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lunedì 22 giugno 2015

L'anno del sorpasso: più telefonini che esseri umani

Il 2015 è l'anno del sorpasso, quello in cui il numero dei telefonini supera quello degli esseri umani; 7,2 miliardi contro 7 miliardi. L'annuncio è stato dato durante la sedicesima edizione dell'Evento Annuale Ericsson, svoltosi nei giorni scorsi.

Un fondamentale segno dell’ingresso in una nuova era: il sorpasso delle utenze telefoniche sul numero complessivo di abitanti del pianeta. A spanne, siamo sui 7,2 miliardi di telefonini contro i 7 di individui che costituiscono la popolazione mondiale.
Lo racconta uno studio rilasciato da Ericsson nei giorni scorsi intitolato Gli italiani e la società connessa e condotto insieme all’università privata Luiss Guido Carli. Ci sono molte informazioni, lì dentro. Per esempio, e con una certa sorpresa, la grande fiducia degli italiani nella tecnologia e in una società digitalizzataservizi pubblici (31%), istruzione (29%) e sanità (27%) vengono individuati come i settori che potrebbero farsi protagonisti di un balzo in avanti in termini d’innovazione. Peccato che, tanto per dirne uno, ogni decisione sul Fascicolo sanitario elettronico sia slittata alla fine dell’anno. Ma questa è un’altra storia.
L’elemento che sta facendo il giro del web è che quest’anno dovrebbe dunque avvenire la transizione definitiva alla società iperconnessafatta più di telefoni che di uomini
Peccato che sia già indubitabilmente così, e basta avere una vita sociale minimamente vivace per verificarlo. Questi gadget, ai quali riserviamo sempre più budget e attenzione, sono curati come fossero neonati. 
Estratti dalla loro bianchissima confezione con lo stesso cieco entusiasmo con cui solleviamo un bebè dalla culla. Per loro spendiamo un sacco di soldi, ordiniamo custodie particolari da ogni parte del mondo, scriviamo libri, guide, recensioni e approfondimenti per comprenderne ogni aspetto e potenzialità.
Ma soprattutto, essi sono protagonisti assoluti delle nostre giornate: i telefoni, e in particolare gli smartphone, hanno un posto alla nostra destra sulla tavola, raccolgono l’attenzione degli astanti, a cui spesso rivolgiamo la parola mediati dai loro display, sono insomma commensali aggiuntivi. 
Hanno sostituito l’amico che ci guidava sfogliando lo stradario, il dottore a cui telefonavamo per un doloretto, la nonna a cui chiedevamo consiglio per la ricetta della torta di mele, il collega competente a cui chiedere una mano. 
A ben vedere non perché si siano semplicemente sostituiti ma perché si sono appunto aggiunti. Centinaia di milioni di utenze attivate e pezzi venduti in più o in meno a parte, siamo già da tempo in un tipo di contesto sociale che ha umanizzato i dispositivi digitali, in particolare i più intimi come i supertelefoni, trasformandoli in organismi intermedi di cui riconosciamo l’origine tecnologica ma che accudiamo con spirito quasi genitoriale.
D’altra parte è anche fallace l’idea che si viaggi davvero verso una società globale totalmente iper e interconnessa. Lo testimonia lo stesso studio quando racconta che l’anno prossimo solo una persona su due avrà uno smartphone. Non servirebbe altro per raccontare come il digital divide, e con esso le opportunità legate alla diffusione della tecnologia, rimanga l’altro elemento cardine del nostro pianeta.
In poche parole, da una parte abbiamo gente che parla coi telefonini, consigliandosi con Siri su quale sia l’ospedale più vicino, dall’altra abbiamo chi non ha neanche l’ospedale
E questo, tecnoentusiasmi a parte, rimane un tremendo dato di fatto che progetti piccoli ma significativi come Agritools non fanno che confermare.
C’è quel mondo lì, dove leggere un sms è un’impresa e i libri arrivano tramite feature phone, e c’è il nostro in cui abbiamo più e-reader che libri elettronici da leggere. 
Come con il cibo e quindi la salute, i farmaci e decine di altri aspetti, anche per la tecnologia c’è un enorme problema di redistribuzione che certi dati non fanno che approfondire.

Più telefonini che umani, quest’anno il sorpasso Simone Cosimi  Giugno 22, 2015

(DIS)CONNECTED MAN 10 MAGGIO 2015

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