ha pubblicato il belfie sul suo profilo Instagram scatenando il popolo della Rete. La top model dagli occhi azzurri e capelli biondi ha un fisico perfetto e un Lato B da urlo!

Questa mania ha contagiato diverse showgirl e star tv del jet set italiano: dall’ex moglie di Billy Costacurta Martina Colombari alla modella Claudia Romani, dalla showgirl Cecilia Capriotti alla showgirl statunitense Justine Mattera. Tutte pazze per il belfie!



«Non è sorprendente – si legge in un articolo pubblicato sul sito dell’università – che le persone che mettono on line un grande numero di selfie e spendono ancora più tempo nel modificarle sono più narcisiste di altre, ma è la prima volta che questo viene confermato in uno studio. Ancora più interessante è il fatto che queste persone fanno segnare livelli più alti di una personalità antisociale, come la psicopatia e sono più propensi alla auto-oggettificazione»
Con auto-oggettificazione si intende la tendenza ad attribuire un valore a sè stessi non in base valori positivi, ma a come si appare. Si tratta di un disturbo piuttosto grave che conduce a patologie come la depressione e disordini alimentari nelle donne. «Con il crescente uso dei social network – dice la dottoressa Fox – tutti sono molto più preoccupati della propria apparenza. Questo significa che l’auto oggettificazione sta diventando un problema più grande non solo per le donne, dove è stato largamente studiato, ma anche tra gli uomini». Secondo la dotteressa Fox c’è un ciclo vizioso: le persone che hanno elevati livelli di auto oggettificazione, mettono on line più selfie, il che porta ad avere più feedback dai propri amici on line, il che incoraggia a mettere altri selfie, quindi ad auto oggettificarsi ancora di più

In a recent Ohio State University study, the researchers found that posting more photos was correlated with both narcissism and psychopathy. Editing photos, however, was only associated with narcissism, and not psychopathy. Narcissism measures inflated self-image (often motivated by underlying insecurity), while psychopathy involves a lack of empathy and impulsive behavior.

"That makes sense because psychopathy is characterized by impulsivity," the study's lead author, Jesse Fox, said in a statement. "They are going to snap the photos and put them online right away. They want to see themselves. They don't want to spend time editing."

These findings don't mean that men who post selfies are actually narcissists or psychopaths, it does mean that they scored higher than others in these anti-social traits, although they were still within the normal range of behavior.

Previous studies have also linked heavy Facebook use with low self-esteem and narcissism. According to one study, it's not so much spending an excessive amount of time on Facebook so much as having an unrealistically large number of friends that is correlated with having a narcissistic personality.

The Ohio State study also found that editing photos of oneself was associated with higher levels of self-objectification.

With the growing use of social networks, everyone is more concerned with their appearance," Fox said in the statement. "That means self-objectification may become a bigger problem for men, as well as for women.”

The findings were published online in the journal Personality and Individual Differences.

Study Links Selfies To Narcissism And Psychopathy 01/12/2015

a Google study pointed out that the selfie stick owes its meteoric rise as a “cultural phenomenon”, as TIME puts it, to Indonesia – a nation enamored with social-media profiles and updates.

The study, shared with The Jakarta Post, stated that “people’s interest in selfie sticks started in Jakarta, Indonesia”, with Malaysia and the Philippines propelling the trend further. 

Search interest in selfie sticks — locally known as tongkat narsis, literally narcissist staff, and its abbreviation, tongsis — began picking up in Jakarta toward the end of 2013, and in the Indonesian capital was seven times that of the US, the study said.

New Show 'Selfie' Explores Online Addiction, Embarrassment 6 October 2014

Technology addiction a 'lifelong struggle' for teenagers 2 January 2015 By Jonathan Wilson


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