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domenica 1 marzo 2015

Epicenter impianta microchip ai dipendenti

Il 28 gennaio è stata inaugurata a Stoccolma la sede di Epicenter, la “casa dell’innovazione” della capitale svedese. Molti dei dipendenti di Epicenter durante il party di inaugurazione hanno deciso di farsi impiantare il temutissimo chip RFID. 



Epicenter è quello che in Italia chiamiamo “incubatore” per le imprese. Un posto dove le start-up che operano nel settore della tecnologia e dell’innovazione digitale possono muovere i loro primi passi. 

Per poter essere all’altezza dell’immagine di epicentro dell’innovazione tecnologica la scelta di usare i microchip RFID (che sta per Radio Frequency Identification) al posto dei badge o dei codici d’accesso deve essere sembrata quasi obbligata. 

Ai dipendenti è stata data la possibilità di scegliere se farsi impiantare o meno i famosi microchip (grandi quanto in chicco di riso) con all’interno registrati i loro dati anagrafici e soprattutto i codici d’accesso all’edificio. I chip vengono impiantanti sottopelle sul dorso della mano tra pollice e indice (in quella che una volta veniva chiamata tabacchiera anatomica). 

Durante l’evento di presentazione il CEO di Epicenter si è fatto impiantare il suo microchip direttamente sul palco. Eh si, perché per potersi dotare del chip che apre tutte le porte di Epicenter non è necessario sottoporsi a complicati interventi chirurgici ma è sufficiente l’intervento di un tatuatore.

La chippatura collettiva era chiaramente indicata come uno degli eventi “cool” dell’inaugurazione di Epicenter una cosa da fare tra una visita dalla chiropratica Hanne e un concerto.

Bastano pochi istanti et voilà, i dipendenti potranno entrare a lavoro, usare la fotocopiatrice, la macchinetta del caffè in corridoio e sbloccare l’accesso ai computer aziendali grazie al chip nella loro mano, senza bisogno di andare in giro con chiavette, badge o doversi ricordare password e pin. 
C’è chi giura ci sia dietro la CIA, l’NSA o la massoneria e addirittura che stiamo assistendo ai prodromi di una nuova era: il transumanesimo. Peccato che la tecnologia dei microchip sottocutanei sia già vecchia: dieci anni fa Simon Morton andava in giro per i club di Barcellona con un chip impiantato nel braccio per poter pagare i drink e gli ingressi ai party.
IL FUTURO È UN PARTY RFID
Una volta c’erano i party LSD, ora il vero sballo è l’RFID. L’evento organizzato da Epicenter non è la prima festa a base di sesso, droga e microchip. A gestire la chippatura collettiva c’è infatti Manniskaplus un collettivo di bio-hacker svedesi che già da qualche tempo organizza feste durante le quali ci si può far dotare del microchip con memorizzati i nostri dati anagrafici. A dicembre Hannes Sjoblad, il portavoce del gruppo, era alla ricerca di volontari per il suo ambizioso progetto e quanto pare quelli di Epicenter gli hanno fornito parecchio materiale umano (i dipendenti sono circa 700) per poter raggiungere il suo primo obbiettivo: l’impianto di 1000 microchip RFID.
Per chi teme che i chip possano essere usati per spiarci la realtà è purtroppo molto più noiosa: i chip sottocutanei servirebbero per cose per le quali usiamo generalmente un badge con un chip o una banda magnetica, ad esempio pagare la mensa aziendale, oppure per cose ancora meno eccitanti come sbloccare il cellulare (senza dover digitare il pin). 
Per essere spiati dal NWO è sufficiente utilizzare il proprio smartphone e fare check-in ovunque tramite Facebook o qualsiasi altro social network.

Epicenter: l’azienda svedese che impianta microchip ai dipendenti GIOVANNI DROGO 02 Febbraio 2015

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