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Robot Apocalypse

Professor Stephen Hawking has pleaded with world leaders to keep technology under control before it destroys humanity.

martedì 3 marzo 2015

Robo-alberghieri

Hanno sembianze umane, possono accogliere gli ospiti, portare i bagagli ma non sono dei veri e propri dipendenti dell'albergo: sono dei robot. 

Potreste incontrarli a breve a Nagasaki, in un albergo situato all'interno di un parco tematico.

Sono tre robot dall'aspetto umano, per essere precisi sembrano delle giovani donne giapponesi, e saranno alla reception mentre altri colleghi si prenderanno cura di guardaroba, portineria e pulizie.

Li ha sviluppati l'università di Osaka e sono stati prodotti da Kokoro, che fa parte della stessa compagnia che possiede il marchio Hello Kitty.

I robot cercano di replicare il più possibile la gestualità umana; infatti parlano, sorridono, fanno gesti con le mani e ricambiano gli sguardi.

L'hotel non a caso si chiama 'henn-na' che in giapponese significa si 'cambiamento' e 'che strano'. Le prime stanze apriranno a luglio e i prezzi saranno competitivi per il mercato giapponese: le camere partiranno da 50 euro a notte. Evidentemente i robot consentono di risparmiare sul personale.

In Giappone un hotel gestito da robot 2 marzo 2015


Sono partiti i lavori per progettare i robot che, fra circa 8 anni, potrebbero entrare nelle case, come elettrodomestici molto speciali. Saranno morbidi per non intimidire, ma robustissimi, avranno un aspetto rassicurante, sicuramente avranno delle mani e probabilmente berranno per ricaricare economiche batterie al metanolo. È il progetto appena avviato presso l’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) di Genova, dove è nato iCub, il robot-bambino che impara e cresce. 

«Il robot che siamo progettando può essere considerato il fratello meno costoso di iCub», ha detto Giorgio Metta, direttore della iCub Facility dell’Iit. Il progetto non ha ancora un nome, ma strada e obiettivi sono ben definiti: «entro un anno - ha proseguito Metta - contiamo di avere il prototipo e poi sarà la volta della fase industriale, che fra 7-8 anni potrebbe portare i robot nelle case». 

Se l’aspetto del robot non è ancora definito, è invece già chiaro che non dovrà essere di metallo: «dovrà essere un robot a basso costo, per questo stiamo cercando nuovi materiali, meno pesanti e costosi dei metalli», ha detto Metta. Si lavora a plastiche potenziate, ossia rinforzate con uno dei materiali più robusti e sottili al mondo, il grafene. Prima che per i robot, le plastiche potenziate potrebbero essere la chiave per ottenere caschi per la moto più sottili e robusti. 

All’insegna dei costi ridotti, sono allo studio anche nuove batterie, ad esempio al metanolo. In questo caso i robot potrebbero bere per ricaricarsi: basterebbe inserire il liquido nel loro serbatoio. 

Morbidi ma forti, bevono per ricaricarsi: ecco i nuovi robot 02/03/2015

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