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giovedì 27 ottobre 2016

Embrioni Umani Geneticamente Modificati

Fredrik Lanner lavora al Karolinska Institute di Stoccolma: “Non voglio creare super-bambini, ma capire le cause dell’infertilità"

È il primo scienziato al mondo a modificare geneticamente embrioni umani sani. Lo scopo della ricerca? Comprendere il ruolo di alcuni geni nello sviluppo dell’embrione stesso, vedendo cosa accade quando vengono spenti e non possono più funzionare. 

Si chiama Fredrik Lanner e nei laboratori della Divisione di Ostetricia e Ginecologia del prestigioso Karolinska Institute di Stoccolma - dove ha sede la giuria che assegna il Nobel per la medicina - sogna di trovare nuovi rimedi contro l’infertilità, che colpisce più di una coppia su 10. 

La modifica genetica degli embrioni, iniziata da poche settimane, sfrutta l’ormai famosa tecnica di editing «Crispr-Cas9», una vera e propria forbice molecolare capace di sofisticate operazioni di copia-incolla lungo la sequenza del Dna. Nonostante sia recentissima, la tecnica sta rivoluzionando la ricerca biomedica e l’industria biotecnologica, aprendo pressanti dilemmi etici ancora in gran parte irrisolti. 

E, sebbene il gruppo guidato da Lanner lasci sviluppare gli embrioni geneticamente modificati solo per pochi giorni, in molti guardano con preoccupazione l’abbattimento di un altro tabù: la modifica di linee germinali umane genera paure più o meno realistiche, dalla possibilità di progettare bambini con le caratteristiche desiderate fino ai rischi dovuti all’introduzione di modifiche genetiche che si trasmettono di generazione in generazione

Professor Lanner, la modificazione di embrioni umani è davvero necessaria per la vostra ricerca?  

«Durante lo sviluppo dell’embrione ci sono decine di migliaia di geni attivi che svolgono diverse funzioni. Alcuni di questi geni sono più importanti di altri: un loro malfunzionamento è capace di interrompere lo sviluppo del feto. Sapere quali sono questi geni e come funzionano è fondamentale sia per trovare nuove terapie contro l’infertilità sia per comprendere i meccanismi con cui le cellule staminali si specializzano in tutti i tipi cellulari che compongono un organismo. Gli studi sugli animali, soprattutto topi, sono stati utili per capire i meccanismi cellulari, ma non aiutano a comprendere il ruolo dei geni, perché, sotto questo profilo, uomini e topi hanno purtroppo poco in comune». 

Da dove provengono gli embrioni?  

«Gli embrioni provengono da una clinica della fertilità. Si tratta di cellule uovo fecondate in sovrannumero ma non impiantate, che vengono crioconservate fino a un massimo di cinque anni nel caso la coppia ne avesse ancora bisogno e che vengono donate per la ricerca. L’alternativa è la loro distruzione».  

Quanto a lungo vengono lasciati sviluppare dopo essere stati modificati?  

«L’embrione viene messo in crioconservazione a due giorni dalla fertilizzazione. Questo significa che quando, a distanza di anni, li scongeliamo e iniettiamo “Crispr-Cas9”, andando a spegnere uno dei geni, stiamo di fatto lavorando su un embrione di due giorni, composto da quattro cellule. L’interruzione dello sviluppo e l’osservazione degli effetti della modifica avviene entro il settimo giorno, in genere al quinto, quando le cellule si sono moltiplicate fino a diventare qualche centinaio».  

In molti sono allarmati dall’utilizzo di tecniche di editing genetico sugli embrioni e chiedono una moratoria su ricerche come la sua. Lei cosa pensa?  

«La “Human Gene-Editing Initiative”, come altri organismi che stanno nascendo per studiare e discutere le sfide tecnologiche ed etiche legate alla modificazione genetica dell’uomo, è stata molto chiara: è troppo presto per pensare di lasciar sviluppare un bambino da un embrione modificato. E io sono pienamente d’accordo. Non ci sono soltanto i problemi etici - per quali tipi di modifiche dovrebbe essere permesso intervenire e per quali no? - ma anche i problemi di sicurezza. Sappiamo troppo poco sul funzionamento dei geni, la cui rete di attività e relazioni con altri geni è complessa, per modificarli senza rischiare di fare danni che non possiamo nemmeno prevedere. Ma la ricerca di base è fondamentale, come la commissione ha ribadito, sia per capire meglio gli aspetti tecnici sia per studiare in modo controllato gli aspetti etici controversi». 

Ritiene che ricerche come la sua dovrebbero essere guardate con meno paura dal pubblico?  

«L’editing genetico apre orizzonti straordinari in moltissimi campi e promette una rivoluzione nella cura di tantissime malattie genetiche e non, tumori compresi. Come ogni tecnologia richiede, però, nuove regole e apre scenari complessi, che dobbiamo saper affrontare. Non si può far finta di niente. Le ricerche condotte da grandi istituti come il nostro, in modo aperto, trasparente e controllato, sono il modo migliore di procedere. L’alternativa, quella sì, è decisamente inquietante». 

“Perché sono il primo al mondo a manipolare embrioni umani” NICOLA QUADRI 26/10/2016


For the first time, scientists have edited DNA in healthy and viable human embryos using genetic tool CRIPR/Cas9.
The researchers, led by developmental biologist Fredrik Lanner from the Karolinska Institutet in Sweden, hope the research will lead to new ways to treat infertility and prevent miscarriage.
"Having children is one of the major drives for a lot of people," Lanner told Rob Stein at NPR. "For people who do struggle with this, it can tend to become an extremely important part of your life."
Although Chinese scientists made headlines back in April for genetically modifying human embryos, those embryos were unusable for IVF, and would never have been able to develop into healthy infants.
But two-day-old embryos Lanner is using are still viable, and were all donated by couples at an IVF clinic in Sweden.
The researchers are attempting to edit genes in these embryos to regulate certain aspects of their development. If the genes are removed and the embryo no longer functions, it signals that a particular gene is essential for embryotic growth.
However, Lanner says these embryos are only being studied for the first seven days of growth, and will be destroyed after 14 days.
As well as finding out crucial information about how embryos develop, this could help researchers who are investigating the potential of using embryonic stem cells to treat disease.
"If we can understand how these early cells are regulated in the actual embryo, this knowledge will help us in the future to treat patients with diabetes, or Parkinson’s, or different types of blindness and other diseases," Lanner says."That's another exciting area of research."
The researchers are hoping to knock out a series of genes that have been identified as crucial to normal embryonic development.
"He hopes that will help him learn more about what the genes do and which ones cause infertility. He declined to specify which genes he's targeting until the work is reviewed and published."
The CRISPR/Cas9 technique has revolutionised the way geneticists are tackling disease. Earlier this year, scientists removed HIV from human immune cells, and in June, it was announced that scientists are looking to use the technique to alter human T-cells to fight cancer.
However, we haven’t fully nutted out the CRISPR system just yet. The T- cell side effects were incredibly severe, and the HIV came back not long after – but the technology is still a huge deal.
So how does CRISPR work? As Bec Crew explained for us earlier this year, "The technique works by guiding 'scissor-like' proteins to targeted sections of DNA within a cell, and then prompting them to alter or 'edit' them in some way."
In other words, the system ‘cuts’ out sections of genes much more precisely than ever before.  Lanner himself calls the technique a "game changer".
"It's not just quicker or cheaper," Lanner says. "This actually opens the door to start to look at this for the first time, because we could not do this at all previously in the human embryo. The technology was just not efficient enough to try to look at individual gene function as the embryo develops."
At a recent international genetics summit, it was advised that editing an embryo intended to start a pregnancy should not be allowed, but in certain countries, including Sweden, carrying out the technique on viable embryos for research purposes remains legal.
Understandably, there is still a lot of controversy over using human embryos for research. Critics say this opens a pathway to ‘designer babies’ of the future, or could accidentally introduce heritable mutations in the human population.
"The fear is that they could use these techniques to create, someway, genetically modified people. You know, designer babies where parents pick and choose the traits of their babies, make them taller, stronger, smarter, or something like that," Stein said to news.com.
"We’re nowhere near being able to do that but the concern is that this could open the door to someway somebody trying that."
The team is still in early stages of research for now, so we’ll have to wait for their results to appear in a peer-reviewed journal before we can find out what insights they’ve gleaned.

Brave New World: Britain approved the creation of genetically-modified children 4 FEBBRAIO 2015





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